Archivi tag: musei

Beni culturali: l’attacco viene dall’alto

Mi pare giusto e importante far circolare le ragioni di chi, come Salvatore Settis, Mariella Guercio e altri, stanno denunciando l’attacco che i fragili Beni Culturali nel nostro paese stanno subendo ad opera del governo e del ministro Bondi. Ri-pubblico l’intervento di Mariella Guercio, uscito sull’Unità.

Perché dimettersi
di Mariella Guercio

In alcuni articoli e dichiarazioni a proposito delle dimissioni di alcuni componenti del Consiglio superiore dei beni culturali, tra cui quelle di chi scrive, si cerca di ricondurre o ridurre tale decisione a contrasti di natura personale o a scelte dettate dal bisogno di esprimere solidarietà al presidente Salvatore Settis. Mi sembra quindi utile, anche per favorire quel dibattito cui era finalizzata la sospensione dei lavori del Consiglio del 25 marzo da parte del prof. Tullio Gregory, che lo presiedeva in quanto decano, chiarire bene la mia posizione.
Innanzi tutto, sottolineo che la vicenda delle dimissioni del presidente e la sua incredibilmente rapida sostituzione non sono a mio avviso in alcun modo riconducibili – come qualcuno potrebbe pensare e ha sostenuto –  a un problema di rapporti personali, ma rendono esplicita una linea politica che trovo di particolare gravità per una corretta azione di tutela del patrimonio culturale e svelano modalità di azione che mi hanno indotto a riconsiderare criticamente la possibilità di svolgere quella necessaria collaborazione super partes in questo clima all’interno del Consiglio: aver voluto forzare la mano al prof. Settis per ottenere le sue dimissioni aveva in sostanza l’obiettivo di avere a disposizione un consiglio meno autonomo. Del resto la dichiarazione rilasciata a caldo dal ministro conferma proprio questa interpretazione dei fatti: le dimissioni di chi esprime autorevolmente, con correttezza e pacatezza le proprie opinioni servono per una svolta nella definizione di una politica culturale ubbidiente a esigenze altre rispetto a quelle della tutela e del rispetto di beni fragili il cui godimento pubblico richiede invece molta cautela e cure continue. È opportuno sottolineare che l’intervista di Salvatore Settis all’Espresso è esemplare  per le parole che gli sono direttamente attribuite e ha  i medesimi contenuti che il ministro aveva sottoscritto nel corso del primo incontro con il Consiglio superiore. Mi sembra altresì molto grave che si contesti a chiunque di noi il diritto di rilasciare dichiarazioni ed esprimere opinioni legittime predefinendo su base ideologica (questa sì che è ideologia) i canali della comunicazione consentita.

La decisione originaria di creare una direzione generale per la valorizzazione dei musei, ma anche la nuova struttura presente nella riforma in corso di approvazione costituiscono  un segnale degli indirizzi non condivisibili che l’attuale ministro intende perseguire e che rischiano di tradursi in impoverimento ed emarginazione delle istituzioni di tutela: si spogliano completamente le strutture di tutela di qualunque iniziativa di promozione (ma anche di controllo sugli usi incongrui del patrimonio culturale); si sottraggono risorse a chi faticosamente opera sul territorio; si produce altra e pericolosa frammentazione nel corpo di un organismo che sembra già sbriciolato rispetto alla sua costituzione originaria ed è a rischio quindi di paralisi; non si garantisce infine in alcun modo il recupero  di quei mezzi economici e di quella qualità nella comunicazione che si vuole a parole sostenere. Del resto, solo operando congiuntamente con adeguate competenze tecniche di tutela e di valorizzazione, si può sperare di assicurare il raggiungimento di questi obiettivi nei settori delicati e impegnativi che costituiscono l’oggetto principale dell’azione del Ministero.

Ancora più grave è il commissariamento delle soprintendenze archeologiche romane che consente innanzi tutto (nascondendosi dietro il paravento di finalità di rapidità e di efficienza) di operare in deroga a disposizioni di garanzia e costituisce un grave precedente per altre eventuali azioni di sottrazione dell’esercizio della tutela ai canali della normale azione pubblica in nome di una presunta emergenza che non trova concrete ragioni operative.

I tagli finanziari in materia di tutela del patrimonio culturale (che il ministro stesso aveva assicurato di poter/saper contrastare nel primo incontro con il Consiglio, ma che invece continuano a devastare e umiliare la vita delle istituzioni culturali) sono vergognosi: nella ridefinizione dei piani di spesa in corso di approvazione se si analizza, a titolo di esempio, il settore archivistico, si osserva con costernazione che sono decine gli istituti con budget di poche centinaia di euro.  Sottolineo che i tagli non hanno finora determinato danni irreparabili solo grazie all’attenzione e alla oculatezza con cui si sono mossi gli ottimi funzionari presenti oggi (fino a quando?) nelle strutture centrali del Ministero e nelle direzioni generali tecniche. Non c’è nessuna garanzia che questo avvenga in futuro.

Dimettersi, quindi, non vuol dire drammatizzare una situazione, ma solo sottolinearne la reale gravità e prendere atto dell’impossibilità di continuare a operare. Non credo infatti ci siano le condizioni  e il clima pacato  di  collaborazione di cui questi settori complessi hanno bisogno, come altri hanno ben ricordato in questa medesima occasione. Nel mio caso è del resto proprio questo il mandato che ho ricevuto dato che sono stata nominata (e confermata) con decreto ministeriale in base a un rapporto fiduciario (che tuttavia non può che essere reciproco e la fiducia da parte mia a questo punto è venuta meno).

Aggiungo che bisogna prendere atto (sarebbe stato utile farlo ben prima e con forza) dello stravolgimento grave e pericoloso dell’attuale natura istituzionale (che peraltro il ministro Bondi ha ereditato da altri) del Consiglio superiore la cui maggioranza è sostanzialmente affidata a persone di fiducia del ministro e non ai rappresentanti delle istituzioni. La democrazia – ma anche la sana gestione di qualunque ente – hanno bisogno di strutture di garanzia indipendenti e autorevoli soprattutto quando è in gioco il bene comune.

Questo gesto mi è comunque costato, perchè ho sempre cercato di  non sottrarmi all’impegno che i compiti istituzionali affidatimi richiedevano. Ci sono tuttavia momenti della vita professionale e scientifica che richiedono una presa di distanza chiara rispetto a comportamenti e metodi che di fatto mettono in pericolo la possibilità stessa del cambiamento che pur si intende perseguire.

26 febbraio 2009
Annunci

1 Commento

Archiviato in beni culturali, ribellarsi è giusto

Archivi, biblioteche, musei 2.0, secondo tempo

Seguito del post precedente.
Dopo una breve pausa, abbiamo ascoltato e guardato l’intervento di Simona Brighetti, della Biblioteca Sala Borsa di Bologna: “Dire, ascoltare, navigare, partecipare: l’esperienza di bibliotecasalaborsa.it” . Simona ha illustrato velocemente le pagine del ricchissimo sito della Biblioteca, che credo sia una delle più attive e aggiornate istituzioni bibliotecarie di nuovo tipo, che fa un grande uso delle risorse web, come si può vedere dal sito stesso. Oltre ai servizi offerti, moltissimi, differenziati anche per età, lingua, oltre che per interessi e oggetti di ricerca, ricordo due sezioni interattive: Biblioteca salaborsa di tutti, concorso interattivo per utenti, che ha già raccolto un notevole numero di contributi; e il fondamentale servizio di reference online Chiedilo al bibliotecario che vede coinvolti nel servizio una rete di istituti cittadini -molto interessante e da cui prendere esempio, anche perchè il reference online è impegnativo e la condivisione può facilitarlo. C’è poi anche un forum, dove gli utenti inseriscono i propri commenti, a volte anche critici – ma comunque utili per migliorare. Comunque, tutti i servizi offerti dalla Biblioteca prevedono una bella quantità di risorse umane, e non solo. Anche nella progettazione grafica il sito è ottimo: andate a vedere, e mi direte.

Luca Melchionna, del celebre Mart, Museo di arte moderna di Trento e Rovereto, ha difeso energicamente e con ottimi argomenti la presenza del Mart sui più diffusi social network. Tra essi Facebook, i cui utenti/amici del Mart hanno superato quota mille: festeggiamenti, regali, iniziative… (anzi sono 1400 e più: oggi anche io, che sono già su Facebook, ma non ci ho combinato finora un granchè, ho aggiunto il Mart ai miei “amici”)
Luca ci ha raccontato la presenza del Museo sulle reti, la sua attività e le positive ricadute che il Museo può testimoniare. La creazione di una community online quindi non solo non distoglie gli utenti ma anzi favorisce e attira gli stessi verso il museo. Inoltre, la presenza online dell’ente è in qualche modo più controllata. Altre iniziative sui social network sono allo studio… teniamo d’occhio il Mart, che mi pare la punta di diamante italiana in questo settore, dalla cui esperienza tutti i siti culturali possono trarre utili suggerimenti.

A seguire Marco Fiorilla, della biblioteca Lancisiana di Roma, specializzata in antichi testi sulla storia della medicina, ha illustrato il bel lavoro fatto di digitalizzazione dei manoscritti del catalogo. Le scansioni ad alta risoluzione sono arricchite di funzioni di ricerca di lemmi e altre utilità; inoltre, il catalogo è aperto agli utenti, previa iscrizione, e consente loro di contribuire con commenti e ricerche. Anche qui c’è lo sforzo di creare una comunità di utenti che possano collaborare sia con la biblioteca che tra di loro, scambiandosi utili informazioni.

Ha tirato le conclusioni dell’incontro Maria Teresa Natale, dell’OTEBAC, l’osservatorio Mibac sulle tecnologie digitali in campo culturale. E’ appena uscito il volume “Handbook on cultural web user interaction” del Gruppo di lavoro di Minerva EC, “Quality, Accessibiliy and Usability” coordinato da Rossella Caffo. C’è anche l’edizione digitale scaricabile. Maria Teresa ha prima descritto in sintesi il manuale e il lavoro svolto per arrivare all’edizione.  Non cerco di riassumere, bisogna che ognuno se lo studi da sé. Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo, ma dall’indice degli argomenti credo sia uno strumento utilissimo per orientarci. Maria Teresa ha poi presentato uno spaccato della situazione italiana, caratterizzata da un’infinità di siti culturali che fanno capo però a enti medi o piccoli. Quindi con parecchie difficoltà a realizzare e gestire siti un po’ complessi.  Poi ha descritto i più comuni servizi dei siti culturali, dalle visite virtuali dei musei alle biglietterie online, ai giochi interattivi per affiliare il pubblico, ai servizi podcasting per la didattica, agli Rss, ecc. Viene citato  TaggaTO, sito di servizi al pubblico del Comune di Torino che usa il social bookmarking (carino!). Maria Teresa si è stupita del fatto che nessuno avesse fino ad allora parlato di Second Life, dove cominciano a essere presenti alcune istituzioni culturali. Il lavoro fatto finora dal Mibac ha riguardato soprattutto l’accessibilità dei siti web, ma ancora il coinvolgimento dell’utente è carente, soprattutto si lamenta una mancanza di strategia….

Beh, se lo dice lei…

Dopo un breve dibattito, abbiamo concluso l’incontro. Nel frattempo si era scatenato un diluvio di pioggia e vento: per andare a cenare al Porto Antico con i nostri ospiti abbiamo rischiato di annegare! Comunque ci siamo divertit*, abbiamo “socializzato” e abbiamo continuato a scambiaci anche utili informazioni, tra un assaggio di trofie e uno di focaccia al formaggio. Bello, grazie a tutti e a tutte! e una grosso ringraziamento a Laura, Emanuela, Raffaella, Oriana e Paolo, che hanno organizzato la giornata insieme a me. Grazie per la sua presenza anche a Stefano Vitali, che ci ha fatto la bella sorpresa di assistere all’incontro. (Se lo avessimo saputo, gli avremmo subito appioppato qualcosa da fare…)

3 commenti

Archiviato in beni culturali, convegni

Archivi, biblioteche, musei 2.0, è andata così

UK Archives

UK National Archives

Resoconto di “Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0. Esperienze a confronto“. L’incontro, come da programma, si è svolto nella Sala Chierici della Biblioteca Berio di Genova il 28 ottobre dalle 14 alle 18, 30. Era inserito nella programmazione del Festival della Scienza, ancora in corso fino al 4 novembre. Al momento non dispongo di registrazioni audio, quindi devo andare a memoria, e mi limiterò a un breve commento dei vari interventi. E’ stato comunque un pomeriggio molto fitto e ogni presentazione  densissima di informazioni. Siccome avevo il ruolo della coordinatrice, e gli interventi previsti  erano molti, ho incalzato impietosamente i poveri ospiti, che hanno comunque impegnato le loro risorse dialettiche per stare nei tempi…. Alle 18,30 precise abbiamo concluso – abbastanza stremati, devo dire (almeno io, ma credo anche molti del pubblico e dei relatori e relatrici). Quindi non è facile riassumere, comunque ci provo, per dare a chi passa di qui una sommaria informazione. Punto primo, sono molto soddisfatta. I siti illustrati dimostrano che l’interazione con gli utenti anche in Italia si comincia ad affermare, in forme molto varie, almeno come prospettiva. Le realizzazioni sono assai diverse, e anche l’interazione stessa viene realizzata secondo una gamma di possibilità veramente insospettata. Anche l’assessore alla cultura e alla “città digitale” del Comune di Genova, Andrea Ranieri, che ha introdotto i lavori, ha sottolineato l’importanza della sperimentazione sul campo (domanda: ma non potrebbe dotare le biblioteche cittadine, tanto per cominciare, di un proprio sito web da gestire autonomamente, che consenta a chi vuole di realizzare dei contenuti culturali autonomi? ora sono mestamente raggruppate nel sito generale del Comune… con nessuna possibilità di intervento!) Quindi in ordine di apparizione, dopo Laura Malfatto della Berio e lo stesso Ranieri, la sottoscritta con un breve (abbreviato per necessità, io avrei parlato un’ora…) intervento a proposito della conoscenza e dei beni culturali come “beni comuni“, che l’azione collaborativa di istituzioni e cittadini deve mantenere nell’area dei beni pubblici. Chiaramente il tema dei beni comuni è quello che mi frulla in capo da un po’, da quando ho letto Cassano. Ma ho trovato molti riferimenti anche in Luciano Gallino, Stefano Rodotà, Giangiacomo Bravo e altri. E naturalmente nel mondo che gira intorno, specie in questi giorni di attacco spietato a tutto quello che ha mantenuto, forse suo malgrado, un barlume di consistenza di bene pubblico, nel campo della cultura, della conoscenza, della scuola… Trovate in questo link conoscenza_e_beni_culturali_le_reti_ lo schema di quello che ho detto.

Diletta Zannelli, del Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, ha illustrato dapprima l’istituto stesso, il suo patrimonio, la sede, le attività. Il museo ha una interessante attività di collaborazione con il pubblico, non generico, ma sotto forma di progetti di parternariato. Recentemente ne è stato realizzato uno in collaborazione con il Liceo artistico milanese Boccioni; quattro studenti, tre ragazze e un ragazzo, hanno “animato” dal vivo la loro presentazione multimediale, che esponeva in modo vivace e creativo la realizzazione di una mostra fotografica, i vari procedimenti a cui vengono sottoposte le fotografie per essere esposte e archiviate.

Dalla lontana Udine, dall’Archivio di Stato, è arrivata da noi Carla Sava, che ci ha raccontato la realizzazione del sito “Friuli in prin“, un sito di anagrafe storica dei cognomi, soprannomi, mestieri e altro ancora delle famiglie friulane a partire dall’Ottocento. Il sito è ricchissimo, e oltre a consentire una varietà di ricerche, ha una sezione dedicata alle storie e alle fotografie che, grazie anche ai dati ricavati dal sito, sono state inviate all’archivio stesso dai discendenti di emigrati friulani sparsi per il mondo. Ho già parlato di Friuli inprin in questo blog, poco tempo fa. Oggi è stato presentato al pubblico con un grande convegno a Udine. Accludo il comunicato stampa, che illustra dettagliatamente  questa bella realizzazione.

Cesare Bignotti e Guido Smider sono due giovani artisti, che hanno dato vita a EVES, una “Creative Corporation”. Studiano l’interazione uomo-macchina, i “linguaggi enigmatici” che in questa interazione si realizzano, fatti di suoni e immagini che si generano “randomicamente”, prodotti da software … Devo dire che il loro intervento mi sembrava orientato a un certo “catastrofismo”: nella serie apocalittici o integrati, loro sicuramente si ritrovano più sul versante apocalittico. Comunque, gli artisti fanno bene a stimolare la riflessione – anche se poi è mancato un momento di dibattito che potesse approfondire meglio il loro contributo.

Carlo Pischedda, dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Torino ci ha descritto il sistema archivistico Archos, che è stato creato abbastanza recentemente e contiene diverse banche dati integrate, un ricco patrimonio di documenti, immagini, oggetti della storia del Novecento Il sistema è dotato di alcune funzionalità 2.0, come l’uso di Google maps, e viene implementato online da un gruppo di collaboratori dell’Istituto. Ma recentemente è stata aggiunta una scheda interattiva, che consente all’utente di aggiungere commenti alle schede d’archivio consultate  (es.:  Scheda biografica Augusto Adam  http://metarchivi.istoreto.it/biografie/p_bio_vis.asp?id=447 ); decidendo anche se lasciare riservato il commento o visibile a tutti. Carlo Pischedda ha detto che erano già arrivati alcuni contributi, tutti pertinenti, ed era molto entusiasta di questa iniziativa, che pur essendo ai primi passi sembrava promettere interessanti sviluppi. Evviva! Finalmente qualcosa si muove. Mi pare il primo caso di sperimentazione 2.0 direttamente collegata a un database archivistico, in Italia. Aspetto con interesse l’evoluzione della faccenda! (sono anche orgogliosa di avere, indirettamente, contribuito al suo debutto!)

Dopo questo intervento abbiamo fatto una brevissima pausa. Gli altri quattro interventi a seguire. Pubblico curioso e partecipe, che ha risucchiato alcuni relatori e relatrici nelle postazioni web che avevamo predisposto in fondo alla sala, per chiedere maggiori dettagli o spiegazioni.

Aggiungo qualche particolare sull’iniziativa: i posti erano tutti occupati, quindi penso ci fossero almeno 50 o 60 persone, il che non è male tenendo conto che durante il Festival ci sono in contemporanea decine di eventi, anche molto più “popolari”; i “corner” web hanno funzionato, come avevamo previsto. Non c’è stato però dibattito, se non alla fine  – ammazzato forse dal fatto che si andava di corsa e si affollavano molte informazioni, o forse che io controllavo i tempi degli interventi come un caposquadra Fiat negli anni ’50: probabile che abbia esagerato Amen, è andata così.

E’ mezzanotte, me ne vo a dormire. Il seguito al prossimo post.

1 Commento

Archiviato in archivi, beni culturali

Beni culturali e web 2.0: esperienze a confronto

A Genova sta per aprirsi il Festival della Scienza: mega evento, che dura due settimane, coinvolge migliaia di persone e centinaia di incontri e manifestazioni in tutta la città, molti anche di alto livello. Ce n’è per tutti, grandi e piccoli, tante infatti anche le iniziative per i bambini, e importanti le conferenze e i laboratori divulgativi, con scienziati di fama mondiale. Il tema di quest’anno è “Diversità“. Interpretato nelle maniere più varie.  In questo ambito, trova uno spazio direi naturale anche l’iniziativa alla quale partecipo, che vuole riprendere e approfondire le tematiche dell’incontro di febbraio, di cui ho abbondantemente parlato. Il nuovo “web day” si intitola “Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0: esperienze a confronto“, è un incontro a più voci con siti web culturali di enti pubblici e privati italiani che, in modi diversi, stanno creando una interazione con i loro utenti. Se a febbraio avevamo “fatto teoria” o meglio avevamo parlato delle possibilità offerte dalle tecnologie 2.0, ora vogliamo conoscere le esperienze concrete attraverso il racconto di chi le ha realizzate, compresi i passaggi, le difficoltà e le criticità. Anche in questo incontro si avrà una certa interazione con il pubblico, con brevi dibattiti dopo ciascuna presentazione e con la possibilità di continuare il dialogo con i relatori e relatrici in sala, attraverso diverse postazioni web. L’ultimo intervento, che ci aiuterà a fare il punto della situazione, è quello di Maria Teresa Natale, dell’OTEBAC, che presenterà tra pochi giorni il “Manuale sull’interazione con gli utenti del web culturale /Progetto MINERVA” per ora disponibilein inglese qui.

Qui sotto c’è il programma e qui c’è il pieghevole-web-201 in formato .pdf

Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0: esperienze a confronto

A cura del Comune di Genova – Direzione Cultura (Biblioteca Berio – Sezione di Conservazione, Archivio Storico del Comune, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce) e della Biblioteca Universitaria di Genova, con il coordinamento di Paola De Ferrari.

Con la collaborazione dell’Ufficio Informatizzazione e Catalogo unificato e dell’Ufficio Comunicazione e Promozione Eventi Culturali della Biblioteca Berio.

Biblioteca Berio, Sala dei Chierici, 28 ottobre ore 14.00-18.00

Informazioni: tel. 010 5576050

Incontro a più voci con rappresentanti di archivi, musei, biblioteche italiani, che attraverso il loro siti web hanno sviluppato nuove forme di interazione con gli utenti, chiamati a diventare non solo fruitori ma anche collaboratori e creatori di contenuti culturali

Programma

Diletta Zannelli Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo.

Il sito web “giovani” del Museo di Fotografia Contemporanea: un progetto in partenariato con il Liceo Artistico Statale U. Boccioni di Milano

Carla Sava Archivio di Stato di Udine

Memorie in rete, reti di memoria: Friulinprin per la ricerca di fonti e biografie di persone vissute tra ‘800 e ‘900 in Friuli

Cesare Bignotti e Guido Smider Creative Corporation EVES

Dibattito sulla Web Art con la Creative Corporation EVES Extraordinary Visions and Esthetic Sounds

Carlo Pischedda Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “G. Agosti”, Torino

Archos, un sistema integrato dei cataloghi d’archivio. Un approccio possibile ai social archives

Simona Brighetti – Biblioteca Sala Borsa, Bologna

Dire, ascoltare, navigare, partecipare: l’esperienza di bibliotecasalaborsa.it

Luca Melchionna MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

Il Mart 2.0: nuovi utenti online e offline

Marco Fiorilla Biblioteca Lancisiana, Roma

Il progetto “Catalogo Aperto” dei manoscritti lancisiani

Maria Teresa Natale Ministero per i Beni e le Attività Culturali – OTEBAC

Interazione con gli utenti nei siti web e portali culturali: stato dell’arte e potenzialità

Coordina Paola De Ferrari

I relatori e relatrici saranno a disposizione del pubblico presso le postazioni multimediali.

5 commenti

Archiviato in beni culturali, tecnologie

Mio bisnonno emigrante

In omaggio al bisnonno Domenico, e per parafrasare il titolo del bel servizio che oggi, 8 giugno, viene pubblicato sulle pagine culturali di Repubblica, con un articolo di Adriano Sofri “Mio nonno emigrante. Si, gli zingari eravamo noi”. Sofri legge in parallelo la storia dell’emigrazione italiana e le attualissime e tragiche vicende dei migranti che cercano in Italia un sollievo alla loro sorte. “La domanda ora è: davvero la conoscenza e il ricordo sono una salvaguardia, un modo per sventare una replica dell’infamia, o bisognerà ammettere che nemmeno conoscenza e ricordo – e commemorazione, e monumenti – mettono al riparo dall’indifferenza, o addirittura dalla ripetizione del male, a parti scambiate?”

(Io mi ostino a pensare che si, conoscenza e ricordo, pervicacemente, ostinatamente calati nella vita quotidiana, possano fare non dico argine, ma almeno intralcio, inciampo alla barbarie che aumenta… )

Su Repubblica si legge anche un pezzo di Raffaele Niri che descrive la grande mostra “Da Genova a Ellis Island. Il viaggio per mare negli anni dell’emigrazione”, che aprirà il 20 giugno al Galata, Museo del mare di Genova (uno dei Musei più divertenti – lo dico senza campanilismo. I miei nipotini ne vanno pazzi, soprattutto della simulazione del Titanic che deve evitare l’iceberg…ovviamente cercano in tutti i modi l’affondamento…)
L’iniziativa è organizzata insieme al CISEI, Centro internazionale studi sull’emigrazione italiana, con sede a Genova. Il sito del CISEI offre diverse risorse, anche se nell’insieme forse avrebbe bisogno di essere rinfrescato; sotto la voce “Ricerche” si leggono interessanti progetti, in corso d’opera, di studi e creazioni di banche dati su varia documentazione delle navi partite da Genova per le rotte delle “Meriche”, che rivestono particolare interesse per l’emigrazione italiana dell”800 e ‘900. Una parte di questi documenti sono conservati nell’Archivio di Stato di Genova, che è partner nel programma di ricerca.

Un altro Archivio di Stato, quello di Udine, ha messo a punto e appena inaugurato un bellissimo sito che sarà credo molto utile ai discendenti di emigrati friulani che vogliano fare ricerche sui propri antenati: Friuli in prin (Friuli dapprima). Davvero notevole! provate a consultare la banca dati, ma leggete anche le varie pagine di informazioni, di spiegazioni chiare e ben strutturate su come fare le ricerche, le sezioni con le fotografie (poche per ora, speriamo in seguito vengano implementate), le storie di emigrati, e anche una bella rivista on line con saggi sulla ricerca genealogica, la storia familiare, l’uso delle fonti d’archivio…

Mi pare che questo sito sia uno dei primi esempi di uso di internet “dalla parte dell’utente”, almeno nel panorama dei nostri Archivi pubblici, molti dei quali, come risulta dalla documentatissima relazione di Federico Valacchi (un suo post sull’argomento qui) al recente convegno romano di OTEBAC, sono ancora in una fase primitiva di utilizzo del web, e alcuni addirittura sprovvisti di un sito. E quelli che ce l’hanno, spesso lo occupano con mostre virtuali di documenti “belli”: splendide pergamene, miniature, legature, curiosità erudite, di cui gli archivi italiani sono ricchi. Già, agli sponsor, quando ci sono, interessa quasi solo l’effetto estetico! Pochi sono disposti a mettere mano al portafoglio per la digitalizzazione di migliaia di certificati di nascita, matrimonio e morte, o per le liste di leva dell’oscura plebe che tra otto e novecento riempiva i piroscafi diretti al “Nuovo mondo”…

Insomma, nel cupo panorama cultural/politico di questa tarda primavera 2008 brilla qualche fiammella; speriamo che regga.

4 commenti

Archiviato in archivi, beni culturali

A Genova un Museo dell’emigrazione.

Aprirà tra breve a Genova, nella sede del Galata, Museo del mare, una mostra e poi un Museo dedicato all’emigrazione. La notizia mi interessa molto, anche per motivi personali. Una parte dei miei antenati (per la precisione, la mia nonna paterna e la sua famiglia) erano liguri emigrati negli Stati Uniti alla fine dell”800. Non mi mancano notizie su di loro, e anche i contatti con alcuni dei numerosi cugini sparsi per gli States, ma i legami si sono molto affievoliti, da quando, da ragazzine, una cuginetta americana coetanea mandava a me e a mia sorella degli stupendi album di fotografie di… Ricky Nelson (e chi era costui, diranno i più? – non ve lo spiego, per non togliervi il piacere della scoperta!).

In attesa di capire come, attraverso questa cacca di Windows Vista, possa riuscire a fare una cosa così stupida come salvare una pagina pdf e ripubblicarla sul blog, (sto pensando di disistallare Vista – mi fa venire i nervi, e ci perdo un mucchio di tempo),  pubblico  una foto del mio bisnonno Domenico Domenico Rovegno a New York, inizio NovecentoRovegno, che partì da Tribogna, piccolo paese della ligure Valle Fontanabuona, per cercare fortuna in America. La trovò, e poi la perse tutta – nel 1929. Ma prima mia nonna Jenny tornò nella Valle, da “ereditiera”, e sposò un bel giovanotto biondo dai baffi superbamente arricciati…

Il seguito in qualche prossimo post.

13 commenti

Archiviato in beni culturali, memoria