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Umberto Bindi: 500 brani inediti meravigliosi

E’ vero che gli archivi fanno notizia solo se “ritrovati”, “scoperti” oppure”nascosti”, “segreti” e via favoleggiando…

Però questa volta è assolutamente vero: c’è un grande tesoro, ed è stato riportato alla luce da un lungo e paziente lavoro.

La sera del 30 settembre, a Genova, Palazzo Ducale, Sala del maggior Consiglio ore 21, in una manifesta zione intitolata “Tanto per scrivere” verranno presentati 18 dei brani e canzoni inediti di Umberto Bindi, uno dei più grandi musicisti italiani del secolo scorso, che ha ispirato i Beatles e tutta la canzone d’autore. Emarginato da vivo perchè omosessuale.  Qualcuno oggi stenta a crederlo? (pensando ai trionfi dei cantanti pop e ai miliardi accumulati da Elton John e molti altri). E invece quella era l’Italia democristiana,  di Sanremo, della Tv di Agnes/Vaticano. Ecc Ecc. Quella che trova ancora adesso molti nostalgici che la rimpiangono…

E’ storia, ragazzi. Però qualcosa si è salvato, dell’opera enorme di Bindi, e qualcosa ci è arrivato grazie anche a Giampiero Alloisio e al suo rispetto, amore e conoscenza non solo della musica, ma del contesto in cui è nata.

E’ un evento che ci restituisce anche, oltre al piacere e l’emozione della musica, anche il senso vero dell’espressione “a cosa serve un archivio”. E non è poco.

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my way

Una domenica di maggio. Abbastanza calda, quasi afosa. Il mare, qui in Liguria, è calmo.

Quanta gente oggi ha rimandato indietro Maroni in Libia? Quante persone affogheranno oggi nel Canale di Sicilia? quanti si imbarcheranno con ogni mezzo dalle coste dell’Africa e del Medio oriente, senza sapere che non riusciranno ad arrivare, che rischiano la vita, anche quella dei neonati e bambini che le madri non possono abbandonare?

migranti per la Merica, 1900

migranti per la Merica, 1900

Leggo dei commenti di lettori del “Corriere” ai proclami di Berlusconi: “l’Italia non sarà multietnica…non accetteremo chiunque come la sinistra…”

Alcuni approvano. Bene bravi, buttateli a mare. Delinquenza, sicurezza ecc. E poi il colmo: bisogna far rispettare le leggi. Penso siano gli stessi che assumono badanti e colf in nero. Che non pagano le tasse. Che portano i loro capitali a San Marino, oppure alle Barbados. Oppure non hanno capitali, magari sono operai in cassa integrazione. Ma la colpa è dei “clandestini”.

C’è ancora qualcuno che parli e pensi di capitalismo, di multinazionali (anche italiane) che prosciugano l’Africa delle sue risorse (il motivo principale per cui ci sono i migranti) e chiudono le fabbriche in Europa? che è un sistema integrato e globale in cui la vita umana, di qualunque colore sia la pelle, vale solo se produce profitto? non illudiamoci che essere bianchi ed europei ci metta al riparo: non ha salvato i 7 operai della Thyssen, non salverà nessuno.

Si, qualcuno c’è: lo leggo nei blog, su alcuni giornali, in alcune forze politiche che se smettessero di litigare forse potrebbero mettersi a ricostruire qualcosa da queste macerie.

Altro che barconi di clandestini. Siamo noi, i clandestini,  in questo paese che sta tornando indietro o andando verso una nuova barbarie. Allegramente, a colpi di spot, reality, tette-e-culi, pettegolezzi, barzellette razziste, capelli trapiantati e posti a sedere per i lombardi.

Anche io, come Roberta, voglio scendere

Oggi le rose in giardino e il caldo che finalmente sta arrivando non mi sollevano dalla depressione. E anche Mina, in questa meravigliosa esecuzione di My Way, mi fa quasi piangere. Come riusciremo ancora a far qualcosa “a modo nostro”?

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Le mondine 2.0, di madre in figlia

Nel girovagare per il web, mi sono imbattuta nel blog delle Mondine 2.0, e non ho potuto lasciarlo finchè non ho visto i video e ascoltato le canzoni, e il loro bellissimo ” Manifesto“. La musica giovane dei Fiamma Fumana, il coro delle mondine, (che mi ha fatto venire i brividi. Ricordate la scena del coro dell’Armata Rossa in “La tregua”?), beh, la musica e il canto fanno questo. Abbattono ogni barriera, tirano fuori i ricordi e le emozioni più lontane.
Quante volte, da giovane ma anche da meno giovane, avrò cantato ” Son la mondina, son la sfruttata…”? e talvolta anche in modo ironico, o caricaturale. Quando i miei figli rompevano. Quando non avevo voglia di fare qualcosa di noioso o pesante. Ma certe volte me la cantavo per me, perchè magari mi ricordava lunghi viaggi in treno per manifestazioni, e cori per far passare il tempo e per non bisticciare troppo sulla politica…

E’ passato molto tempo. Ma sentite la bellissima voce solista della giovane cantante dei Fiamma come duetta con il coro, come il coro delle mondine la solleva e rilancia…non c’è da stupirsi se stanno girando il mondo in concerto!

E tutto questo è possibile perchè c’è il web, e soprattutto perchè persone di diverse generazioni (come raccontano i protagonisti/e di questa straordinaria esperienza), si sono incontrati e hanno prodotto la scintilla creativa, dando ognuna/o con il suo contributo. Il web, sopratutto il nuovo web, mette in relazione le persone, offre strumenti – ma sono le persone che creano, che ricordano, che fanno società.

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