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Roma, iniziativa di Archivia, archivio e biblioteca delle donne

Sono molto felice di segnalare questa bella iniziativa di Archivia. Colgo l’occasione per salutare e abbracciare le amiche che con il loro lavoro di anni hanno organizzato l’archivio e la biblioteca della Casa internazionale delle donne – con le preziose memorie di anni di lotte e trasformazioni, di pensieri e di immagini di migliaia di donne…
Mercoledì 23 Aprile 2008 ore 18,00
Casa Internazionale delle Donne – Via della Lungara, 19 – Roma

ARCHIVIA invita alla presentazione dell’opera multimediale

1945–2005 ROMA, CITTÀ DELLE DONNE – LA TRASFORMAZIONE DELLA SOCIETÀ CIVILE A ROMA E NEL LAZIO IN 60 ANNI DI IMMAGINI

Intervengono:
Ines Valanzuolo, Presidente di Archivia
Fiorenza Taricone, Docente Università di Cassino
Linda Giuva, Docente Università di Siena
Giovanna Olivieri, Ideatrice e curatrice del progetto multimediale
Serena Ghisalberti, Responsabile Ufficio Attività Istituzionali Fondazione Roma
Donato Tamblé, Soprintendente Archivistico del Lazio

Poco rappresentate, piccole storie nella Storia, ma comunque presenti nelle tappe della modernizzazione del Paese dal dopoguerra ad oggi, le donne hanno via via conquistato un’orgogliosa rivalutazione di sé – che fa nascere l’idea che
possono decidere da sole – e una forte visibilità come soggetto sociale.
Fra le piccole storie – in attesa di un riposizionamento della storiografia attuale, accademica o no, – abbiamo voluto raccontare, a partire dal materiale fotografico e dalle riviste conservate in Archivia, la storia delle donne a Roma dal 1945.
Il prodotto multimediale che ne è scaturito – realizzato grazie al contributo finanziario della Fondazione Roma – sarà presentato il 23 aprile 2008 alle ore 18
alla Casa Internazionale delle Donne,
Via della Lungara 19 – Roma.

IL PRODOTTO MULTIMEDIALE, DESTINATO IN PRIMIS A BIBLIOTECHE, SCUOLE E ISTITUZIONI CULTURALI SARA’ DISTRIBUITO AL TERMINE DEL’INCONTRO.

Archivia tel 06 6833180 – 06 68401720
http://www.casainternazionaledelledonne.org


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Archiviato in archivi, memoria

Né partito, né marito…

Genova,8 marzo 1978 Scritta con la vernice su un marciapiede, in una piazza italiana. Ieri a Roma? No, a Genova, 29 anni fa. Non si legge bene? La trascrivo: “Né partito, né marito, né padroni, né coglioni. Capito!?”
Capito? Chissà. Qualcuno sì, di sicuro. Molti no, non capiscono e non capiranno. Perciò, oltre che spiegare, discutere, confrontarci, ascoltare, aiutare, interpretare e così via, cosa che sappiamo fare e abbiamo fatto benissimo in questi trenta anni, dicesi TRENTA ANNI, ebbene, mi va benissimo che ieri la manifestazione contro la violenza degli UOMINI sulle donne fosse fatta da SOLE DONNE. E incazzate pure, specie le più giovani, quelle che ogni giorno sono il bersaglio nel campo di tiro. E politicizzate pure, noi che avevamo paura che le figlie e le nipoti non considerassero la politica femminista cosa che le riguardasse. E se le ministre non le hanno prese sul serio, male, per loro ministre; non è stata una manifestazione come tutte le altre, dove puoi andare e “metterci su il cappello”, con un riflesso automatico che però denota comprensione zero, sensibilità sottozero per la situazione in cui sei, per ciò che è stato detto e ribadito dalle organizzatrici. E poi, ciliegina sulla torta, in una manifestazione dove si è scelto di non fare nessun comizio finale, il “passaggio” televisivo de La 7 ve lo potevate proprio risparmiare…abbiamo visto qui a Genova, durante la manifestazione del 17 novembre scorso sui fatti del G8, lo spettacolo penoso de La7, con Elisabetta Gardini che, non potendo commentare incidenti o violenze che non c’erano, costernata non sapeva assolutamente cosa dire… e in piazza, proprio la piazza De Ferrari, la piazza del giugno ’60, la piazza dell’antifascismo e delle manifestazioni operaie, come ha detto don Andrea Gallo – bè, lì politici non ce ne erano, nemmeno uno: solo due preti sui generis hanno preso la parola, davanti a una marea di decine di migliaia di ragazzi e ragazze. E quelle ragazze, molte, sono tornate poi in piazza a Roma. Con quale fiducia, con quale opinione verso i politici locali ma anche nazionali, ministri, ministre, che ancora una volta hanno mancato l’appuntamento ?

Il femminismo non è un vestito a fiori che tiri fuori dall’armadio, che fa tanto “vintage”. No care – se il giorno prima il governo di cui siete ministre vota il “pacchetto sicurezza” : repressione, espulsione di romeni, sgombro campi nomadi. Ma non le avete lette voi ministre, le statistiche? Confermava stasera la magistrata Anna Canepa, il 70 per cento della violenza avviene nelle relazioni familiari, amicali, parentali. E allora, non sarà che per cambiare la situazione non occorrono solo più poliziotti, più espulsioni di “stranieri” … Occorre che le donne tirino fuori tutta la loro forza, la serietà, anche la rabbia, che la rovescino sul tavolo della politica, della società, anche delle microsocietà in cui viviamo la vita di tutti i giorni. E se ogni tanto bisogna rovesciare anche il tavolo, per farsi sentire, beh, mi pare un male, tutto sommato, minore.

26/11. Post scriptum. Io non ero alla manifestazione, magari c’ero solo in spirito, ma le ossa sono rimaste qui. Perciò mi sorprende di essere così in sintonia con quello che ha scritto LeaMelandri, che leggo solo adesso. Ve lo linko qui.

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