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EFFE, archivio virtuale sul web

Bellissima realizzazione!
effe, rivista femminista

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Roma, Tavola rotonda: Archivi delle donne. Prospettive, problemi, sfide

                                  Giovedì 23 aprile 2015, ore 17.00

 Tavola rotonda

 Archivi delle donne. Prospettive, problemi, sfide

 a partire dal volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco

 Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti

Centro Studi Piemontesi, 2014

Intervengono

Gabriella Nisticò, Paola Novaria, Silvia Trani, Manola Ida Venzo

Coordina

Elena Petricola

 

Biblioteca di storia moderna e contemporanea – Palazzo Mattei di Giove

Via Michelangelo Caetani 32 – Roma

Per informazioni: tel. 0668281739 – b-stmo.info@beniculturali.it  – www.bsmc.it

 

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Comunicato stampa

 

Giovedì 23 aprile alle ore 17.00, in collaborazione con la Casa Internazionale delle donne,Archivia e la SIS (Società Italiana delle Storiche), presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32, Roma), si terrà una tavola rotonda sul tema Archivi delle donne. Prospettive, problemi, sfide, a partire dalla pubblicazione del volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti, Centro Studi Piemontesi, 2014. Intervengono: Gabriella Nisticò,Paola Novaria, Silvia Trani, Manola Ida Venzo. Coordina: Elena Petricola.

 

L’Archivio delle Donne in Piemonte, come altre iniziative ed esperienze analoghe, è nato dal riconoscimento del valore collettivo della storia delle donne e dalla necessità di conservarne la memoria, bene comune per il territorio. Il volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti fa parte della collana “Archivi e Biblioteche in Piemonte”, promossa dall’amministrazione regionale in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi, e propone l’elenco di tutti gli archivi di singole donne e associazioni femminili del Piemonte; ad ognuno di essi è dedicata una scheda con collocazione e contenuti.

 

Indice: Presentazione. Eugenio Pintore, Gli archivi delle donne: una ricchezza di genere. Dimitri Brunetti, Prefazione. Daniela Caffaratto, Prefazione. Elena Petricola, Per Caterina Ronco, Archivi delle donne in Piemonte. Un incrocio di mappe e di sguardi. Archivio delle Donne in Piemonte, Considerazioni archivistiche a margine di un censimento di fondi. Linda Giuva, Non solo polvere. Soggettività e archivi. Paola Di Cori. Guida alle fonti per la storia delle donne in Piemonte.

Completano l’opera una ricca bibliografia (suddivisa in Archivi, fondi, inventari; Memorialistica; Studi e ricerche) e gli indici dei nomi di persona e dei nomi di associazioni, gruppi e movimenti.

 

La recente pubblicazione del volume ha offerto lo spunto per un confronto sui luoghi di documentazione archivistica per la storia di genere in Italia.

Al dibattito parteciperanno Gabriella Nisticò, presidente di ARCHIVIA (Roma), Elena Petricola, storica, co-delegata dell’Archivio delle Donne in Piemonte, Paola Novaria, responsabile dell’Archivio storico dell’Università di Torino, Silvia Trani, archivista, specialista di archivi militari, Manola Ida Venzo, funzionaria dell’Archivio di Stato di Roma.

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Incontro a Bologna 2. Continua dal post precedente

Sempre sperando in una messa in rete della registrazione video degli interventi, passo a quello di Paola Di Cori, non perché non siano stati belli e interessanti quelli di Annamaria Tagliavini e Serena Sapegno (autrici di Babyboomers ), e quello di Marzia Vaccari, che ha illustrato come attraverso la ricerca in rete, con Cercatrice, a differenza che con altri browser, si possa “raccontare la storia del femminismo” senza incappare  in “falsi positivi”, quando non veri e propri siti pieni di bufale menzogne e anche insulti…

L’intervento di Paola Di Cori è una specie di controcanto rispetto a quello di Anna Rossi Doria, e perciò mi sembra importante cercare di ricordare i concetti principali. Almeno, quelli che sono riuscita ad annotare.

“Nel tempo, cambiano i significati attribuiti alle parole (vedi Femministe a parole ). E’ importante raccontare e trasmettere, contro la narrazione egemonica che si presenta come un edificio autoreferenziale. Parole chiave: asincronia e archivio. Abbiamo  bisogno di una grande narrazione del femminismo, ma non come negli anni Settanta, Ottanta, chiusa e autoreferenziale. Bisogna trovare gli intrecci con sessualità, razza e razzismo, politica, donne non-femministe…esperienze corporali, visuali…ciò che subito appare chiaro e nitido, poi si offusca…ordine e disordine si scambiano le parti. Per rendere riconoscibili le esperienze, non dobbiamo lasciare le cose in stato di quiete…

Asincronia: “femminismo” non ha una continuità immediata con il presente. Dissidio, frizione, trasformazione. Asimmetria della memoria. Diversa disposizione nello spazio e nel tempo. (Fattori di cambiamento) come media, informatica, crisi economica… nomi come Freud, Benjamin, Nicole Loraux , Joan Scott; opere letterarie come Calvino in Palomar …

Archivi: costruzioni irregolari, fatte di testimonianze ingombranti e di silenzi. Archivi come luoghi di affettività  (cita: Arlette Farge , Nathalie Léger, Jean Luc Nancy). Conflitto tra memoria e archivio…”

Questo quello che ho capito, ma forse mi è sfuggito altro. Naturalmente, Anna Rossi Doria ha subito dichiarato di non essere daccordo sulla non-continuità del femminismo  con il grande movimento che inizia nel Settecento e continua con l’Otto e Novecento. Purtroppo poi si sono messe a parlare tra loro a bassa voce, evidentemente per chiarire meglio i punti di disaccordo o di accordo.

Quindi, siamo rimaste così. Ci tocca ragionarci su, cercando di usare i loro suggerimenti, i tanti autori e autrici citate, e poi perché no, la nostra testa…

Il convegno è continuato con altri interventi, bello e intenso come sempre quello di Emma Baeri, poi una giovane e bravissima Antonia Cosentino, autrice del libro Al posto della dote ( sulle Case delle donne in Italia) . Mi ha colpito, e me lo voglio leggere, anche perché mi ricordo bene le lunghe lotte per avere un Luogo, una Casa. In tante città, compresa Genova. Lotte che continuano anche adesso…

I miei appunti finiscono qui, ma il convegno è continuato. Bene, al prossimo!  abbiamo di che pensare.

 

 

 

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Addio, Caterina

No, Torino per me non sarà più la stessa, ora che so che non potrò più vederti, telefonarti, chiacchierare, scambiare idee, frammenti di progetti, discorsi su cose nuove o vecchie che riguardano la nostra comune passione per gli archivi, per la memoria delle donne…
Abbiamo condiviso un bel pezzo di strada, dagli anni 90 a oggi: con la rete Lilith e i centri delle donne, i primi abbozzi di un progetto per convogliare quella grande e sommersa ricchezza in un unico luogo (virtuale, un grande database al femminile), da cui poi tornare nei nostri specifici archivi con in più il sapere condiviso con le altre… abbiamo realizzato, combattuto, guadagnato tanto e anche perso parecchio, non ci siamo mai però perse di vista e ancora negli anni recenti, al Salone del libro, c’era un appuntamento irrinunciabile, con te e le  altre compagne e amiche torinesi di tante associazioni. Hai avuto un grandissimo amore per il tuo lavoro, negli anni in cui sembrava che dall’ “ente pubblico” potesse venire innovazione e inclusione per le realtà disperse, archivi e biblioteche piccole e magari prive di risorse, ma così importanti per costruire una mappa della storia delle donne, e in generale del territorio, del paese. Senza mai dimenticare di intrecciare i saperi ufficiali con le scoperte e innovazioni che maturavano nella sperimentazione di confine, nell’uso creativo degli strumenti tecnologici , possibile talvolta solo se non vincolati da protocolli standardizzati…abbiamo provato e qualcosa, forse, rimarrà. Intanto, gli archivi femminili, le “piccole navi fiammeggianti”, così mi ricordo che li abbiamo chiamati, sono ormai una realtà diffusa e sempre meno sommersa,  grazie al lavoro tuo e di altre donne… E facevi tante cose, in tanti campi diversi…  Eri curiosa e amica di persone di vari paesi, anche quelli più incasinati e poveri. Hai dato una mano, nessuno se lo scorderà mai, dal Libano alla Palestina, e poi l’Africa, e le donne migranti a Torino…

Mi manchi già tanto, Caterina, con la tua bella persona, gentile, forte e fragile, le tue belle collane, i tuoi scialli provenienti dai  mercatini di qualche paese lontano, o da sottocasa…addosso a te qualunque cosa ti faceva sembrare una principessa un po’ da fiaba…forse perché  amavi così tanto la bellezza e l’armonia. Eri tu la bellezza, la gentilezza e anche un po’ la fiaba…

Caterina Ronco

Caterina Ronco

Non sarà più la stessa ,Torino, anche se io non posso non amare questa città, come fosse la mia, perchè, anche, l’ho conosciuta un po’ attraverso di te.

Con le amiche, vicine e lontane, ti ricordiamo e ti teniamo con noi, stretta e vicina.

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Trailer del film “Donne in movimento”

Si avvicina la data della presentazione del film “Donne in movimento”.

Abbiamo fatto anche un piccolo trailer, ospitato sul canale Youtube della Casa di Quartiere dell’ex ghetto genovese, un quartiere del centro storico bellissimo e fino a poco tempo tempo fa oggetto alternativamente di mire speculative e del più orrendo degrado. Anzi, entrambe le cose insieme. Il Ghettup, che è anche la struttura dove abbiamo in parte lavorato e revisionato il video, è sostenuta da un consorzio di varie associazioni, capofila San Benedetto di don Gallo, e ospita una gran quantità di iniziative, specialmente rivolte agli abitanti del quartiere, tantissimi immigrati e le storiche trans. Fino a poco tempo fa non ci andavo mai, non c’era nulla che potessi fare, vedere, trovare in quel posto. Ora no, ci si passa anche per abbreviare la strada, ci sono piazzette recuperate, volte, vicoli, scorci di palazzi quattrocenteschi, l’abside di una chiesa romanica sconosciuta (Santa Sabina?) visi di residenti e passanti provenienti dai 4 angoli del mediterraneo, odori di cibi dall’America latina al Medio Oriente, piccoli bar e quasi-ristoranti dall’improbabile arredamento…

Il nostro regista Gian Pangrazio è  una “colonna” del Ghettup, dove tiene anche corsi per giovani aspiranti filmaker, e lì abbiamo ambientato anche alcuni incontri e interviste alle donne del nostro video, il quartiere è rimasto abbastanza lo stesso di quaranta anni fa, solo i nomi dei bambini che fanno casino nel vicolo sono diversi.

Anche io, all’epoca del femminismo e dei movimenti, abitavo poco lontano con i miei bambini. Era la ex sede del Manifesto, ristrutturata, in un bel palazzo antico. Ora in via del Campo oltre alle varie targhe e cimeli di Faber, è sopravvissuta un’unica bottega, il cui proprietario è lo stesso di allora. Vende caffe’, cioccolatini, caramelle…il caffè verde è in sacchi sul pavimento…i miei nipotini, oggi a gironzolare con me e il nonno in centrostorico, erano stupefatti: sono abituati ai supermercati, non conoscono le botteghe  come erano una volta. L’hanno soprannominata “Il paradiso dei grandi” appunto per questa opulenza caffeinica. A quel punto, abbiamo completato il tour didattico nostalgico portandoli nel negozio di frutta secca di Armanino in Sottoripa (altre meraviglie: bottino, i fruttini di cotognata solida, un barattolo di dulce de leche argentino, uno di sugo al nero di seppia siciliano) e finito con un’abbuffata di patatine fritte, pinolini (pesciolini fritti), baccalà, frisceu di verdura e altre prelibatezze nella vicina friggitoria  (sempre la stessa, ora c’è il figlio, ai miei tempi il padre e lo zio). Ringrazio il dio Giano, protettore di Genova, che ci sia ancora qualcosa di molto bello da far conoscere ai pargoli – che gli dia un po’ il senso del tempo, delle generazioni, degli strati della cultura e dei diversi modi di vita che li hanno preceduti. Dopo di che, pattinaggio sul ghiaccio!!! due ore di macarene e lambade a duecento decibel sotto il tendone delle feste del Porto Antico li vicino. Be’, i sabati della nonna devono mantenere il piede in due scarpe…anzi in due pattini.

Il Centro storico è stato il teatro, ma più che uno scenario, un elemento essenziale, direi, degli anni Settanta, della stagione delle lotte, dei movimenti, compreso quello delle donne. Non sarebbe stato lo stesso senza le sue trattorie a poco, i bar di Sottoripa aperti all’alba per i portuali, le sedi dei “gruppi” intasate di fumo, di carta, di manifesti e di discussioni, le case delle compagne e dei compagni, tutte simili e diverse, sui tetti, scalini infiniti e balconcini, librerie fatte di assi e mattoni, the, caffè e spesso….piatti da lavare. Quasi tutto è andato. Ma qualche brandello lo abbiamo scovato, dove ambientare le riprese del nostro video. Il Circolo Belleville…giovane anche come nome, e gestione, ma così simile nell’essenziale ai nostri…l’Hop Altrove, teatro, locale, bar, trattoria…non so cos’altro…la terrazza sui tetti di Francesca e Bruno, la sede delle Archinaute vicino al Duomo… Poco, ma anche molto. Ma forse, è lo spirito del tempo che soffia in questi vicoli. Basta lasciarsi portare…

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Un film sul femminismo a Genova negli anni Settanta

Donne in movimento. Prima del film a Genova il 26 gennaio 2012

"Donne in movimento. Il femmnismo a Genova negli anni Settanta". Prima del film a Genova il 26 gennaio 2012

Nuova produzione dell’Associazione per un Archivio dei movimenti di Genova

Giovedì 26 gennaio, alle ore 18, nella Sala Sivori in Salita santa Caterina 12 a Genova ci sarà la presentazione del film “Donne in movimento. Il femminismo a Genova negli anni Settanta”

Si conclude così il lavoro di un anno.

Una dozzina di interviste individuali  e tre a gruppi di sette persone ciascuna,  a donne protagoniste del movimento, decine di ore di registrazione che poi rimarranno, integrali, all’ARCHIMOVI. E anche decine di immagini, e molti documenti consultati, recuperato un video del 1977, e fatto nuove conoscenze e lavorato tanto e anche tante discussioni (il gruppo di redazione essendo costituito da tre donne e un uomo, il regista Gian Pangrazio). Discussioni belle e comunque interessanti, qualunque sia l’esito del film, anche se ci seppelliranno sotto un camion di ortaggi… su problemi di contenuto e di forma, sul lessico e sulle canzoni, sui massimi sistemi e i minimi dettagli.  Insomma su tutto… però senza mai litigare, miracolo della saggezza della mezzetà…e fatto anche tante risate e bevuto tanti bicchieri dei buoni vini italiani…

Altra cosa bella: una collaborazione tra generi e generazioni, uomini, donne, giovani e meno giovani. Anna Frisone, autrice con noi della sceneggiatura, è una giovane storica -dottoranda – che si è laureata nel triennio proprio con una tesi sul movimento femminista genovese e specialmente sulle donne nella FLM, poi pubblicato col titolo “Non è un gioco da ragazze” Ed. Ediesse.

Per sapere qualcosa di meno impressionistico, i dati del video per esempio, pubblico qui la copertina del dvd (che sarà disponibile a 10 euro a partire dalla presentazione, poi nella sede di Archimovi e in alcune librerie. Per chi è fuori Genova, scrivere un messaggio qui! o alla mail archiviomovimenti@archiviomovimenti.org )

Bene, incrociamo le dita!

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Memorie disperse, memorie salvate (ad Alessandria)

Convegno ad Alessandria
Seguendo il link del titolo si può leggere il programma del convegno “Memorie disperse Memorie salvate”, organizzato dall’Archivio delle Donne in Piemonte-ArDP  in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza di Alessandria-Isral, che si svolgerà il 15 ottobre ad Alessandria.
Si tratta del quinto di un ciclo di convegni decentrati nelle diverse realtà locali del Piemonte che sotto il titolo unificante “Memorie disperse memorie salvate” intendono raccogliere e registrare i contributi emergenti da materiali documentari o da testimonianze di donne protagoniste della vita politica, sindacale, sociale, culturale nei diversi territori. Dalle edizioni già realizzate a Torino (2007), Torre Pellice e Perosa Argentina (2008), Novara (gennaio 2010) sono emerse nuove conoscenze su un ampio spettro di figure, territori, periodi.

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