Nostalghia

Periodicamente, quasi alla fine dell’inverno (ma è annunciato ancora freddo per i prossimi giorni) mi viene nostalgia di estate, vacanze, caldo e luce mediterranea. In questo senso il blog funziona davvero come un diario, rileggendo i post dei mesi invernali degli anni passati, ce la ritrovo, la nostalgia, la noia di stare al chiuso, di aggirarmi per casa scrutando da ogni finestra sperando in un panoramam diverso. Niente, grigio, grigio, sempre grigio e freddo. Ho cambiato la testatina del blog, è una foto presa a Cabras due estati fa (piccola consolazione). Cani all’ombra di un fico, stagno luccicante, vento caldo.

Poi, una straordinaria abbuffata di pesce e frutti di mare in una locanda della zona, in bella compagnia di amici sardi…

Nostalgia, nostalgia.

Conto i giorni  per l’estate.

Grazie, Spinoza!

Riprendo la segnalazione di Maurizio Boscarol su Apogeonline e la diffondo: non fatevi mancare la consultazione di “Spinoza. Un sito serissimo”.

Battute sempre pertinenti, intelligenti, qualcuna geniale…

Mi sono trovata a ridere da sola.

Non mi succede quasi mai, di questi tempi. Basta questo per essere grata…

Il Popolo Viola di Genova per la difesa della democrazia e della Costituzione

Come previsto, stanno arrivando i volantini e i comunicati per le iniziative locali, in contemporanea in tutta Italia, di manifestazioni in difesa della Costituzione, come carta fondamentale della democrazia italiana.

Non pensavo che nella mia vita sarei dovuta scendere in piazza per difendere la Costituzione. Ma, vista la situazione presente, lo faccio.

Mia madre aveva due fratelli e molti cugini primi. I suoi due fratelli sono morti entrambi in guerra, uno soldato (e ha avuto una medaglia d’argento alla memoria) e il più giovane, partigiano, nelle formazioni Giustizia e libertà. A lui è intitolata una strada di Genova (via Emilio Da Pozzo). Dei cugini, un altro è morto in Russia,  e  di quelli sopravvissuti uno è stato prigioniero in Africa, un altro ferito ha passato dieci anni in sanatorio, un altro prigioniero dei tedeschi è scappato attraversando a nuoto il Golfo della Spezia…

I miei nonni materni, a cui ero affezionatissima, hanno portato per sempre il lutto e il segno della perdita dei due figli. Mia madre anche, naturalmente, e ora che ha 92 anni, guarda spesso le fotografie della loro allegra e coesa famiglia, negli anni della gioventù. Anche io a volte ho fantasticato che se avessi avuto ancora due zii, e altri cugini e cugine e  una così grande tribù, chissà che vita sarebbe stata la mia, certo diversa, chissà più felice, nessuno può dirlo.

Però, che tanti sacrifici e sofferenze, e poi tutto quello che è costato all’insieme della popolazione la guerra, il dopoguerra, e gli anni  successivi (e di tutti questi non parlo – sappiamo che anche i ‘50, ‘60, i ‘70 non sono stati certo  anni facili), tutto questo per arrivare a questo punto?

Non si può, proprio non si può permetterlo.

Diamoci da fare.

Popolo viola. Un volantino per la Costituzione (e per tante altre cose…)

Popolo viola. Volantino per il sitting del prossimo 30 gennaio

In difesa della Costituzione

Primo volantino del Popolo Viola, per la manifestazione del prossimo 30 gennaio, in molti luoghi e in contemporanea. Prodotto da Silvia e da un gruppo di donne giuslavoriste pugliesi, (qui il suo/loro sito web)

Penso e spero che ne seguiranno molti altri, ma mi piace comincire con questo.

Archivi e memoria delle donne, convegno a Novara

Si terrà a Novara, il 13 gennaio 2010, una nuova edizione del Convegno “Memorie disperse, memorie salvate”, promosso dall’Archivio delle donne in Piemonte (ArDP) , con il patrocinio della regione Piemonte e del Comune di Novara. Qui la locandina con il programma.ConvegnoNovara

“Memorie disperse e salvate” è un progettoche l’Associazione ArDP, consorzio di molte associazioni femminili piemontesi, porta avanti da anni, con tenacia veramente subalpina, e che ha visto importanti risultati (ne ho parlato a diverse riprese su questo blog), tra i quali un censimento (in due sessioni) sui fondi e archivi conosciuti e sconosciuti in tutte le provincie piemontesi, per fare emergere le memorie delle donne e quindi salvarle dal rischio di dispersione o peggio. Recentemente le amiche piemontesi hanno inaugurato una sede a Torino, (via Palazzo di Città 20) che non ho ancora visitato ma che conto di vedere tra pochi giorni. Nel futuro, c’è il sogno di un grande archivio dove concentrare i fondi delle donne piemontesi…nessuno più di loro se lo meriterebbe, vista l’attività, che dura da svariati decenni, sia nel campo della cultura e della memoria delle donne che in quello di una autonoma politica femminile. Chissà che un giorno non si realizzi…

Un nome per babysoftware

Leggo notizie molto interessanti in questo post di Archivi, storia, storie.

Si tratta niente meno che della futura nascita di un nuovo software per gli archivi, i cui requisiti sono il sogno di ogni archivista. Sicuramente il mio. L’autore del Blog, che ci si è sicuramente speso tanto, annuncia l’evento con parole leggere, quasi disincantate…con una lieve autoironia che però non mi pare nasconda la soddisfazione per un risultato così importante.

Allora, visto anche il momento post-natalizio e pre-capodannesco, formulo fervidi auguri al/alla nascituro/a. “Serve un NOME!” aggiunge perentorio ErreGi.

Bene, propongo questo: SARA (software archivistico regioni associate). Capisco che non è una genialata e se non verrà accolto, pazienza! comunque, speriamo in una gestazione rapida e … speriamo che sia femmina!

No B Day, i mille colori del viola

Pubblico solo poche foto di quelle che ho fatto, ce ne sono di molto belle su molti luoghi del web, ad esempio su Repubblica e su altri siti di informazione, blog ecc.. Un fra tanti, l’album di facebook con le foto di Marco E. Pellizza .
E’ stata una manifestazione bellissima. Grazie a tutt* quell* che erano lì. A quell* che erano a manifestare nelle città italiane e nel resto del mondo…grazie per i cartelli e striscioni, significativi e anche divertenti, per gli slogan un po’ gridati, un po’ cantati e un po’ sghignazzati…anche quelli da stadio. Per gli interventi dal palco molto appassionati  (le ho sentite veramente solo il giorno dopo sul web, lì in piazza dov’ero c’era troppo casino)- e per le discussioni con gli sconosciuti nei bar e nel metrò, dove ci si capiva anche con poche parole. E…grazie Roma, per il sole a dicembre, le finestre con sciarpe e magliette viola appese…Grazie a chi ha organizzato tutto questo, migliaia di persone sconosciute,  forse questo paese ha ancora qualche speranza di cambiare.

Web 2.0, partecipazione, politica…NO B Day

Io ci credo, e sabato lo verificheremo, che attraverso il web, soprattutto il web 2.0 con i suoi mille canali, sia possibile organizzare un grande evento politico, con pochi soldi e molto lavoro (perchè dietro il No B Day ci sono tantissim* che pestano sui tasti, che raccolgono quote, che telefonano per i pulman, che disegnano gli striscioni, insomma tutto quanto serve, e che solo le mani umane possono fare).

Ed è un evento accompagnato da una grande discussione collettiva: in ognuno dei siti e blog che partecipano ci sono centinaia, migliaia di messaggi – anche quelli stonati o contrari.
Stamattina ho seguito il Forum con Roberto Saviano su Repubblica TV .Condivido tutto quello che ha detto. Saviano è uno degli uomini più profondi, lucidi e coraggiosi che abbiamo. E non ha perso una grande umanità, anzi, le tribolazioni e sofferenze l’hanno reso ancora più sensibile alla tragedia in cui si è avvitato il nostro paese, sotto il tallone delle mafie. Voglio sforzarmi di seguire i suoi consigli: leggere, informarsi, non pensare che la lotta ai poteri criminali sia una cosa che riguarda soltanto il Sud…

Perciò bisogna andare a Roma, al NO Berlusconi Day: non è possibile che, sapendo quello che sappiamo, quest’uomo continui a governare l’Italia. Utile anche un “sunto” della situazione: scaricate e leggete le “101 domande” al “Reticente del Consiglio”: lettura veramente istruttiva, vitamine per la nostra labile memoria.

No Berlusconi DAY

No Berlusconi Day

Sabato 5 dicembre, Roma, P.zza della Repubblica, ore 14. Manifestazione autoorganizzata via web per dire “basta!” a Berlusconi, e al suo regime, per salvare quel che resta di questo paese, ormai un mucchio di macerie sociali, morali, culturali…Porterò il mio granello di sabbia, per la democrazia, con la speranza che prima o poi torneremo a respirare finalmente liberi e libere dai miasmi velenosi di questi ultimi 15 anni.

Seconda Conferenza nazionale sugli Archivi

Bologna, 19-21 novembre 2009. Per me, pomeriggio di giovedì 19 e mattina di venerdì 20, quindi ho seguito quello che ho potuto, in un convegno affollatissimo, gente pigiata ovunque, che per scambiare due parole bisognava sostare nei bagni… per fortuna i lussuosi bagni del Carlton Hotel. Altri ben più “addentro” hanno fatto la cronaca e le riflessioni su questo importante incontro, da Archivistica e dintorni a Cultural heritage, da Archivi e storie al Sito ufficiale, dove ci sono sia i materiali preparatori che i documenti conclusivi, e inoltre le foto (e ci sono anche io, pensa un po’, in mezzo a settecento persone …). E poi, Shaitan ha fatto un ottimo resoconto del workshop a cui ho assistito, Standard e metadati: meglio di così!

Posso divagare. Archivagare

La Prima conferenza sugli archivi. Roma, 1998, primi di luglio. Archivio Centrale, l’aria condizionata si perdeva nel salone altissimo. Si friggeva dal caldo. Degli amici mi avevano lasciato la casa, un piccolo appartamento all’ultimo piano, con terrazza. Un forno. Ho tentato di dormire sul tavolo della terrazza, che era di marmo. Alle prime luci, gabbiani, rondini e piccioni in picchiata mi hanno fatto desistere. Ho ancora tutti i documenti della conferenza nella loro cartellina, da qualche parte, mi ricordo che li avevo studiati, nei mesi successivi, con l’entusiasmo dell’apprendista…
Gli anni precedenti erano stati molto proficui, con le donne della Rete nazionale Lilith, che riuniva decine di biblioteche, archivi e centri di documentazione femministi, avevamo dato vita a un gruppo di lavoro, avevamo pubblicato nel ‘96 il libro “Reti della memoria”, un primo censimento di archivi femminili, con saggi di storiche e archiviste (Roberta Fossati, Linda Giuva, tavola rotonda sulle fonti storiche delle donne a Roma e altri testi). Grande energia, pochi mezzi ma quelli “giusti”: software opensource, lavoro collaborativo in rete. Nel ‘98 avevamo già la base dati, alcune centinaia di record archivistici, ISAD (G), prima versione: descrizione a livelli, ma per noi i livelli arrivavano anche al documento. Per descrivere i documenti, avevamo usato gli standard bibliotecari, e in certi casi allegato scansioni degli stessi. In occasione della Conferenza Linda ci fece conoscere Leonardo Musci, che ci mostrò Gea, e discutemmo un pò dei rispettivi sistemi, e basidati, la nostra era in Winisis personalizzato. Nel 2001 la base dati Lilarca era online, e fu presentata con il sito di contesto alla Conferenza del Mibac sugli archivi delle donne a San Michele a Ripa.

Ora, la seconda Conferenza. E’ passata un’era geologica, questa è la mia sensazione. E’ finalmente arrivata ad assumere responsabilità organizzative e potere culturale-politico la generazione degli archivisti/e che è cresciuta e si è formata professionalmente nel confronto internazionale, nelle reti telematiche, nel lavoro cooperativo dei progetti europei e internazionali. Quella che si è confrontata sugli standard per comunicare gli archivi, non solo per difendere la “specificità italiana”.

Fare sistema: è possibile, anzi probabile, che ci vorrà tempo e fatica per riuscirci. Ma è stato messo al centro. Ho sentito queste parole chiave: interoperabilità, riusabilità, accessibilità, condivisione, trasparenza, ricchezza archivistica, attenzione all’utente e ai suoi diversi modi di fare ricerca, user contributes, dal basso all’alto, dlla periferia al centro…perfino web2.0.

Ho visto, troppo velocemente aimè, illustrato da Merlitti, un portale che conteneva tra l’altro video (testimonianze della Shoà) indicizzati brano per brano con parole chiave; c’era anche una sezione “donne e movimento” …ma forse l’ho sognata. Non sono stata più capace di ritrovarlo, anche se mi sono annotata l’URL (questo: Http://lartte.sns.it/didga/index.php? , che però non funziona).

Ho sentito illustrare il progetto “Una città per gli archivi” che due Fondazioni bancarie bolognesi finanzieranno con 6ML di Euro, formando e mettendo al lavoro 70 archivisti/e, con l’obbiettivo di recuperare “tutto” il patrimonio archivistico, dalle scuole alle parrocchie, dagli enti alle associazioni, della città di Bologna…

Certo, poi mi viene da pensare che la Regione Liguria non ha NESSUNO che si occupi di archivi, ne uffici, ne funzionari, neanche un lavascale. Ma che importa? lasciateci sognare, ancora un po‘.

Però, ho un po’ di nostalgia per quel periodo, gli anni ‘90, sperimentale, pioniere, audace. Si facevano progetti e si realizzavano – quasi solo con il lavoro e l’intelligenza. L’altro giorno, a Bologna, sempre in questa conversazione nel bagno delle signore, una interlocutrice ha detto: “archivi delle donne, oh, non sono più all’ordine del giorno…”

Infatti, basta guardarsi in giro. Si vede, si vede. Ma ci ritorneranno, SAN permettendo

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