Archivi tag: biblioteche

MAB MAB MAB (ci piacciono gli acronimi)

MAB sta per Musei Archivi Biblioteche.

E’ nata nel 2009. Io non ne ho sentito granchè parlare fino a questa estate. Mi spiace di aver perso gli eventi degli anni scorsi, e il convegno al  Salone del libro a Torino (in maggio). Per fortuna sono in linea vari documenti sul sito, che sarà utile andare a consultare.  Ma non ho mancato l’incontro di novembre al Lingotto. Mi è piaciuto, mi è sembrato convincente. Ho anche registrato l’intervento di Maurizio Vivarelli.  Vedo ora che è in linea il pdf con le immagini che hanno illustrato il suo intervento. Si può integrare con l’audio,  da scaricare qui (anche se non di ottima qualità per via del caos ambientale del Lingotto).

Mi piacerebbe che MAB si estendesse, per esempio in Liguria…ma, dirà qualcuno/a, se ci sono tante difficoltà a organizzare un’assemblea dell’ANAI, figuriamoci un’ associazione di tre associazioni. Già, forse proprio per questo. Si potrebbe provare a far leva sulle realtà più solide, imparare da loro. Almeno provarci. E’ poi vero che la collaborazione e in certi casi l’integrazione di competenze diverse, in certi casi concreti, può risolvere alcune difficoltà di piccole o medie realtà che hanno in gestione beni culturali diversi. Libri, documenti, oggetti…sono numerosissime, forse la maggioranza: chi non conosce Biblioteche che possiedono fondi archivistici, o Musei che hanno centri di documentazione e biblioteche? E anche fondi d’archivio? e che devono gestirli con banche dati separate, spesso duplicando o triplicando il lavoro da un sistema all’altro? sono i casi illustrati a Torino (vedere il programma e gli interventi).

Nel nostro piccolo, lo stiamo verificando: in Archimovi i fondi documentari sono composti sia da documenti che da libri e periodici. Tutti o quasi. Naturalmente non si vuole perdere il legame e l’appartenenza a un fondo, anche se i materiali (ad esempio i libri) vengono descritti su una piattaforma bibliografica, e i periodici (un domani) in un’altra…

Ora come ora, lo stiamo risolvendo (con lo staff della Biblioteca Berio) in modo “basico”, a suon di codici, e di link. In ALEPH, il sistema delle biblioteche in cui vengono inseriti anche i volumi di Archimovi, digitando “archivio movimenti”, si ottiene la lista dei libri  inseriti. Nella scheda di ogni libro (in formato completo) c’è un link a un’altra scheda, quella dell’archivio…da cui si può andare a vedere il sito di Archimovi,  la descrizione dei fondi a cui fanno capo i volumi catalogati in Aleph.

Macchinoso e faticoso, purtroppo, immagino che l’utente si perda per strada…

Certamente altri sistemi più efficienti  già esistono, ma penso che non siano alla portata di chiunque. Quello del MART, ad esempio, ben illustrato da Paola Pettenella nella già citata conferenza MAB di novembre. (Non oso pensare a quanto sia costato). Ma, dato che i BB CC sono sempre più poveri, ci vorrebbe qualcosa che metta in grado TUTTI di andare avanti.

Dal punto di vista degli archivi, mi pare che forse l’Archimista ci potrebbe consentire un passo avanti. Un’unica base dati, con schede diverse a seconda delle tipologie di oggetti,  che poi, in fase di restituzione, riesca a dare conto della complessità e dei molteplici materiali che possono eventualmente pertinere a un fondo archivistico. Con la possibilità di integrare oggetti digitali di vario tipo.

Il MAB dovrebbe essere uno dei luoghi (anzi, il luogo deputato) a parlare di ciò, tenendo conto che basi dati e web sono solo uno dei temi in comune tra i vari soggetti dei BBCC, ce ne sono tanti altri, come si vede dai documenti degli incontri già pubblicati.

Insomma, mi piacerebbe che si tenesse prossimamente un evento MAB dalle mie parti. Se qualcuno/a è interessato/a, potremmo cominciare a pensarci insieme…

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Nuovo Archivio dei Movimenti

Si chiamerà “Archivio dei movimenti a Genova e in Liguria“. Ne ho fatto cenno in un post di qualche mese fa, ora mi pare giunto il momento di fare un breve resoconto sullo stato delle cose.

Il progetto è partito un anno fa: creare anche a Genova, come ne esistono in molte città grandi e piccole, un Archivio dei movimenti sociali e politici della seconda metà del ‘900. Raccogliere i propri e altrui fondi documentari, prima che il tempo, i casi della vita e della morte li disperdano in maniera irrecuperabile. Trovare per questo archivio una sede presso un Ente pubblico che assicuri la conservazione e la messa in consultazione “per sempre” e a chiunque, ma non solo, che consenta alle donatrici e donatori dei documenti una partecipazione attiva, che dia senso e contesto al lavoro sulla memoria. Lavorare in modo collettivo, ricercando il contributo sia dei protagonisti/e e dei testimoni dei movimenti come degli studiosi/e  e specialisti/e che ne hanno fatto oggetto di studio da molti anni. Naturalmente chiedere collaborazione e tutela alla Soprintendenza per gli archivi. Sollecitare e creare le condizioni per una collaborazione trasversale a Enti pubblici e soggetti privati, non perdere di vista l’obbiettivo di entrare in rete, reale/virtuale, con i sistemi informativi che rendono accessibili le risorse archivistiche fino al massimo livello…potrei continuare per molto, perchè il progetto ha molte sfaccettature, ma mi impongo la sintesi.

Dopo la creazione dell’Associazione (di cui sono presidente), un anno di lavoro, la raccolta dei primi fondi documentari e molti incontri e discussioni appassionate, innumerevoli contatti e messaggistica su tutti i tipi di personal network  (ho contato qualcosa come 800 email spedite e ricevute solo da me in un anno…) alla fine quasi ci siamo: il Comune di Genova ha accettato la nostra proposta con delibera della Giunta, la sede dell’Archivio sarà la civica Biblioteca Berio, in una sua dependance allo scopo attrezzata con il contributo della Fondazione per la Cultura e della Compagnia Portuale Pietro Chiesa, i fondi documentari raccolti saranno donati alla Berio, cioè al Comune di Genova, saranno pubblici e consultabili… L’associazione continuerà ad avere avrà un ruolo importantissimo, oltre che di recuperare i documenti e di contribuire al loro trattamento archivistico, anche di promozione, valorizzazione, lavoro culturale… Per saperne di più, visitate il sito (in costruzione) dell’Associazione per un archivio dei movimenti,  e se volete lasciate un messaggio sul Forum…

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I “beni comuni delle donne”: un convegno a Bologna

Copio qui dal Serverdonne il programma di un interessante convegno a cui spero di poter partecipare, venerdì 19 e sabato 20 dicembre a Bologna.

I beni comuni delle donne

Da Venerdi 19 Dicembre 2008
A Sabato 20 Dicembre 2008

19 – 20 Dicembre 2008
Aula Magna S. Cristina
Centro Documentazione Donne Città di Bologna
Via del Piombo 5 – Bologna

Programma:

Venerdì 19 dicembre, ore 15,30 – 18,30

Saluti delle autorità
Milli Virgilio
Assessora Politiche delle Differenze Comune di Bologna

Fernanda Minuz
Relazione introduttiva

Spazi pubblici e spazi di accoglienza nelle reti
presiede Giovanna Casciola

Susanna Bianconi
Dire contro la violenza: un percorso dei centri antiviolenza

Fabiola Pala
Associate, non irretite

Vesna Scepanovic
Mondi di donne: le varie forme dell’accogliere

Marzia Vaccari
Gender digital commons: la quarta ghinea

Enza Panebianco
Virtualizzazione dello spazio pubblico e blog delle donne

Dal Focus Group “Giovani femministe a Bologna”
Luoghi comuni? Spazi d’incontro e creazione delle ultime generazioni di femministe

sabato 20 dicembre, ore 9,00 – 18,30

Saluti delle autorità
Mauro Felicori, Direttore Settore Cultura Comune di Bologna
Simona Lembi, Assessora Cultura Provincia di Bologna
Fabio Roversi Monaco, Presidente Fondazione Carisbo

Archivi, Centri e Biblioteche tra le carte e il web
Annamaria Tagliavini, Relazione introduttiva

Elda Guerra, Marzia Vaccari
Biblioteca e Archivio Digitale delle Donne di Bologna

Twie Tjoa (IIAV)
Cultural heritage of women in the multicultural Dutch society

Paola Capitani
La società della conoscenza attraverso il web semantico

Riflessioni conclusive
Rosaria Campioni
Istituto Beni Culturali Regione Emilia-Romagna

Angela Benintende
Biblioteca Digitale Italiana Ministero Beni e Attività Culturali

ore 13,30 Buffet

ore 14,30 – 15,30
Archivi italiani tra passato e futuro
Presiedono Elda Guerra, Annamaria Tagliavini

Stefania De Biase, Lilliwood: la rete Lilith si racconta
Ambretta Rosicarelli, Dove continua il femminismo
Caterina Liotti, Gli archivi del Centro documentazione donna di Modena nella rete locale e nazionale degli Archivi del ‘900
Maria Pia Brancadori, E gli archivi audiovisivi delle donne?

ore 15,30 – 18,30
I beni comuni delle donne tra natura e cultura
Federica Giardini, Per un pensiero della Cosmo-Politica
Gabriella Rossetti, Geografia della Partnership

conclude
Raffaella Lamberti, I beni comuni delle donne tra etica e politica

Conferma la tua partecipazione su Facebook

Segreteria organizzativa
Giovanna Gozzi
Via del Piombo 5, Bologna
Tel. 051 4299404

gozzi@women.it

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Archivi, biblioteche, musei 2.0, secondo tempo

Seguito del post precedente.
Dopo una breve pausa, abbiamo ascoltato e guardato l’intervento di Simona Brighetti, della Biblioteca Sala Borsa di Bologna: “Dire, ascoltare, navigare, partecipare: l’esperienza di bibliotecasalaborsa.it” . Simona ha illustrato velocemente le pagine del ricchissimo sito della Biblioteca, che credo sia una delle più attive e aggiornate istituzioni bibliotecarie di nuovo tipo, che fa un grande uso delle risorse web, come si può vedere dal sito stesso. Oltre ai servizi offerti, moltissimi, differenziati anche per età, lingua, oltre che per interessi e oggetti di ricerca, ricordo due sezioni interattive: Biblioteca salaborsa di tutti, concorso interattivo per utenti, che ha già raccolto un notevole numero di contributi; e il fondamentale servizio di reference online Chiedilo al bibliotecario che vede coinvolti nel servizio una rete di istituti cittadini -molto interessante e da cui prendere esempio, anche perchè il reference online è impegnativo e la condivisione può facilitarlo. C’è poi anche un forum, dove gli utenti inseriscono i propri commenti, a volte anche critici – ma comunque utili per migliorare. Comunque, tutti i servizi offerti dalla Biblioteca prevedono una bella quantità di risorse umane, e non solo. Anche nella progettazione grafica il sito è ottimo: andate a vedere, e mi direte.

Luca Melchionna, del celebre Mart, Museo di arte moderna di Trento e Rovereto, ha difeso energicamente e con ottimi argomenti la presenza del Mart sui più diffusi social network. Tra essi Facebook, i cui utenti/amici del Mart hanno superato quota mille: festeggiamenti, regali, iniziative… (anzi sono 1400 e più: oggi anche io, che sono già su Facebook, ma non ci ho combinato finora un granchè, ho aggiunto il Mart ai miei “amici”)
Luca ci ha raccontato la presenza del Museo sulle reti, la sua attività e le positive ricadute che il Museo può testimoniare. La creazione di una community online quindi non solo non distoglie gli utenti ma anzi favorisce e attira gli stessi verso il museo. Inoltre, la presenza online dell’ente è in qualche modo più controllata. Altre iniziative sui social network sono allo studio… teniamo d’occhio il Mart, che mi pare la punta di diamante italiana in questo settore, dalla cui esperienza tutti i siti culturali possono trarre utili suggerimenti.

A seguire Marco Fiorilla, della biblioteca Lancisiana di Roma, specializzata in antichi testi sulla storia della medicina, ha illustrato il bel lavoro fatto di digitalizzazione dei manoscritti del catalogo. Le scansioni ad alta risoluzione sono arricchite di funzioni di ricerca di lemmi e altre utilità; inoltre, il catalogo è aperto agli utenti, previa iscrizione, e consente loro di contribuire con commenti e ricerche. Anche qui c’è lo sforzo di creare una comunità di utenti che possano collaborare sia con la biblioteca che tra di loro, scambiandosi utili informazioni.

Ha tirato le conclusioni dell’incontro Maria Teresa Natale, dell’OTEBAC, l’osservatorio Mibac sulle tecnologie digitali in campo culturale. E’ appena uscito il volume “Handbook on cultural web user interaction” del Gruppo di lavoro di Minerva EC, “Quality, Accessibiliy and Usability” coordinato da Rossella Caffo. C’è anche l’edizione digitale scaricabile. Maria Teresa ha prima descritto in sintesi il manuale e il lavoro svolto per arrivare all’edizione.  Non cerco di riassumere, bisogna che ognuno se lo studi da sé. Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo, ma dall’indice degli argomenti credo sia uno strumento utilissimo per orientarci. Maria Teresa ha poi presentato uno spaccato della situazione italiana, caratterizzata da un’infinità di siti culturali che fanno capo però a enti medi o piccoli. Quindi con parecchie difficoltà a realizzare e gestire siti un po’ complessi.  Poi ha descritto i più comuni servizi dei siti culturali, dalle visite virtuali dei musei alle biglietterie online, ai giochi interattivi per affiliare il pubblico, ai servizi podcasting per la didattica, agli Rss, ecc. Viene citato  TaggaTO, sito di servizi al pubblico del Comune di Torino che usa il social bookmarking (carino!). Maria Teresa si è stupita del fatto che nessuno avesse fino ad allora parlato di Second Life, dove cominciano a essere presenti alcune istituzioni culturali. Il lavoro fatto finora dal Mibac ha riguardato soprattutto l’accessibilità dei siti web, ma ancora il coinvolgimento dell’utente è carente, soprattutto si lamenta una mancanza di strategia….

Beh, se lo dice lei…

Dopo un breve dibattito, abbiamo concluso l’incontro. Nel frattempo si era scatenato un diluvio di pioggia e vento: per andare a cenare al Porto Antico con i nostri ospiti abbiamo rischiato di annegare! Comunque ci siamo divertit*, abbiamo “socializzato” e abbiamo continuato a scambiaci anche utili informazioni, tra un assaggio di trofie e uno di focaccia al formaggio. Bello, grazie a tutti e a tutte! e una grosso ringraziamento a Laura, Emanuela, Raffaella, Oriana e Paolo, che hanno organizzato la giornata insieme a me. Grazie per la sua presenza anche a Stefano Vitali, che ci ha fatto la bella sorpresa di assistere all’incontro. (Se lo avessimo saputo, gli avremmo subito appioppato qualcosa da fare…)

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Archivi, biblioteche, musei 2.0, è andata così

UK Archives

UK National Archives

Resoconto di “Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0. Esperienze a confronto“. L’incontro, come da programma, si è svolto nella Sala Chierici della Biblioteca Berio di Genova il 28 ottobre dalle 14 alle 18, 30. Era inserito nella programmazione del Festival della Scienza, ancora in corso fino al 4 novembre. Al momento non dispongo di registrazioni audio, quindi devo andare a memoria, e mi limiterò a un breve commento dei vari interventi. E’ stato comunque un pomeriggio molto fitto e ogni presentazione  densissima di informazioni. Siccome avevo il ruolo della coordinatrice, e gli interventi previsti  erano molti, ho incalzato impietosamente i poveri ospiti, che hanno comunque impegnato le loro risorse dialettiche per stare nei tempi…. Alle 18,30 precise abbiamo concluso – abbastanza stremati, devo dire (almeno io, ma credo anche molti del pubblico e dei relatori e relatrici). Quindi non è facile riassumere, comunque ci provo, per dare a chi passa di qui una sommaria informazione. Punto primo, sono molto soddisfatta. I siti illustrati dimostrano che l’interazione con gli utenti anche in Italia si comincia ad affermare, in forme molto varie, almeno come prospettiva. Le realizzazioni sono assai diverse, e anche l’interazione stessa viene realizzata secondo una gamma di possibilità veramente insospettata. Anche l’assessore alla cultura e alla “città digitale” del Comune di Genova, Andrea Ranieri, che ha introdotto i lavori, ha sottolineato l’importanza della sperimentazione sul campo (domanda: ma non potrebbe dotare le biblioteche cittadine, tanto per cominciare, di un proprio sito web da gestire autonomamente, che consenta a chi vuole di realizzare dei contenuti culturali autonomi? ora sono mestamente raggruppate nel sito generale del Comune… con nessuna possibilità di intervento!) Quindi in ordine di apparizione, dopo Laura Malfatto della Berio e lo stesso Ranieri, la sottoscritta con un breve (abbreviato per necessità, io avrei parlato un’ora…) intervento a proposito della conoscenza e dei beni culturali come “beni comuni“, che l’azione collaborativa di istituzioni e cittadini deve mantenere nell’area dei beni pubblici. Chiaramente il tema dei beni comuni è quello che mi frulla in capo da un po’, da quando ho letto Cassano. Ma ho trovato molti riferimenti anche in Luciano Gallino, Stefano Rodotà, Giangiacomo Bravo e altri. E naturalmente nel mondo che gira intorno, specie in questi giorni di attacco spietato a tutto quello che ha mantenuto, forse suo malgrado, un barlume di consistenza di bene pubblico, nel campo della cultura, della conoscenza, della scuola… Trovate in questo link conoscenza_e_beni_culturali_le_reti_ lo schema di quello che ho detto.

Diletta Zannelli, del Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, ha illustrato dapprima l’istituto stesso, il suo patrimonio, la sede, le attività. Il museo ha una interessante attività di collaborazione con il pubblico, non generico, ma sotto forma di progetti di parternariato. Recentemente ne è stato realizzato uno in collaborazione con il Liceo artistico milanese Boccioni; quattro studenti, tre ragazze e un ragazzo, hanno “animato” dal vivo la loro presentazione multimediale, che esponeva in modo vivace e creativo la realizzazione di una mostra fotografica, i vari procedimenti a cui vengono sottoposte le fotografie per essere esposte e archiviate.

Dalla lontana Udine, dall’Archivio di Stato, è arrivata da noi Carla Sava, che ci ha raccontato la realizzazione del sito “Friuli in prin“, un sito di anagrafe storica dei cognomi, soprannomi, mestieri e altro ancora delle famiglie friulane a partire dall’Ottocento. Il sito è ricchissimo, e oltre a consentire una varietà di ricerche, ha una sezione dedicata alle storie e alle fotografie che, grazie anche ai dati ricavati dal sito, sono state inviate all’archivio stesso dai discendenti di emigrati friulani sparsi per il mondo. Ho già parlato di Friuli inprin in questo blog, poco tempo fa. Oggi è stato presentato al pubblico con un grande convegno a Udine. Accludo il comunicato stampa, che illustra dettagliatamente  questa bella realizzazione.

Cesare Bignotti e Guido Smider sono due giovani artisti, che hanno dato vita a EVES, una “Creative Corporation”. Studiano l’interazione uomo-macchina, i “linguaggi enigmatici” che in questa interazione si realizzano, fatti di suoni e immagini che si generano “randomicamente”, prodotti da software … Devo dire che il loro intervento mi sembrava orientato a un certo “catastrofismo”: nella serie apocalittici o integrati, loro sicuramente si ritrovano più sul versante apocalittico. Comunque, gli artisti fanno bene a stimolare la riflessione – anche se poi è mancato un momento di dibattito che potesse approfondire meglio il loro contributo.

Carlo Pischedda, dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Torino ci ha descritto il sistema archivistico Archos, che è stato creato abbastanza recentemente e contiene diverse banche dati integrate, un ricco patrimonio di documenti, immagini, oggetti della storia del Novecento Il sistema è dotato di alcune funzionalità 2.0, come l’uso di Google maps, e viene implementato online da un gruppo di collaboratori dell’Istituto. Ma recentemente è stata aggiunta una scheda interattiva, che consente all’utente di aggiungere commenti alle schede d’archivio consultate  (es.:  Scheda biografica Augusto Adam  http://metarchivi.istoreto.it/biografie/p_bio_vis.asp?id=447 ); decidendo anche se lasciare riservato il commento o visibile a tutti. Carlo Pischedda ha detto che erano già arrivati alcuni contributi, tutti pertinenti, ed era molto entusiasta di questa iniziativa, che pur essendo ai primi passi sembrava promettere interessanti sviluppi. Evviva! Finalmente qualcosa si muove. Mi pare il primo caso di sperimentazione 2.0 direttamente collegata a un database archivistico, in Italia. Aspetto con interesse l’evoluzione della faccenda! (sono anche orgogliosa di avere, indirettamente, contribuito al suo debutto!)

Dopo questo intervento abbiamo fatto una brevissima pausa. Gli altri quattro interventi a seguire. Pubblico curioso e partecipe, che ha risucchiato alcuni relatori e relatrici nelle postazioni web che avevamo predisposto in fondo alla sala, per chiedere maggiori dettagli o spiegazioni.

Aggiungo qualche particolare sull’iniziativa: i posti erano tutti occupati, quindi penso ci fossero almeno 50 o 60 persone, il che non è male tenendo conto che durante il Festival ci sono in contemporanea decine di eventi, anche molto più “popolari”; i “corner” web hanno funzionato, come avevamo previsto. Non c’è stato però dibattito, se non alla fine  – ammazzato forse dal fatto che si andava di corsa e si affollavano molte informazioni, o forse che io controllavo i tempi degli interventi come un caposquadra Fiat negli anni ’50: probabile che abbia esagerato Amen, è andata così.

E’ mezzanotte, me ne vo a dormire. Il seguito al prossimo post.

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Beni culturali e web 2.0: esperienze a confronto

A Genova sta per aprirsi il Festival della Scienza: mega evento, che dura due settimane, coinvolge migliaia di persone e centinaia di incontri e manifestazioni in tutta la città, molti anche di alto livello. Ce n’è per tutti, grandi e piccoli, tante infatti anche le iniziative per i bambini, e importanti le conferenze e i laboratori divulgativi, con scienziati di fama mondiale. Il tema di quest’anno è “Diversità“. Interpretato nelle maniere più varie.  In questo ambito, trova uno spazio direi naturale anche l’iniziativa alla quale partecipo, che vuole riprendere e approfondire le tematiche dell’incontro di febbraio, di cui ho abbondantemente parlato. Il nuovo “web day” si intitola “Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0: esperienze a confronto“, è un incontro a più voci con siti web culturali di enti pubblici e privati italiani che, in modi diversi, stanno creando una interazione con i loro utenti. Se a febbraio avevamo “fatto teoria” o meglio avevamo parlato delle possibilità offerte dalle tecnologie 2.0, ora vogliamo conoscere le esperienze concrete attraverso il racconto di chi le ha realizzate, compresi i passaggi, le difficoltà e le criticità. Anche in questo incontro si avrà una certa interazione con il pubblico, con brevi dibattiti dopo ciascuna presentazione e con la possibilità di continuare il dialogo con i relatori e relatrici in sala, attraverso diverse postazioni web. L’ultimo intervento, che ci aiuterà a fare il punto della situazione, è quello di Maria Teresa Natale, dell’OTEBAC, che presenterà tra pochi giorni il “Manuale sull’interazione con gli utenti del web culturale /Progetto MINERVA” per ora disponibilein inglese qui.

Qui sotto c’è il programma e qui c’è il pieghevole-web-201 in formato .pdf

Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0: esperienze a confronto

A cura del Comune di Genova – Direzione Cultura (Biblioteca Berio – Sezione di Conservazione, Archivio Storico del Comune, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce) e della Biblioteca Universitaria di Genova, con il coordinamento di Paola De Ferrari.

Con la collaborazione dell’Ufficio Informatizzazione e Catalogo unificato e dell’Ufficio Comunicazione e Promozione Eventi Culturali della Biblioteca Berio.

Biblioteca Berio, Sala dei Chierici, 28 ottobre ore 14.00-18.00

Informazioni: tel. 010 5576050

Incontro a più voci con rappresentanti di archivi, musei, biblioteche italiani, che attraverso il loro siti web hanno sviluppato nuove forme di interazione con gli utenti, chiamati a diventare non solo fruitori ma anche collaboratori e creatori di contenuti culturali

Programma

Diletta Zannelli Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo.

Il sito web “giovani” del Museo di Fotografia Contemporanea: un progetto in partenariato con il Liceo Artistico Statale U. Boccioni di Milano

Carla Sava Archivio di Stato di Udine

Memorie in rete, reti di memoria: Friulinprin per la ricerca di fonti e biografie di persone vissute tra ‘800 e ‘900 in Friuli

Cesare Bignotti e Guido Smider Creative Corporation EVES

Dibattito sulla Web Art con la Creative Corporation EVES Extraordinary Visions and Esthetic Sounds

Carlo Pischedda Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “G. Agosti”, Torino

Archos, un sistema integrato dei cataloghi d’archivio. Un approccio possibile ai social archives

Simona Brighetti – Biblioteca Sala Borsa, Bologna

Dire, ascoltare, navigare, partecipare: l’esperienza di bibliotecasalaborsa.it

Luca Melchionna MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

Il Mart 2.0: nuovi utenti online e offline

Marco Fiorilla Biblioteca Lancisiana, Roma

Il progetto “Catalogo Aperto” dei manoscritti lancisiani

Maria Teresa Natale Ministero per i Beni e le Attività Culturali – OTEBAC

Interazione con gli utenti nei siti web e portali culturali: stato dell’arte e potenzialità

Coordina Paola De Ferrari

I relatori e relatrici saranno a disposizione del pubblico presso le postazioni multimediali.

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Archivi e biblioteche, il seminario

Seguito del post sulle iniziative “Archivi e biblioteche: potere, utenti, tecnologieSeminario Biblioteca Berio, 8/2/2008 svoltesi nei giorni 7 e 8 febbraio.
Nel frattempo ho cambiato computer, (ora è un decente HP Pavilion), però non mi ci ritrovo con il sistema operativo, con la visualizzazione ecc. Il vecchio monitor (quello è rimasto) sembra piuttosto sorpreso, e io non trovo la misura giusta dei caratteri…se li allargo si distorcono, oppure c’è da cavarsi gli occhi. Non ditemi di cacciarlo via, no se puede. Ci vorrà un poco di tempo per prenderci la mano.

Il resoconto del seminario lo trovate sul bellissimo post di Bonaria Biancu. Concordo pienamente con la sua descrizione. Perciò mi esimo dal fare un riassunto, e vi invito ad andare a leggerlo. Posso contribuire alla completezza e al networking pubblicando anch’io i link delle presentazioni.

Carola Frediani ha fatto una presentazione, e un intervento, veramente stupendo. Mi piacerebbe che venisse pubblicato, ma sapendo quanti impegni ha, non la voglio stressare. Anche per il suo contributo rimando a quanto scrive Bonaria, aggiungendo solo un elenco di parole chiave, come sintesi dei temi trattati: Turbo nel Web, Contenuti, Rss, Remix, Semplicità, Usabilità, Raccomandazione, Social tagging, Social Bookmarking, Digg, Wikipedia, Intelligenza collettiva, Saggezza delle folle, Congresspedia, Polizia neozelandese…

Bellissima la presentazione di Bonaria Biancu, che viene anche commentata nel post sopracitato. Da leggere! Ci ha trasmesso una vera valanga di conoscenze ed energia!

Carlo Penco ha visualizzato e discusso alcune risorse da lui utilizzate spesso, tipo Del.icio.us, e altre condivise con i suoi studenti. Alcune sono riservate agli studenti/docenti, e quindi accontentiamoci di quello che abbiamo visto al seminario. Ad esempio Aulaweb dell’Università di Genova è un ambiente dove attingere risorse per lo studio. Poi i Blog, quelli dei suoi corsi, che sono: Semiosette e Fattoria della comunicazione.
Il tutto interpolato da una certa quantità di link (gentilmente inviati) che trascrivo con i suoi commenti:

Carlo, Stefano e Carola guardano lo schermo

“piccole
pubblicità per biblioteche “umane”:

http://www.youtube.com/watch?v=APWVP459BK0
L’esempio della ragazza che chiede da mangiare è una pubblicità di automobili. L’ho stoppata prima, il messaggio pubblicitario è banale: donne come automobili; non basta la bellezza; ci vuole l’intelligenza. Ma chi ha fatto il video ha avuto una buona idea a prescindere dalla banalità di fondo del messaggio; infatti gioca sull’intreccio di presupposizioni non condivise; poi mostra come l’assenza di una cultura comune porta a effetti disastrosi”

L’intervento di Carlo è stato molto stimolante, e, facendo in modo di incuriosire e coinvolgere, e anche divertire, ha affrontato alcune questioni di fondo sulla filosofia del web2.0, e non solo del web.

Stefano Vitali Su questo intervento vorrei spendere due parole. Anzitutto, per il mio interesse per gli archivi. Il seminario è nato proprio dallo scambio di qualche mail tra Stefano e me, pochi mesi fa. Poi perchè ritengo che Stefano sia uno degli archivisti di riferimento, sui temi della innovazione, sia culturale che tecnologica. Inoltre perchè la situazione degli archivi è molto diversa da quella delle biblioteche. Ha delle specificità da capire, non per farsene schiacciare, ma per una azione efficace di difesa e rilancio. Le posizioni di Stefano mi sembrano esprimere un grande equilibrio, anche nel desiderio di lanciare segnali innovativi – ma cercando di non dimenticare la situazione reale in cui ci si muove, e da dove si viene. “I servizi agli utenti basati su web2.0 consentono agli utenti di condividere, di partecipare. La comunicazione non è più solo da uno a molti, ma diviene da molti a molti. Tra i molti si collocherebbero anche le istituzioni archivistiche -cosa che non è facilmente accettabile…” Che implicazioni per le comunità archivistiche, sia di operatori che di utenti, reali e virtuali? Dopo aver commentato gli esempi, che si possono vedere nella presentazione, Stefano Vitali sottolinea il ruolo di raccordo e di contributo alla costituzione di comunità fisiche (gli eredi dei veterani nel caso della Polar Bear, gli immigrati nel caso di Moving here, gli utenti di Footnote…) oltre che di comunità virtuali. Un obbiettivo, che è quello di costruire e stringere comunità intorno agli archivi, implica che si conosca più a fondo il pubblico degli utenti, e che si usino quindi strumenti differenziati. Questo modo nuovo di avere rapporti con il pubblico dovrebbe entrare nella cultura degli archivisti.

Qualche mia riflessione

Il seminario è stato bellissimo. Non lo dico tanto per dire. E’ stato veramente qualcosa di evenemenziale. Sapete quando confluiscono le energie delle persone – tipo i ghostbusters quando fanno convergere i fasci contro il demone-cane? e si crea un campo energetico che finisce per incuriosire, attirare, coinvolgere, e alla fine addirittura entusiasmare, non tutti ma molti/e…e poi le persone continuano a parlare, a fare capannelli, a darsi appuntamenti…

A un certo punto mi sono distratta, guardando il fascio di luce del proiettore che intercettava il pulviscolo atmosferico, e ho pensato: c’è polvere d’oro nell’aria oggi!

Insomma, bellissimo. Tutto merito delle qualità degli interventi, della capacità dei partecipanti di comunicare in modo diretto al pubblico non solo le loro conoscenze, in un ambito forse nuovo e certo non semplice da trattare, ma anche punti di vista personali, anche critici o riflessivi sul magmatico web2.0. E comunque, mettere in campo un’esperienza diretta, pratica e teorica; far vedere dettagliatamente il funzionamento delle reti sociali, dei servizi e tools offerti, esprimere anche riserve – ma utilizzando nella comunicazione la grande ricchezza del web (i siti, i blog, i video, i database…e così via). Tutti gli inteventi hanno parlato di tecnologie in uno scenario culturale, e non solo tecnologico. Le trasformazioni implicano i cambiamenti nei rapporti tra le persone, mediati dalle tecnologie. Sono da capire non solo gli interessi, i progetti di gruppi di utenti ( studi di questo genere non sono più rimandabili negli archivi ), ma anche e forse, per prima cosa, i rapporti e le strutture di potere e di trasmissione culturale nel sistema degli archivi.

E qui bisogna annotare che al seminario c’erano moltissime/i bibliotecarie/i – di molti tipi di biblioteche genovesi e non solo; (Laura Malfatto e Fernanda Canepa, della Biblioteca Berio, hanno fatto sia un intervento introduttivo che nel dibattito, da cui si capiva che erano molto coinvolte e interessate ai nuovi sviluppi della biblioteconomia web). Era presente poi un certo numero di studenti e pubblico generico. Pochissimi archivisti. Ne ho contati una decina in tutto, comprendendo anche noi che abbiamo organizzato l’incontro. Ma c’erano, per fortuna, Isabella Zanni Rosiello e Linda Giuva, oltre ovviamente Stefano Vitali. Cioè persone che negli archivi hanno una voce, una presenza importante. A parte Stefano, non so cosa ne hanno tratto e ne pensano Isabella e Linda. Lo sentiremo nei prossimi appuntamenti…Linda che pensa

Negli archivi italiani, sembrerebbe, le cose si muovono a partire dal vertice. Oppure non si muovono. C’è una cultura gerarchica, dovuta ovviamente alla storia specifica dei nostri archivi, legati alle vicende delle istituzioni statali, con tutte le virtù e le perversioni che questo comporta.

Si sono dette cose molto importanti nel dibattito.
Una mi ha colpito, e la voglio riportare qui.
Il discorso delle risorse, sia umane che finanziarie, o meglio della loro mancanza, non fa che sottolineare il peso delle scelte compiute dagli individui. Indirizzare risorse in un ambito piuttosto che in un altro, verso un ruolo sociale di archivi e biblioteche piuttosto che di conservazione pura dell’esistente – può diventare una scelta decisiva per l’esistenza nel futuro, magari anche per un’esistenza più evoluta.

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