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1° marzo, sciopero degli stranieri: “Il cambiamento comincia da noi!”

Striscione Archinaute

Sciopero stranieri, Archinaute

Un bellissimo primo marzo in giallo, una grande manifestazione di almeno diecimila persone nelle stade di Genova. Come nel resto d’Italia. L’idea viene dall’Europa, quella dei popoli – che ci fa capire che ne esiste un’altra che ci sta a cuore, alla quale è bello appartenere, come diceva Rosi Braidotti, oltre quella dei banchieri o degli OGM. Chi la anima sono uomini e donne di ogni colore e di ogni età.  Italiani che hanno organizzato per mesi la manifestazione insieme alle comunità degli immigrati. Stranieri che hanno attraversato molte frontiere, e che spesso vivono qui da molti anni. Come le donne e ragazze marocchine che ci hanno raccontato momenti della loro vita, mentre insieme portavamo lo striscione

1 marzo stranieri, striscione Archinaute

dell’Associazione “Archinaute”.  Con le quali e i quali abbiamo parlato di politica e di vita quotidiana,  mentre ci si allargava il cuore nel vedere quante persone partecipavano e quanti si univano man mano al corteo. Come ha gridato un ragazzo “Il cambiamento comincia da noi!”.

Credo di si, ho la percezione di un evento di quelli che poi si ricorderanno nei libri di storia. Piccolo all’inizio, ma che mette in moto, libera una enorme quantità di energie, di desideri, di creatività, di sentimenti. Da tutto questo, dai giovani e meno giovani italiani e stranieri che hanno iniziato questo percorso, forse può venire quel cambiamento della politica che è necessario oggi in maniera così urgente, così drammatica, come testimonia la cronaca quotidiana di questi mesi e giorni.

Aggiungo link a altre belle immagini della manifestazione genovese: fotografie del Popolo Viola, video di Sergio Gibellini

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Il Popolo Viola di Genova per la difesa della democrazia e della Costituzione

Come previsto, stanno arrivando i volantini e i comunicati per le iniziative locali, in contemporanea in tutta Italia, di manifestazioni in difesa della Costituzione, come carta fondamentale della democrazia italiana.

Non pensavo che nella mia vita sarei dovuta scendere in piazza per difendere la Costituzione. Ma, vista la situazione presente, lo faccio.

Mia madre aveva due fratelli e molti cugini primi. I suoi due fratelli sono morti entrambi in guerra, uno soldato (e ha avuto una medaglia d’argento alla memoria) e il più giovane, partigiano, nelle formazioni Giustizia e libertà. A lui è intitolata una strada di Genova (via Emilio Da Pozzo). Dei cugini, un altro è morto in Russia,  e  di quelli sopravvissuti uno è stato prigioniero in Africa, un altro ferito ha passato dieci anni in sanatorio, un altro prigioniero dei tedeschi è scappato attraversando a nuoto il Golfo della Spezia…

I miei nonni materni, a cui ero affezionatissima, hanno portato per sempre il lutto e il segno della perdita dei due figli. Mia madre anche, naturalmente, e ora che ha 92 anni, guarda spesso le fotografie della loro allegra e coesa famiglia, negli anni della gioventù. Anche io a volte ho fantasticato che se avessi avuto ancora due zii, e altri cugini e cugine e  una così grande tribù, chissà che vita sarebbe stata la mia, certo diversa, chissà più felice, nessuno può dirlo.

Però, che tanti sacrifici e sofferenze, e poi tutto quello che è costato all’insieme della popolazione la guerra, il dopoguerra, e gli anni  successivi (e di tutti questi non parlo – sappiamo che anche i ’50, ’60, i ’70 non sono stati certo  anni facili), tutto questo per arrivare a questo punto?

Non si può, proprio non si può permetterlo.

Diamoci da fare.

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Web 2.0, partecipazione, politica…NO B Day

Io ci credo, e sabato lo verificheremo, che attraverso il web, soprattutto il web 2.0 con i suoi mille canali, sia possibile organizzare un grande evento politico, con pochi soldi e molto lavoro (perchè dietro il No B Day ci sono tantissim* che pestano sui tasti, che raccolgono quote, che telefonano per i pulman, che disegnano gli striscioni, insomma tutto quanto serve, e che solo le mani umane possono fare).

Ed è un evento accompagnato da una grande discussione collettiva: in ognuno dei siti e blog che partecipano ci sono centinaia, migliaia di messaggi – anche quelli stonati o contrari.
Stamattina ho seguito il Forum con Roberto Saviano su Repubblica TV .Condivido tutto quello che ha detto. Saviano è uno degli uomini più profondi, lucidi e coraggiosi che abbiamo. E non ha perso una grande umanità, anzi, le tribolazioni e sofferenze l’hanno reso ancora più sensibile alla tragedia in cui si è avvitato il nostro paese, sotto il tallone delle mafie. Voglio sforzarmi di seguire i suoi consigli: leggere, informarsi, non pensare che la lotta ai poteri criminali sia una cosa che riguarda soltanto il Sud…

Perciò bisogna andare a Roma, al NO Berlusconi Day: non è possibile che, sapendo quello che sappiamo, quest’uomo continui a governare l’Italia. Utile anche un “sunto” della situazione: scaricate e leggete le “101 domande” al “Reticente del Consiglio”: lettura veramente istruttiva, vitamine per la nostra labile memoria.

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No Berlusconi DAY

No Berlusconi Day

Sabato 5 dicembre, Roma, P.zza della Repubblica, ore 14. Manifestazione autoorganizzata via web per dire “basta!” a Berlusconi, e al suo regime, per salvare quel che resta di questo paese, ormai un mucchio di macerie sociali, morali, culturali…Porterò il mio granello di sabbia, per la democrazia, con la speranza che prima o poi torneremo a respirare finalmente liberi e libere dai miasmi velenosi di questi ultimi 15 anni.

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Due segnalazioni: donne in manifestazione, preti contrari ai diktat vaticani in assemblea

Donne: una manifestazione, che spero sarà grande e bella, il 28 novembre a Roma: una manifestazione “organizzata dalle donne e indipendente dai partiti”.

Riporto il comunicato della “Libera università delle donne”  di Milano

Motivazioni dell’adesione alla manifestazione:

-contro *l’informazione*, che ha ripreso a elencare i quotidiani omicidi di donne in famiglia come episodi di cronaca nera, dalle ragioni ‘inspiegabili’;

-contro le *istituzioni*, che non hanno stanziato i finanziamenti, nè avviato le politiche necessarie a una azione culturale ed educativa sul rapporto tra i sessi, che dovrebbe partire dagli asili nido, per investire tutti i livelli di scuola e i corpi sociali (forze dell’ordine, carceri, ospedali, ecc.);

-contro il *maschilismo di Stato*, che trova nel Presidente del Consiglio un esponente sfrontato e patetico, fino al punto da scambiare sesso con cariche politiche;

-contro l’*ipocrisia* di chi oggi grida giustamente contro l’uso degradante del corpo delle donne nei media, ma tace sulla messa sotto silenzio dell’unica cultura, quella prodotta dal movimento delle donne, che avrebbe potuto diffondere modelli diversi di femminilità e di relazione tra i sessi;

-contro la *prevaricazione sessista*, che si esprime attraverso il monopolio maschile delle scelte che contano, conseguito senza esclusione di colpi in tutti i settori dello spazio pubblico;

-contro l’**irresponsabilità*** di un sistema, patriarcale e capitalistico, che continua ad addossare alle donne la responsabilità del vivere, come se il lavoro di cura e il lavoro domestico, necessari alla riproduzione sociale, fossero una ‘naturale’ funzione femminile, da risolvere nel privato.

-come ***tappa ***in un contesto di azioni di visibilità nello spazio pubblico per una *campagna duratura contro la violenza sessista*, *omofobica, transfobica*,dandoci il compito del confronto e della ricerca di iniziative adeguate.

Maria Grazia Campari, Lea Melandri, Anita Sonego

Associazione per una Libera Università delle Donne di Milano

Preti: da Micromega traggo una notizia interessante, si terrà a Roma  il 23 ottobre presso la Comunità di base di San Paolo un’assemblea, promossa da quattro sacerdoti che si sono opposti insieme ad altri 41 ai diktat vaticani sul “fine vita”, al tempo della tristissima e violentissima polemica contro i poveri Eluana e Beppino Englaro, perciò vengono puniti dalla gerarchia vaticana.  Sono don Mazzi, don Farinella, don Garofalo e Dom Franzoni. Mi pare importante che ci sia una presa di posizione, di questi tempi sempre più frequente e coraggiosa, di queste figure molto conosciute, che hanno ascolto e influenza.

Ecco l’articolo di Micromega



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L’estate che sta finendo

Cosa ricorderò di questa estate che lentamente, tra siccità e temporali, si avvia alla fine? Se potrò rileggere il blog (chissà, su internet archives o un suo successore…) o in qualche dvd -o succedaneo- in cui l’avrò memorizzato (già, ma per ora non mi è venuta voglia di farlo…), bè, sicuramente cercherò di ricordare la bella vacanza in montagna, con i nipoti scatenati e anche, miracolo, qualche giorno da sola, alla riscoperta di tempo vuoto e lungo e di poter leggere libri anche di giorno! Poi il viaggio al Trasimeno, strani paesaggi di lago, non ci sono abituata: per me l’acqua è il mare, l’oceano anche, ma il lago mi ha stupito. rimessa barcheIl Simposio di Zapruder è stato interessante- storia e media, soprattutto televisione e cinema, ma anche romanzi e altro. Poi Mantova, Festivaletteratura. Solo una scappata, in cui sono riuscita a ascoltare solo Nadine

Festivaletteratura

Festivaletteratura

Gordimer, grande, e un gruppo di scrittrici e scrittori africani, con nuove prospettive sulla letteratura postcoloniale. In un altro incontro è stato presentato il progetto di costituzione dell’Archivio del Festival. Se riesco, ne parlerò meglio in un prossimo post.
Ora mi attendono giorni intensi.
Il 19 c’è la manifestazione a Roma. Non posso andarci, ma il mio spirito sarà presente, perchè non è la solita manifestazione, questa qui proprio ci vuole, ci vuole anche una massiccia presenza di donne, non solo a sostegno delle giornaliste dell’Unità, ma proprio a nome nostro, di tutte quelle che odiano la telecrazia tette-e-culi e labbroni (Youtube, “il corpo delle donne”, splendido), odiano il malefico telecrate puttaniere e non vedono l’ora che si tolga dalle palle. Anche se al peggio non c’è mai …Fini!

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Gelmini e Legge 133: manifestazione di Genova

paesegiovani

paese non per giovani

genova 30/10/08

genova 30/10/08

gelminbidracula1

gelmini

Domani ci sarà a Roma la manifestazione nazionale dell’Onda e della CGIL e Uil sulla scuola, di cui tutti e tutte sapete tutto, quindi non mi dilungo. Voglio solo segnalare l’intervento del collettivo universitario Figliefemmine di Bologna, che da’ una lettura femminista della lotta in corso contro la 133. Qui il loro post sul Serverdonne. E ora qualche foto della splendida manifestazione genovese del 30 ottobre scorso. Trentamila persone, non solo giovani. Che poi hanno continuato tutti i giorni a fare cose, lezioni all’aperto, lezioni per bambini, cortei, interventi, letture pubbliche, occupazioni…insomma, ci credono, sono bravi/e, tenaci, saggi/e. Ci sono anche docenti con loro, maestre, ricercatori, precari/e, cittadini/e interessati, facce note e sconosciute. Veramente un sacco di gente. Che la forza sia con noi…

contro l'ignoranza
ignoranza2

tagli

mariuccia-maestra

una maestra

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ricerca pubblica

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La Gelmini non fa bene ai bambini

Fotografie della manifestazione di questa mattina a Genova, contro la “controriforma” Gelmini e tutto il resto. Hanno partecipato maestre, genitori e bambini sia della materna che delle elementari, e un bel nmanifestazione anti Gelminiumero di studenti universitari. Abbiamo rivisto amici, vicini di casa, vecchi compagni e compagne che lavorano nella scuola. Ogni giorno si registra un attacco ai “beni comuni”, sempre più becero e squallido. Ieri la scuola e le “classi differenziali” per i bambini immigrati, oggi contro la riduzione dei gas serra…di tutto questo ben scrive  dettagliatamente Femminismo-a-Sud
Già. Ci vorrebbero divisi, zitti, e se non zitti, morti.

Non sarà facile riuscire a difendere tutti questi beni, materiali, immateriali e di conquiste culturali e civili (tra le poche durature di cui ci possiamo vantare, noi, la generazione degli anni ’60) da questi attacchi frenetici e anche un po’ deliranti; il nano con la cuffia in testa continua a dire che il tempo pieno sarà raddoppiato:  ma la scuola al pomeriggio serviva a imparare, non a parcheggiare i bambini in attesa che i genitori tornino dal lavoro. E poi, chi lo farebbe? La maestra “unica” già distrutta dalle cinque o sei ore mattutine? siete mai stati in un asilo o in una scuola elementare all’ora di pranzo, avete mai misurato i decibel durante la ricreazione? roba da mettersi le cuffie come per il compressore dei lavori stradali.  Ne vedremo delle belle. E non è che l’inizio: l’autunno è appena cominciato!

bambini

Ps. Oggi 18/10.
Segnalo il posti-it di Giuliano Galletta sul Secolo XIX di oggi:

Gasparri: «Speriamo che
i bambini portati alle
manifestazioni da dei
cattivi genitori diventino
in futuro dei buoni
cittadini». Speriamolo.
Per lui, invece, temo che
non ci sia più speranza.

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8 marzo, quest’anno è diverso…mi ricorda quelli di una volta…

1976 marzo. Genova, manifestazione femminista Ma invece è diverso perchè ci sono tante donne nuove in giro per le piazze d’Italia.

Aggiungo qualche link verso situazioni che organizzano “cose” per l’otto marzo.
Merita secondo me una segnalazione (per la buona volontà, come dicevano le maestre di una volta nei confronti di scolari zucconi, ma volenterosi…) la serie di iniziative di alcuni Archivi di stato
E’ vero che molte delle manifestazioni in questione sono mostre documentarie che parlano delle donne nei secoli passati. Ma in qualche caso si arriva anche al ‘900, con figure di donne politicamente impegnate (Archivio della Spezia), o a temi attuali come la prostituzione (Napoli). A Roma, sia l’Archivio Centrale che quello di Roma organizzano iniziative di spessore culturale e politico. Beh, speriamo bene. Che sia un buon segno? Bisogna rilevare che gli archivi che hanno più chances sono quelli in cui si è costituita una sinergia con associazioni di donne che si occupano anche di memoria “di genere”: Firenze, Roma, Mantova, Napoli e qualcun altro (le associazioni sono citate nel sito dei Beniculturali linkato sopra).

Anche Visionpost, uno dei più autorevoli magazine online sulle nuove webtecnologie, commenta cosa succede per l’otto marzo e rilancia siti utili. E più o meno tutti, blog, siti e giornali cartacei passano in rassegna le più svariate iniziative…

Devo dire che quest’anno mi pare di cogliere un’atmosfera diversa. Ci saranno anche gite in pizzeria e nei locali, non voglio certo colpevolizzare quel po’ di voglia di far festa con le amiche.

Ma si svolgeranno decine e decine di manifestazioni, all’insegna della lotta e dell’autodeterminazione delle donne.

Riporto qui ciò che scrivono le donne della Casa Internazionale di Roma, e il loro consorzio di associazioni AFFI, perchè mi pare utile, condivisibile e sensato in un momento in cui la chiarezza è importante, ma anche la capacità di fare rete con tutte le forze disponibili, ciascuna nella specificità del suo percorso storico :

Corteo dell’assemblea romana di lesbiche e femministe contro la violenza maschile
(L’Assemblea, che, lo ricordo, non parteciperà alla manifestazione indetta dai tre sindacati, ma a una manifestazione autogestita in Piazza Navona la sera del 7 marzo, scrive alle amiche del sindacato le sue motivazioni)
“Care amiche, questo 8 marzo sarà un 8 marzo speciale per tutte le donne. Non solo perché questo storico giorno compie 100 anni, cosa di grande importanza e che sta al centro della manifestazione promossa dalle tre organizzazioni sindacali, ma perché la ripresa dell’iniziativa delle donne, di cui la manifestazione del 24 contro la violenza sessista è stato il punto culminante, ridà forza e significato alle parole autonomia e autodeterminazione delle donne e segna un nuovo protagonismo in un contesto di attacchi clericali e ideologici incredibili.

Per questo la Casa internazionale delle Donne ritiene che oggi sia quanto mai importante rimettere al centro della politica contenuti chiari e forti rispetto a scelte che riguardano la vita delle donne ma anche e soprattutto la rivendicazione delle donne di agire in prima persona e di portare nei luoghi (pubblici e privati) il segno della propria autonomia.

L’Autonomia per noi non significa né autoreferenzialità, né contrapposizione a pratiche e iniziative di altre realtà ma coraggio di affermare un punto di vista senza mediazioni a priori, specie se si parla di qualcosa che tocca i corpi oltreché i diritti e la dignità delle donne.

Sono state e sono tante le battaglie e le lotte che hanno visto insieme donne dei movimenti femministi e donne del sindacato. Ci sono state e ci sono pratiche importanti nel mondo del lavoro che sentiamo fare parte della storia di noi tutte. Ci sono oggi questioni e problemi nuovi che toccano in particolare le nuove generazioni di donne colpite più di altre dall’estensione di una dimensione di precarietà che non riguarda solo la sfera del lavoro ma l’intera vita. Ci sono diritti che passano attraverso il riconoscimento pieno delle diversità. Ci sono nuove dimensioni di welfare da costruire a misura di donne in carne e ossa. Quello che a noi interessa sopra ogni cosa è stabilire terreni e ricercare occasioni di confronto con voi e con le altre donne su questi temi, privilegiando percorsi e modalità che passano attraverso la relazione tra donne”.

AFFI. Consorzio Casa Internazionale delle Donne

Se volete, leggete nel sito della Casa Internazionale delle donne la risposta delle donne dei sindacati.

Buon otto marzo a tutte!

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Né partito, né marito…

Genova,8 marzo 1978 Scritta con la vernice su un marciapiede, in una piazza italiana. Ieri a Roma? No, a Genova, 29 anni fa. Non si legge bene? La trascrivo: “Né partito, né marito, né padroni, né coglioni. Capito!?”
Capito? Chissà. Qualcuno sì, di sicuro. Molti no, non capiscono e non capiranno. Perciò, oltre che spiegare, discutere, confrontarci, ascoltare, aiutare, interpretare e così via, cosa che sappiamo fare e abbiamo fatto benissimo in questi trenta anni, dicesi TRENTA ANNI, ebbene, mi va benissimo che ieri la manifestazione contro la violenza degli UOMINI sulle donne fosse fatta da SOLE DONNE. E incazzate pure, specie le più giovani, quelle che ogni giorno sono il bersaglio nel campo di tiro. E politicizzate pure, noi che avevamo paura che le figlie e le nipoti non considerassero la politica femminista cosa che le riguardasse. E se le ministre non le hanno prese sul serio, male, per loro ministre; non è stata una manifestazione come tutte le altre, dove puoi andare e “metterci su il cappello”, con un riflesso automatico che però denota comprensione zero, sensibilità sottozero per la situazione in cui sei, per ciò che è stato detto e ribadito dalle organizzatrici. E poi, ciliegina sulla torta, in una manifestazione dove si è scelto di non fare nessun comizio finale, il “passaggio” televisivo de La 7 ve lo potevate proprio risparmiare…abbiamo visto qui a Genova, durante la manifestazione del 17 novembre scorso sui fatti del G8, lo spettacolo penoso de La7, con Elisabetta Gardini che, non potendo commentare incidenti o violenze che non c’erano, costernata non sapeva assolutamente cosa dire… e in piazza, proprio la piazza De Ferrari, la piazza del giugno ’60, la piazza dell’antifascismo e delle manifestazioni operaie, come ha detto don Andrea Gallo – bè, lì politici non ce ne erano, nemmeno uno: solo due preti sui generis hanno preso la parola, davanti a una marea di decine di migliaia di ragazzi e ragazze. E quelle ragazze, molte, sono tornate poi in piazza a Roma. Con quale fiducia, con quale opinione verso i politici locali ma anche nazionali, ministri, ministre, che ancora una volta hanno mancato l’appuntamento ?

Il femminismo non è un vestito a fiori che tiri fuori dall’armadio, che fa tanto “vintage”. No care – se il giorno prima il governo di cui siete ministre vota il “pacchetto sicurezza” : repressione, espulsione di romeni, sgombro campi nomadi. Ma non le avete lette voi ministre, le statistiche? Confermava stasera la magistrata Anna Canepa, il 70 per cento della violenza avviene nelle relazioni familiari, amicali, parentali. E allora, non sarà che per cambiare la situazione non occorrono solo più poliziotti, più espulsioni di “stranieri” … Occorre che le donne tirino fuori tutta la loro forza, la serietà, anche la rabbia, che la rovescino sul tavolo della politica, della società, anche delle microsocietà in cui viviamo la vita di tutti i giorni. E se ogni tanto bisogna rovesciare anche il tavolo, per farsi sentire, beh, mi pare un male, tutto sommato, minore.

26/11. Post scriptum. Io non ero alla manifestazione, magari c’ero solo in spirito, ma le ossa sono rimaste qui. Perciò mi sorprende di essere così in sintonia con quello che ha scritto LeaMelandri, che leggo solo adesso. Ve lo linko qui.

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