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Mai sottovalutare le donne!

Attacco clericale e reazionario alla legge sull’aborto e all’autodeterminazione delle donne.

Mi pare che la risposta delle donne, da nord a sud, in metropoli e provincie, non si sia fatta attendere. Sabato pomeriggio anche qui a Genova si è fatto un primo improvvisato presidio in Piazza De Ferrari, davanti a Palazzo Ducale, cento, forse duecento donne, tutto convocato via sms e telefonate. Intanto procede la organizzazione del presidio e forse manifestazione di sabato 23 – stesso posto e orario.

Anche ad Albenga, provincia di Savona, un gruppo di donne ha atteso Ferrara davanti al cinema dove stava sproloquiando. Per non farsi beccare, è dovuto uscire dal retro. Dal posto che gli conviene. Mooolto onorevole…molto prestigioso!

Intanto si sentono girare proposte di incontri, riunioni nelle case, come una volta.

Si scrivono lettere ai giornali, appelli, commenti…e anche volantini, striscioni, cartelli. Le figlie trentenni sono furibonde: lo credo, a loro le tocca da molto vicino. Ma al presidio di sabato c’era una gagliarda signora di 84 anni…e faceva un freddo boreale. Anche le ragazze e donne latine (a Genova c’è una grande comunità) stanno mettendosi in movimento…

Ma non solo manifestazioni reali; anche sul web si sta muovendo un corteo virtuale di blog, che si infoltisce sempre di più. Credo che non passerà molto e quelli che hanno scatenato questa squallida campagna forse dovranno pentirsene.

Mai sottovalutare le donne!

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Manifestazioni ovunque sui fatti di Napoli

FLAT I vergognosi fatti di Napoli, l’irruzione delle forze dell’ordine dell’ospedale dove una donna aveva appena praticato un aborto terapeutico, sono ormai sulle pagine dei giornali e nei notiziari tv. Oggi stesso ci sarà una prima e immediata risposta, con presidi e manifestazioni, ovunque.
La violenza contro le donne fa un salto di qualità, direttamente sul terreno politico ed elettorale: questo è un primo episodio, terrificante per le prospettive che evoca, cioè terrorismo clericofascista, di cui Ferrara si è imparato a memoria la lezione dai gruppi americani. Il tutto, per avere qualche voto in più! spingendo nel regno dell’inaudito il cinismo politico – i corpi e le lagrime delle donne, il loro dolore, come una piattaforma per un partito politico (che abbia voti, soldi, posti in parlamento…se quella fogna che è diventerà forse si potrà chiamare ancora parlamento). Se non ci mobilitiamo subito, tutte e tutti. Se non lottiamo. Se ci facciamo instupidire, rimbambire. Ma qui, care, si tratta della nostra pelle e dignità, delle nostre figlie, e forse nipoti…nonchè amiche che vengono a lavorare qui da paesi lontani, sole e spesso impaurite.
Appuntamenti: per chi non va a Roma, il 23 in piazza De Ferrari a Genova, ore 16,30. Spero però che si riesca a organizzare anche qualcosa prima. Guardate anche questa intervista su Repubblica online di oggi, e traete le vostre conclusioni (un ringraziamento alla donna intervistata, per il suo coraggio – e alla giornalista). Facciamo rete!

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