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Salva con nome

26 di ottobre. Naturalmente, il giorno della presentazione del libro, dopo tre mesi di siccità tipo deserto del Nevada, pioveva a dirotto. Il traffico dei genovesi e dei visitatori del Festival della Scienza è naturalmente subito impazzito. Venti minuti per fare venti metri. La nutrita pattuglia di partecipanti all’incontro per la presentazione di “Salva con nome” meriterebbe la medaglia al valor femminista solo per questo. E si sono anche divertite! Infatti, erano le sette e passa, e nel salone dell’Associazione Zenzero c’erano ancora interventi, e donne che avevano ancora voglia di ricordare, di proporre, di confrontare esperienze…
E’ stato un bel pomeriggio. Alessandra ha raccontato diversi momenti della sua biografia, anche attraverso le slides di immagini e i documenti che avevo preparato. Le Archinaute hanno “interpretato” con passione dei brani di documenti, soprattutto delle centocinquanta ore delle donne, tenute a Genova negli anni ’70, compresi slogan dei cortei; avevamo piazzato sui muri e sulle colonne della sala un mucchio di fotografie e manifesti d’epoca. Anche la fotografa femministaYelise Manganaro ci aveva portato, molto gentilmente, alcune sue bellisime foto. Abbiamo visto il sintetico ed efficace video sul Forum di Pechino 1995 (anzi quello delle Ong di Huairou), di Tilde Capomazza.

E poi ho rivisto vecchie amiche, Anna, anche lei fotografa, Eleonora, Francesca di ritorno dall’Africa…è stato un incontro molto bello, ma che ha toccato anche temi complessi, e riflessioni e ragionamenti su periodi estremamenti importanti della nostra vita (e della storia di tutti/e). Ora non ho voglia di dire altro, magari tra un po’, quando le cose si sono sedimentate.

Però ho promesso (e mantengo), di mettere il testo del mio intervento. Quello che ho detto non si è allontanato da questo che è lo scritto preparatorio. Perciò, beccatevi la mappazza Salva con nome.

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Lavori in corso

L’intenzione è buona: con la collaborazione delle amiche dell’associazione Archinaute, organizzare per ottobre la presentazione di “Salva con nome“, in una iniziativa che andremo a definire. Di sicuro e ovviamente ci sarà Alessandra Mecozzi, con la quale avevamo già parlato di come ci piacerebbe che fosse questo incontro: informale, con molto spazio al raccontare, con immagini di documenti, fotografie…Mi ci sono messa di buona voglia, perchè mi pare una storia, quella delle donne e del sindacato/i negli anni tra il ’75 e il ’90, molto interessante, molto poco studiata ancora, molto ricca di spunti per capire la situazione attuale. Anche capire tanti errori che abbiamo fatto; le difficoltà dei rapporti tra donne e lavoro/istituzioni di oggi…che sembrano maggiori di quasi tutti i paesi europei (secondo i bene informati del Financial Times e non solo loro). E i tantissimi ostacoli che queste donne hanno incontrato, nei luoghi di lavoro, nel sindacato, nei confronti di altre donne. Anche le trasformazioni e i risultati ottenuti, pur sapendo che non c’è niente di irreversibilmente conquistato. Credo che sarebbe una storia, anzi, tante storie, che dovrebbero trovare occhi e orecchie attente tra le vecchie e le nuove generazioni. Beh, vedremo cosa riusciremo a combinare. Intanto, mi sono messa a cercare immagini da usare in una specie di “quizzone”, durante l’incontro: chi si riconosce in questa manifestazione? quando è stata fatta questa foto? chi ha coniato questo slogan? chi ha scritto questo orrendo volantino? ecc. ecc.

Abbiamo fatto un primo incontro, con alcune delle donne che a Genova e in Liguria hanno dato vita, in quegli anni, al Coordinamento donne FLM, e che hanno raccolto la documentazione prodotta e conservata da loro privatamente – formando un Fondo documentario, che hanno poi donato al Centro Ligure di Storia sociale .

Al momento, non so se parteciperanno all’iniziativa, spero naturalmente di sì. Io comunque ho cominciato a cercare: prima alla Fondazione Ansaldo, dove ho visto molte e bellissime foto di manifestazioni di metalmeccanici, dagli anni sessanta in poi (ma ne hanno molte anche precedenti) ma con zero risultati per ciò che mi interessava.

Quindi al suddetto Centro ligure, che funziona come centro di raccolta di archivi della sinistra genovese e ligure, poichè conserva l’archivio della CGIL, questo dell’FLM donne, della Camera del Lavoro, di conosciuti militanti e politici. Aimè aimè, NIENTE. Niente foto di donne sindacaliste tra le 5000 raccolte nel fondo fotografico. Niente nel fondo FLM, nemmeno in quello CISL, e neanche negli altri. Ho consultato dieci anni della rivista Meta, bimestrale della FIOM che ha pubblicato anche parecchi articoli di Alessandra. Ci credete? a fronte di molte immagini di dirigenti maschi italiani e stranieri – soprattutto in convegni e congressi (da Trentin in giù…), le pochissime foto riguardanti donne erano quelle delle manifestazioni (perchè fanno colore…) o quelle delle inchieste: Cuba, Sudafrica, Urss. Una sola formato francobollo di Lilli Chiaromonte, dirigente nazionale donne FLM. Nessuna di Alessandra: eppure è stata la prima donna ad entrare nella Segreteria nazionale, (a novanta anni dalla fondazione del sindacato) con il voto delle donne del Comitato centrale della FIOM. Non è una scoperta, d’accordo. Ma di queste conferme ne farei volentieri a meno.

coordge1.gifL’unica che ho trovato su un numero di Meta del 1992, in cui si vedono alcune dell’FLM genovese, alla manifestazione per il contratto dei metalmeccanici a Napoli, la inserisco qui. E poi, non è detto che dai cassetti femminili non esca qualcosa: le fotografie, come le lettere, le scritture personali, i diari sono tra le cose da cui ci si separa più malvolentieri. Per fortuna, esite la scannerizzazione, orrenda parola per designare una grande invenzione. Siamo solo all’inizio della ricerca…

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