Altre foto del Gay pride di Genova

carrofamiglie arcobalenoMa sì, perchè tenerle per me? tutte non le posso pubblicare, e ce ne sono anche da altre parti. Però per le persone che erano con me potrebbero essere un buon ricordo, e per chi non c’era uno stimolo non solo curioso.

piumeQueeverLa sindaca Marta Vincenzi ha proclamato Genova “città dei diritti”. Al di là della inevitabile retorica da comizio, e collegando questa espressione con alcune riflessioni di Rosi Braidotti (sentita in teleconferenza al Palazzo Ducale pochi giorni fa, intervistata da Nicla Vassallo), spero che si possa ulteriormente articolare il concetto. Cittadinanaza, diceva Rosi, anche locale, anche provvisoria, all’interno delle sfide della globalizzazione e del terzo millenio, la cui complessità non può essere in nessun modo ridotta. L’ipermobilità di alcuni (Bekam, le rockstar, i cittadini del mondo…) contrasta con l’impossibilità di muoversi di altri, i sans papier, i clandestini (da oggi, colpevoli del reato di giovani democraticiregina egiziaclandestinità…). Gli oggetti della nuova schiavitù, la tratta degli esseri umani, l’affare più lucroso delle mafie di tutto il mondo. La diaspora globale del capitalismo avanzato fa evaporare la retorica della mobilità assoluta: in realtà ci sono diversissime modalità di accesso, di flessibilità dei diritti, fino alla negazione totale.

Altro tema, che al Pride era declinato in mille diversi modi, quello dell’identità. Rosi l’ha affrontato nella dimensione europea come possibile spazio multiculturale, in cui le appartenenze tradizionali, al luogo di origine, alla nazione come legami alla cittadinanza sono in realtà allentati, oggi si dà mescolanza tra origine, nazionalità, cittadinanza. Senza nessuna nostalgia, ma cercando di cogliere le opportunità che il “soggetto aperto, complesso, multiculturale, nomade ha di fronte…”

Gay Pride a Genova

lista lesbica

lista lesbica

bella regina

bella regina

Associazione genitori di omosessuali

Associazione genitori di omosessuali

Una manifestazione bellissima, su questo sono daccordo quasi tutti. Un mucchio di gente, dicono 200 mila, e non è stavolta una grande esagerazione perchè tutto il centro di Genova era PIENO di persone, anche famiglie intere, e anche di stranieri, soprattutto latini e dell’oriente. Ogni ogni tanto ci si fermava per vedere il corteo e poi si rientrava (anche io ho fatto così) con una mescolanza lieta e fluida e reciproca di osservatori e osservati. Un fantastilione di pixel in fotografie: solo io ne ho scattate 130, ne pubblico qui  qualcuna. Poi una lunga sosta per il malore di una manifestante: si è ripresa per fortuna. E molte risate, musica a palla, colori e calore, corpi statuari e corpi consunti, ma tutti in movimento, corpi e facce di ogni tipo, ma tutti allegri, vivi, vitali…umani, si può dire, l’umano quando è al meglio.

Genova Pride 2009contro l'ignoranza

corteo

E anche i cartelli e gli striscioni: intelligenti, comunicativi, incisivi…

Per una volta Genova è stata una gran bella città.

contro l'omofobia

Don Farinella: quando i preti sono un esempio

La lettera al cardinale Bagnasco di don Paolo Farinella, prete genovese, biblista e conoscitore delle lingue orientali molto conosciuto e stimato, è già circolata sui media e sui blog. Però la pubblico anche io, per coloro ai quali fosse sfuggita. Nel silenzio sepolcrale (da sepolcri imbiancati, per essere in tema) delle pretese autorità morali a senso unico (preservativi? famiglie arcobaleno? inseminazione artificiale? e l’elenco è assai lungo…) spicca la voce limpida e autorevole di don Paolo, che con don Gallo, altro grande prete genovese, è uno dei pochi che non teme di parlare, di esporsi in prima persona, e non solo su questo argomento, ma spesso, ieri e oggi, sui diritti dei migranti, sulle obbrobriose leggi razziste che rendono loro la vita difficile,e in generale sui temi scottanti della vita e convivenza civile.

(PS. Una nota personale. Lavorando sugliu archivi del ‘68, riscontro spesso quanto sia stato importante per la nascita e per i contenuti del movimento l’apporto dei giovani, maschi e femmine, cattolici. Dopo anni lunghissimi di silenzio- tranne ovviamente splendide eccezioni, tra le quali ricordo Marisa Bellenzier, una carissima amica  scomparsa un anno fa,- potrebbe essere che oggi, vista la situazione devastata del nostro paese, si riapra uno spazio di presenza e di parola anche per gli eredi di quelle istanze? sarebbe da augurarselo)

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in modo inequivocabile: frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica.

Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo, capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno.

Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’ forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei? Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.

I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa? Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro.

Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX). Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa, 8-5-2009).

Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile.

Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita, mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009

Paolo Farinella, prete

Ipertrofia di un mito: verso la fine, speriamo

Il duce insegna: il mito si gonfia e alla fine scoppiaArticolo Gibelli

Articolo di Antonio Gibelli pdf

Nell’articolo pubblicato ieri 28 maggio sul Secolo XIX di Genova  lo storico Antonio Gibelli, facendo riferimento agli studi di Luisa Passerini e Sergio Luzzato, descrive in breve l’evoluzione e la parabola dell’immaginario collettivo che alimenta, sostiene e alla fine distrugge l’ipertrofica mitologia del duce e di chi come Berlusconi nello stesso modo ha creato e alimenta il  mito di se stesso…verso la fine? mai troppo presto!

Ellis Island, 1912: quando a puzzare eravamo noi

Questo post mi è così piaciuto che lo rubo al blog l’Altronline e lo copio qui sotto. Merita veramente. Ecco un bell’esempio di memoria storica. Che ovviamente non cambierà affatto il modo di pensare e di comportarsi di quelli che applaudono i “respingimenti” dei “clandestini”, giù fino ai lager libici. Non sposterà un voto, non farà ricredere nessuno. Ma tant’è, bisogna continuare, se non vogliamo diventare complici con il nostro silenzio.

Colpevoli di viaggio

Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali. Proponiamo di privilegiare i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invitiamo a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione.

Relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso degli Stati Uniti, Ottobre 1912.

my way

Una domenica di maggio. Abbastanza calda, quasi afosa. Il mare, qui in Liguria, è calmo.

Quanta gente oggi ha rimandato indietro Maroni in Libia? Quante persone affogheranno oggi nel Canale di Sicilia? quanti si imbarcheranno con ogni mezzo dalle coste dell’Africa e del Medio oriente, senza sapere che non riusciranno ad arrivare, che rischiano la vita, anche quella dei neonati e bambini che le madri non possono abbandonare?

migranti per la Merica, 1900

migranti per la Merica, 1900

Leggo dei commenti di lettori del “Corriere” ai proclami di Berlusconi: “l’Italia non sarà multietnica…non accetteremo chiunque come la sinistra…”

Alcuni approvano. Bene bravi, buttateli a mare. Delinquenza, sicurezza ecc. E poi il colmo: bisogna far rispettare le leggi. Penso siano gli stessi che assumono badanti e colf in nero. Che non pagano le tasse. Che portano i loro capitali a San Marino, oppure alle Barbados. Oppure non hanno capitali, magari sono operai in cassa integrazione. Ma la colpa è dei “clandestini”.

C’è ancora qualcuno che parli e pensi di capitalismo, di multinazionali (anche italiane) che prosciugano l’Africa delle sue risorse (il motivo principale per cui ci sono i migranti) e chiudono le fabbriche in Europa? che è un sistema integrato e globale in cui la vita umana, di qualunque colore sia la pelle, vale solo se produce profitto? non illudiamoci che essere bianchi ed europei ci metta al riparo: non ha salvato i 7 operai della Thyssen, non salverà nessuno.

Si, qualcuno c’è: lo leggo nei blog, su alcuni giornali, in alcune forze politiche che se smettessero di litigare forse potrebbero mettersi a ricostruire qualcosa da queste macerie.

Altro che barconi di clandestini. Siamo noi, i clandestini,  in questo paese che sta tornando indietro o andando verso una nuova barbarie. Allegramente, a colpi di spot, reality, tette-e-culi, pettegolezzi, barzellette razziste, capelli trapiantati e posti a sedere per i lombardi.

Anche io, come Roberta, voglio scendere

Oggi le rose in giardino e il caldo che finalmente sta arrivando non mi sollevano dalla depressione. E anche Mina, in questa meravigliosa esecuzione di My Way, mi fa quasi piangere. Come riusciremo ancora a far qualcosa “a modo nostro”?

Berlusconi. L’orgia del potere

Quest’uomo pensa che tutto gli sia permesso. Non volevo scrivere niente, perchè come tante sono schifata, allucinata che sia possibile arrivare a questo sconcio. Come faccio spesso, per i motivi generali e particolari per i quali questo episodio è un fatto politico (ovviamente sto scrivendo di Berlusconi e di Veronica Lario in Berlusconi, e della melma emergente e traboccante in tutti gli anfratti dei media italiani), vi consiglio la lettura del post di Femminismo al Sud, esemplare. Che il PD si rifiuti di entrare in merito dimostra solo che non ha capito ancora che la società italiana da almeno trenta anni è una mediacrazia. I fatti mediatici/politici sono fatti reali tanto quanto il crac Parmalat o la svendita di Alitalia.

Cortigiane nelle liste europee? ma sì, perchè no? un bel po’ di soldi facili, mica ci devi andare al Parlamento europeo, basta farsi eleggere. Lo stesso consiglio alla ragazza disoccupata: sposare (però può anche bastare dargliela) un uomo ricco…

Rosy Bindi? mica tutti si può candidare una così!” (Grande Rosy! sei la migliore! e ti difendi benissimo da sola, anche perchè le deputate PD ci hanno pensato due giorni prima di battere un colpo).

E’ di oggi la battuta sulle donne finlandesi…non si riesce a stargli dietro, una battuta cretina e volgare apre la strada a una maschilista e volgare, o solo volgare, o solo cretina, fate voi. E mi è venuto da vomitare al vedere le risate e gli ammiccamenti della platea di ministri e notabili che lo stava a sentire (ed è partito perfino un applauso!)

E chi mi spiega le foto taroccate? mio nipote che ha cinque anni avrebbe fatto un lavoro meno maldestro. Ma perchè? vorrei saperlo, anzi, esigo di saperlo. Come gli americani hanno voluto sapere per filo e per segno cosa aveva combinato Clinton, perchè aveva mentito E’ la menzogna sistematica il fatto grave e politico, in più naturalmente a tutto il resto.

Si cerchi di utilizzare delle fotografie come “vera testimonianza di quanto è accaduto” quando le foto  non  sono mai state “vere” per essenza del medium stesso, da quando è nato a oggi, e oggi più che mai. Solo in particolari circostanze, e interpretate a dovere, possono dare indizi sul alcuni aspetti dei fatti e avvenimenti. E’ un insulto all’intelligenza e competenza dei lettori e navigatori: nemmeno Vespa (al di là di ogni limite: devo pagare il canone rai per lo stipendio di codesto teleccaculo?) riesce a dare credibilità alla faccenda.

Quest’uomo è sempre più pericoloso. Per la democrazia, lo sappiamo da molto, dai tempi della P2, ma anche perchè è ricattabile, e forse ricattato. Proprio perchè è afflitto dal problema del suo pisello. Ma deve anche continuare ad ammorbare il popolo italiano?

Ps. I vescovi. Ora si scandalizzano, loro che hanno contribuito a far fuori quel marito e cattolico esemplare che è Prodi (che ha per me ben altri meriti). Anche loro frullati nell’orgia di potere. Ma tranquillizzatevi, non sarete dimenticati.

Non c’è passato senza presente

8 marzo 1976, Genova

8 marzo 1976, Genova

La frase non è mia, naturalmente, ma di Pier Paolo Pasolini.
Per migliorare un poco questo presente molto grigio, e anche tragico, e penso naturalmente all’Abruzzo, e il dolore di aver perso tutto, compresi i propri oggetti di memoria. E perchè mi sembra un dovere, oltre che un diritto, fare il possibile per salvaguardare la propria, o quella di cui si conosce l’esistenza, da qualche mese sto lavorando, insieme a un piccolo gruppo di amici e amiche, alla costruzione di un Archivio del ‘68 o dei movimenti, cioè un archivio di documenti prodotti o attinenti ai movimenti degli anni ‘60 e ‘70 del Novecento, a Genova e in Liguria. Infatti a Genova, a differenza di molte altre città, non esiste ancora un archivio dedicato a questo periodo storico.

Il lavoro di censimento fatto ormai dieci anni fa da Leonardo Musci e Marco Grispigni, che ha prodotto la Guida per le fonti dei movimenti e la basedati online (di cui ho gia parlato qui) ha evidenziato questa grave assenza – dovuta a motivi vari, che poi la ricerca storica potrà accertare.

Siamo ormai, parlo per la mia generazione, alle soglie del possibile rischio di dispersione definitiva  di questa memoria documentaria; molto è già andato perduto, ma rimangono ancora, custoditi privatamente, fondi documentari grandi e piccoli, comunque significativi.

Ne abbiamo avuto un buon riscontro dalle prime riunioni finalizzate a creare un’associazione che promuova l’attività di raccolta dei documenti.

Infatti si è costituita circa un mese fa l’Associazione per un archivio dei movimenti – ARdiMOVI, associazione culturale senza scopo di lucro. Il Comitato direttivo è composto da Paola De Ferrari, presidente, Giorgio Moroni, vicepresidente, Francesca Dagnino, segretaria, Giacomo Casarino e Marco Gandino. Si è costituito anche un Comitato scientifico di grande prestigio (Antonio Gibelli, Luisa Passerini, Stefano Vitali, Oscar Itzcovich, Nando Fasce, Pierpaolo Poggio).

Statutariamente lo scopo dell’Associazione è di raccogliere i fondi documentari per depositarli a una pubblica istituzione che li conservi definitivamente e li renda pubblicamente consultabili. Pensiamo naturalmente che possano essere inseriti in sistemi informativi online, e di questo ci occuperemo a suo tempo…

Scopo altresì della associazione è la valorizzazione di questo archivio con iniziative di vari tipi, dai convegni  alle borse di studio per giovani studiosi e studiose.

L’associazione sta lavorando intensamente per raggiungere il primo obbiettivo strategico, ottenere una sede dove sia possibile concentrare i fondi documentari e iniziare un primo lavoro di riordino e descrizione. Sono stati attivati molti contatti, e una trattativa con l’Ente pubblico è in corso. Ma pensiamo di cominciare l’attività di raccolta già tra un paio di settimane: il benemerito Circolo Zenzero ci ospiterà provvisoriamente, e ci sono già alcuni fondi documentari molto interessanti che possono essere depositati. Naturalmente abbiamo informato del progetto la Soprintendenza Archivistica per la Liguria, con la quale vogliamo attivare una stretta collaborazione.

Scrivo queste notizie nel mio blog personale, anche per giustificare il mio silenzio di molti giorni: sono molto occupata! Ma l’ARDIMOVI avrà presto un sito proprio – con cui comunicare e approfondire l’argomento. Siamo all’inizio, e l’impresa è nello stesso tempo difficile (molto, molto) e appassionante…

Archivi e democrazia

«Il processo di democratizzazione può sempre essere misurato con questo criterio essenziale: la partecipazione e l’accesso a un archivio, la sua costituzione e la sua rappresentazione». Questa frase di Jacques Derrida, tratta dal saggio Mal d’archivio, racconta perfettamente lo spirito di Metavid e non a caso viene citata dai suoi creatori. Metavid è un’iniziativa indipendente che si propone di creare un archivio di video dell’attività del Congresso degli Stati Uniti e di favorire la produzione partecipata di ulteriori elementi testuali. Lo scopo è permettere a tutti la ricerca di informazioni approfondite sia sull’operato dei parlamentari sia sui singoli progetti di legge.

Questo interessante post continua su Apogeonline. Leggere e meditare…

La speculazione edilizia prossima ventura

La Marmorata, Gallura

La Marmorata, Gallura

La Marmorata, bella spiaggia vicino a Santa Teresa di Gallura: orribilmente sfregiata dalla costruzione, anni fa, di due mostruosi edifici, e conseguente privatizzazione di metà della spiaggia. Che poi sia stata fonte di grandi affari, è da vedere: alla fine di luglio, le sdraio erano quasi tutte vuote…la gente cercava di stare lontana e se non poteva, guardava da un’altra parte.
Ecco, questo è un esempio eclatante, dei mille che si potrebbero fare, di come l’avidità, l’ignoranza e la corruzione riducono il territorio: è di oggi il “piano anticrisi” di Berlusconi per “ampliare le ville” italiane senza mettersi fuorilegge…da uno che le leggi se le fa per i propri interessi, è una campana che suona a lutto, per il paesaggio, i centri storici, le belle spiagge italiane. I posti di lavoro? è una solfa già sentita: in tutta Europa, Spagna compresa, si sono visti gli effetti devastanti anche e soprattutto sull’economia locale della speculazione edilizia. Ma noi no, dobbiamo continuare a illuderci, a giocare al lotto e al “gratta-e-vinci”, a distruggere per un po’ di soldi immediati le uniche cose veramente di valore che abbiamo, e che con un uso intelligente e sostenibile possono portare a un benessere duraturo. Che paese di coglioni. Non c’è altra definizione possibile.

La Marmorata, sdraio vuote, fine luglio 2008

La Marmorata, sdraio vuote, fine luglio 2008

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