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Qualche pensiero su Parole del Novecento

Combinazione, avevo letto i documenti introduttivi che il Gruppo di lavoro sul Thesaurus “Parole del Novecento” ha pubblicato sul suo sito, e ne avevo anche parlato in un recente incontro a Torino (Lib-rary). Quindi l’incontro di Archiexpò non mi ha “colto impreparata”. Sono molto interessata agli sviluppi dell’impresa. Mi sembrano ovviamente condivisibili le motivazioni che hanno determinato la scelta di indicizzare la base dati, perchè sono le stesse con cui avevamo cominciato a fare, come Rete Lilith, verso il 1996, lo stesso lavoro sui nostri archivi femministi, che ora sono nell’OPAC Lilarca. Del tutto dirimente, mi pare, la scelta di decidere il livello di genericità o dettaglio dei termini prescelti, a seconda che indicizzi una scheda di livello alto (fondo, serie…) oppure basso (documento…). Infatti i Thesauri sono costruiti gerarchicamente, dal generale al particolare – pertanto si prestano alla bisogna molto meglio dei dizionari e soggettari.
Alcune considerazioni: con una base dati già schedata, la scelta di indicizzare anche le schede già fatte presuppone una mole di lavoro non indifferente. Perchè, come diceva Linda, la descrizione archivistica e l’indicizzazione sono legate. Puoi indicizzare solo una scheda che contenga abbastanza elementi da permetterlo. E se non ci sono elementi, o ritorni all’archivio, o lasci la scheda orfana (ma con ricadute sulla completezza dei risultati della ricerca)

Inoltre, aggiungo io, sarebbe assolutamente importante avere il Thesaurus già informatizzato, in linea o in locale con qualche applicativo che permetta un controllo dei termini già mentre si stanno inserendo. E’ immane la quantità di errori che si fanno, dei più banali, che allungano di molto il lavoro e richiedono revisioni faticose e costose. Ora, con tecnologie web2.0, questa procedura dovrebbe essere molto facilitata…mi accorgo che anche su questo blog, per la fretta o la distrazione, i tag immessi sono spesso discordanti. Ma qui poco male, li correggo o li lascio così. Su una OPAC in cui inseriscono record 63 archivi e biblioteche…ci siamo spiegati.

Il sito del CSI, anche se ancora in costruzione, dichiara una redazione tipo Wiki. Inoltre, è ben fornito di oggetti multimediali, che rendono la consultazione divertente, simile alla visita di un “museo virtuale” piuttosto che un archivio, secondo una tendenza oggi diffusa.

Ultima considerazione, ma non ultima: il Thesaurus “Le parole del Novecento” adotta termini neutri. Ovvero del linguaggio non sottoposto alla critica di genere, che si estende, dal linguaggio naturale, anche e a maggior ragione ai linguaggi di indicizzazione. Cioè, i termini riguardanti ad esempio le professioni (avvocati, magistrati, impiegati, …) sono al maschile, che non è neutro come ben sappiamo, ma finto/universale. Il termine “lavoratori” nasconde le lavoratrici, a meno che non siano “lavoratrici madri”. Ma se “lavoratori” fosse veramente neutro, si dovrebbe dire: “lavoratori madri”. Lo stesso per “operai”, a cui si aggiunge il qualificatore “metalmeccanici”, “tessili” ecc., tutto al maschile/finto neutro come sopra. Non parliamo di “partigiani”. E’ noto a tutti che ci sono voluti anni di lavoro storiografico per fare emergere la componente femminile della Resistenza…ma in questo modo, per trovarle, le partigiane, bisogna andare a spulciare tutti i fondi di tutti gli archivi?

Il termine “lavoro” ha come qualificatore “autonomo”, “atipico” ecc, ma anche, oibò, “femminile”. Infatti: il lavoro è di default maschile, ma lo qualifichiamo come lavoro di donne attraverso un altro termine che viene aggiunto. Ma basta là, perchè si potrebbe continuare un bel po’. Leggersi Patrizia Violi e Alma Sabatini, e tante altre e anche LilithBlog

Queste sono scelte politiche, carissimi amici e amiche. Sono circa venti anni che esiste il Thesaurus Linguaggiodonna, e il libro di Alma Sabatini, (Raccomandazioni per un uso non sessista della lingua italiana : per la scuola e per l’editoria scolastica / di Alma Sabatini ; Commissione nazionale per la realizzazione della parità tra uomo e donna. – Roma : Istituto poligrafico e zecca dello Stato, 1986). Questo Thesaurus non rappresenta le “Parole del Novecento”. Sono solo una parte. Ce ne sono tante altre, le nostre – di donne e di femministe, il che vuol dire che sono nate dentro e descrivono una delle esperienze politiche più importanti del Novecento. Che è nata con l’alba del secolo, che è la più duratura e che è tuttora significativa. Varrebbe la pena di farci un pensierino, o no?

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Nuovo Blog della Rete Lilith

Nasce questo nuovo Blog che si chiama Lilithblog.

Dovrebbe servire a comunicare e scambiare informazioni, ma anche a discutere, aggiornare velocemente, dare notizie di eventi e tutto ciò che autrici e utenti o navigatrici vogliano scrivere e inserire.

Come primo post si può leggere la sintesi del Convegno Lib_rary di Torino del 3 di ottobre.

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