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Un nome per babysoftware

Leggo notizie molto interessanti in questo post di Archivi, storia, storie.

Si tratta niente meno che della futura nascita di un nuovo software per gli archivi, i cui requisiti sono il sogno di ogni archivista. Sicuramente il mio. L’autore del Blog, che ci si è sicuramente speso tanto, annuncia l’evento con parole leggere, quasi disincantate…con una lieve autoironia che però non mi pare nasconda la soddisfazione per un risultato così importante.

Allora, visto anche il momento post-natalizio e pre-capodannesco, formulo fervidi auguri al/alla nascituro/a. “Serve un NOME!” aggiunge perentorio ErreGi.

Bene, propongo questo: SARA (software archivistico regioni associate). Capisco che non è una genialata e se non verrà accolto, pazienza! comunque, speriamo in una gestazione rapida e … speriamo che sia femmina!

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Software libero, Brunetta, CAI… i poco trasparenti affari della Pubblica Amministrazione italiana

Leggo sulla lista Archivi 23 questo post, che mi pare molto interessante, ringraziando Azzurra Camoglio che l’ha inviato, e che premette una nota che con l’uso del sw libero i costi anche nel settore archivi sarebbero di gran lunga minori. Associazione per un software libero. Lettera aperta al Ministro Brunetta.

Ma non siamo in un momento di crisi, tagli e risparmi? e perchè non risparmiare molti milioni di euro di licenze sw (pare 250 MILIONI all’anno!) e devolverli alla scuola, alla ricerca, ai centri antiviolenza delle donne!?!

Insieme a questo motivo di incazzatura, voglio condividere con voi la mia rabbia che sta salendo, salendo di giorno in giorno, di settimana in settimana,  la crisi e le banche (io ho un mutuo a tasso indicizzato, sono molto sensibile all’argomento! diminuisce il costo del denaro, ma il tasso, come la benzina con il petrolio,  scende dello 0, 001…). E poi la scuola, il G8 e la Diaz, la CAI ALITALIA…non passa giorno senza una malefatta…ieri sera ho visto al TG di SKY (che non è esattamente un telegiornale schierato a sinistra), un interessante e accurato servizio sulla CAI, che sottolineava gli aspetti salienti della faccenda. Saprete già tutto, ma comunque, per i distratti…

L’affare CAI-Alitalia si configura così:  sono gli acquirenti (la “cordata” dei furbetti amici di berlusca) che scucendo oggi pochi euro (diecimila a socio! una gita fuori porta per i nostri industriali patriottici!)  e “spalmando” la spesa negli anni a venire, non solo si comprano l’Alitalia e appioppano ai contribuenti il suo debito mostruoso, non solo decidono, unici acquirenti, senza concorrenza, il prezzo attraverso i loro Advisor,  (Banca Leonardo, nel cui consiglio di amministrazione risiedono alcuni dei soci Cai!!!!), che è un prezzo più basso di molte centinaia di milioni di euro a quanto valutato pochi mesi fa, (ed escludendo i debiti che allora erano compresi!!!!), non solo ricattano e minacciano i dipendenti( via le madri single! via chi ha disabili a carico! via i rompipalle che vogliono difendere le loro condizioni di lavoro!) e riducono i voli cercando di far ricadere la colpa sul personale, perchè con quelli che verranno assunti la CAI NON ce la FARA’ MAI a mantenere il livello passato di prestazioni, però la colpa deve essere del “fronte del NO”, non della compagnia. Sono previsti migliaia di “esuberi”, 8000: molti di più di quelli del primitivo progetto prodiano di Air France, contro cui il governo ha montato la sua campagna elettorale patriottica. E poi tutto questo finirà che tra pochi anni la compagnia verrà venduta proprio Air France (100% – è già tutto previsto, non sono fantasie) con un bel guadagno della “cordata italiana”, che “senza soldi si è comprata Alitalia”, come ha dichiarato a un pilota uno dei soci Cai (in un casuale incontro in un bar in vacanza all’estero, bello soddisfatto e rilassato). E con buona pace del tricolore dipinto sulle ali! un vero “pacco” all’italiana, con i contribuenti mazziati, cornuti e contenti.
Eccolo lì, ora ci spieghiamo il grande afflato di sentimenti tra il Governo e la Confindustria…che ora piange che vuole anche lei contributi anticrisi…sono in ottima sintonia…a fare affari sulla pelle nostra sono ben capaci…però i quattrini per i poveracci non saltano mai fuori. Questo della CAI mi pare un imbroglio che farà impallidire il ricordo di PARMALAT e CIRIO, ma tutto fatto dallo STATO!!!

Quando si incomincia con il conflitto di interessi, non si può finire che a mettere le mani in tasca alla gente. E poi non diciamo che non eravamo avvertiti- un popolo più idiota del nostro non si è mai visto. E amen, se ci estingueremo per consumo del cervello causa abuso di RAISET, nessuno credo che ci rimpiangerà.

PS. Ah già, dimenticavo, c’è anche il “caso Villari”. Non ho ancora capito perchè il PD non lo butta fuori a ruzzoloni; e non ho capito perchè la Guardia di Finanza non va a controllare un po’ i suoi conti, e quelli di mogli, zie, cognati ecc. E’ tanto difficile capire cosa è successo? ma andiamo!!!! siamo nelle mani di una banda di rincoglioniti – e bisogna dire che Di Pietro è l’unico che, a modo suo e con diversi scivoloni, vedi commissione G8 (prima bocciata e ora invocata) dice le cose fuori dai denti. Ma per fare una opposizione efficace ci vuole ben altro…

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