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my way

Una domenica di maggio. Abbastanza calda, quasi afosa. Il mare, qui in Liguria, è calmo.

Quanta gente oggi ha rimandato indietro Maroni in Libia? Quante persone affogheranno oggi nel Canale di Sicilia? quanti si imbarcheranno con ogni mezzo dalle coste dell’Africa e del Medio oriente, senza sapere che non riusciranno ad arrivare, che rischiano la vita, anche quella dei neonati e bambini che le madri non possono abbandonare?

migranti per la Merica, 1900

migranti per la Merica, 1900

Leggo dei commenti di lettori del “Corriere” ai proclami di Berlusconi: “l’Italia non sarà multietnica…non accetteremo chiunque come la sinistra…”

Alcuni approvano. Bene bravi, buttateli a mare. Delinquenza, sicurezza ecc. E poi il colmo: bisogna far rispettare le leggi. Penso siano gli stessi che assumono badanti e colf in nero. Che non pagano le tasse. Che portano i loro capitali a San Marino, oppure alle Barbados. Oppure non hanno capitali, magari sono operai in cassa integrazione. Ma la colpa è dei “clandestini”.

C’è ancora qualcuno che parli e pensi di capitalismo, di multinazionali (anche italiane) che prosciugano l’Africa delle sue risorse (il motivo principale per cui ci sono i migranti) e chiudono le fabbriche in Europa? che è un sistema integrato e globale in cui la vita umana, di qualunque colore sia la pelle, vale solo se produce profitto? non illudiamoci che essere bianchi ed europei ci metta al riparo: non ha salvato i 7 operai della Thyssen, non salverà nessuno.

Si, qualcuno c’è: lo leggo nei blog, su alcuni giornali, in alcune forze politiche che se smettessero di litigare forse potrebbero mettersi a ricostruire qualcosa da queste macerie.

Altro che barconi di clandestini. Siamo noi, i clandestini,  in questo paese che sta tornando indietro o andando verso una nuova barbarie. Allegramente, a colpi di spot, reality, tette-e-culi, pettegolezzi, barzellette razziste, capelli trapiantati e posti a sedere per i lombardi.

Anche io, come Roberta, voglio scendere

Oggi le rose in giardino e il caldo che finalmente sta arrivando non mi sollevano dalla depressione. E anche Mina, in questa meravigliosa esecuzione di My Way, mi fa quasi piangere. Come riusciremo ancora a far qualcosa “a modo nostro”?

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Stiamo ritornando alle “leggi razziali”? e che cavolo fa il PD? guarda dall’altra parte???

Attraverso la lista di discussione “Lilith” ricevo un messagio a dir poco sconvolgente. Lo pubblico qui, e lo faccio proseguire a vari amici e amiche, giornali e giornalisti. Non si può rimanere in silenzio!

Oggi ho ricevuto una lettera da parte di un caro amico, Giorgio Bezzecchi.
Giorgio Bezzecchi è vice-presidente nazionale dell’Opera Nomadi e da anni lavora per la promozione sociale, politica e culturale dei rom a Milano.
La sua famiglia vive in un campo a Milano, il padre è stato deportato in un campo di concentramento, a cui fortunatamente è sopravvissuto. Il nonno, deportato in un altro campo non è sopravvissuto. Domani [il 6 giugno] tutta la sua famiglia sarà fotografata e schedata, conformemente alle attuali decisioni del Prefetto che prevedono un rilevamento completo di tutti i rom residenti nel territorio milanese. E‘ stato deciso un rilevamento di identità da parte della polizia su base esclusivamente etnica.
Credo che la sua e.mail debba essere letta e ragionata.
Per inviare messaggi di solidarietà è importante scrivere sia all’indirizzo dell’opera nomadi di Milano, sia della cooperativa Romano Drom, di cui Giorgio è presidente.
mailto:segreteria@operanomadimilano.org
mailto:ROMANDROM@libero.it
Un saluto molto cordiale,
Tommaso Vitale

Testo della lettera di Giorgio Bezzecchi (Rom-medaglia d’oro al valor civico):

Milano, 5 giugno 2008-06-05
Oggetto: Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina, presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzechi).

Sono passati sessant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista “La difesa della razza“di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di “internamento degli zingari italiani” in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41), quei “campi del Duce” di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.
“RICORDARE PER NON DIMENTICARE”
Sono passati sessant’anni, ma le preoccupazioni, la percezione del pericolo, I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI. E’ agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano. Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani. NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata
VERGOGNA!.…….
Mi appello alla società civile, chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi………….voci dal silenzio……..
Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazi-fascista con l’internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia)……………..mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino…………….
VERGOGNA! MI VERGOGNO, IN QUESTO MOMENTO, DI ESSRE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO……………..
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia, di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani…………………………
Milano,05/06/2008
Rag. Giorgio Bezzecchi
(Rom-medaglia d’oro al valor civico)


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