Archivi tag: archivi

L’addio alla professione di Archivista di Richard J. Cox. :

https://readingarchivestheacademy.wordpress.com/2017/07/21/farewell-to-aeri-or-last-words-on-the-archival-mission/

 

Tutto da leggere, e rileggere anche i suoi post meno recenti sul suo blog. Vorrei che ci fosse anche qui da noi, chi fa tesoro del suo appello, sopratutto nel comprendere che il campo della memoria è sempre un campo di battaglia tra prove e manipolazioni, e che per raggiungere una “verità” fattuale bisogna accettare che essa sia sempre provvisoria, multipla, contraddittoria e complessa. Ciò non giustifica comunque chi, dotato di pubblica autorità, nasconde, manipola, distrugge documenti storici (in Italia sono molti anni che si attende un decente “verità” sulle stragi fasciste e di stato degli anni Settanta -che hanno fatto più morti e feriti di tutti gli omicidi perpetrati dai gruppi armati della sinistra extraparlamentare, e sono state compiute, cosa molto più grave, con la complicità di apparati deviati dello stato). La battaglia di Cox e degli altri “guerrilla archivists” è contro la distruzione, in atto dall’amministrazione Trump, per salvare i documenti relativi al cambiamento climatico, all’importanza della prevenzione per la salute pubblica, ecc. Molti archivisti professionali hanno aderito al movimento, in alleanza con comunità e gruppi di cittadini; Cox , con una immagine efficace, richiama le figure dei monaci medioevali che ricopiavano di nascosto i testi classici “proibiti” dalla Chiesa, salvandoli dall’oblio e dalla distruzione. Certo che il mestiere archivistico, specie per i pubblici dipendenti, si arricchisce di sfide nuove e molto interessanti…si saprà coglierele?

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Archiviato in archivi, media, ribellarsi è giusto

EFFE, archivio virtuale sul web

Bellissima realizzazione!
effe, rivista femminista

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Archiviato in archivi, femminismo, media, memoria

Roma, Tavola rotonda: Archivi delle donne. Prospettive, problemi, sfide

                                  Giovedì 23 aprile 2015, ore 17.00

 Tavola rotonda

 Archivi delle donne. Prospettive, problemi, sfide

 a partire dal volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco

 Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti

Centro Studi Piemontesi, 2014

Intervengono

Gabriella Nisticò, Paola Novaria, Silvia Trani, Manola Ida Venzo

Coordina

Elena Petricola

 

Biblioteca di storia moderna e contemporanea – Palazzo Mattei di Giove

Via Michelangelo Caetani 32 – Roma

Per informazioni: tel. 0668281739 – b-stmo.info@beniculturali.it  – www.bsmc.it

 

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Comunicato stampa

 

Giovedì 23 aprile alle ore 17.00, in collaborazione con la Casa Internazionale delle donne,Archivia e la SIS (Società Italiana delle Storiche), presso la Biblioteca di storia moderna e contemporanea (Palazzo Mattei di Giove – Via Michelangelo Caetani 32, Roma), si terrà una tavola rotonda sul tema Archivi delle donne. Prospettive, problemi, sfide, a partire dalla pubblicazione del volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti, Centro Studi Piemontesi, 2014. Intervengono: Gabriella Nisticò,Paola Novaria, Silvia Trani, Manola Ida Venzo. Coordina: Elena Petricola.

 

L’Archivio delle Donne in Piemonte, come altre iniziative ed esperienze analoghe, è nato dal riconoscimento del valore collettivo della storia delle donne e dalla necessità di conservarne la memoria, bene comune per il territorio. Il volume a cura di Paola Novaria e Caterina Ronco Archivi delle donne in Piemonte. Guida alle fonti fa parte della collana “Archivi e Biblioteche in Piemonte”, promossa dall’amministrazione regionale in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi, e propone l’elenco di tutti gli archivi di singole donne e associazioni femminili del Piemonte; ad ognuno di essi è dedicata una scheda con collocazione e contenuti.

 

Indice: Presentazione. Eugenio Pintore, Gli archivi delle donne: una ricchezza di genere. Dimitri Brunetti, Prefazione. Daniela Caffaratto, Prefazione. Elena Petricola, Per Caterina Ronco, Archivi delle donne in Piemonte. Un incrocio di mappe e di sguardi. Archivio delle Donne in Piemonte, Considerazioni archivistiche a margine di un censimento di fondi. Linda Giuva, Non solo polvere. Soggettività e archivi. Paola Di Cori. Guida alle fonti per la storia delle donne in Piemonte.

Completano l’opera una ricca bibliografia (suddivisa in Archivi, fondi, inventari; Memorialistica; Studi e ricerche) e gli indici dei nomi di persona e dei nomi di associazioni, gruppi e movimenti.

 

La recente pubblicazione del volume ha offerto lo spunto per un confronto sui luoghi di documentazione archivistica per la storia di genere in Italia.

Al dibattito parteciperanno Gabriella Nisticò, presidente di ARCHIVIA (Roma), Elena Petricola, storica, co-delegata dell’Archivio delle Donne in Piemonte, Paola Novaria, responsabile dell’Archivio storico dell’Università di Torino, Silvia Trani, archivista, specialista di archivi militari, Manola Ida Venzo, funzionaria dell’Archivio di Stato di Roma.

1 Commento

Archiviato in archivi, convegni, femminismo

Incontro a Bologna 2. Continua dal post precedente

Sempre sperando in una messa in rete della registrazione video degli interventi, passo a quello di Paola Di Cori, non perché non siano stati belli e interessanti quelli di Annamaria Tagliavini e Serena Sapegno (autrici di Babyboomers ), e quello di Marzia Vaccari, che ha illustrato come attraverso la ricerca in rete, con Cercatrice, a differenza che con altri browser, si possa “raccontare la storia del femminismo” senza incappare  in “falsi positivi”, quando non veri e propri siti pieni di bufale menzogne e anche insulti…

L’intervento di Paola Di Cori è una specie di controcanto rispetto a quello di Anna Rossi Doria, e perciò mi sembra importante cercare di ricordare i concetti principali. Almeno, quelli che sono riuscita ad annotare.

“Nel tempo, cambiano i significati attribuiti alle parole (vedi Femministe a parole ). E’ importante raccontare e trasmettere, contro la narrazione egemonica che si presenta come un edificio autoreferenziale. Parole chiave: asincronia e archivio. Abbiamo  bisogno di una grande narrazione del femminismo, ma non come negli anni Settanta, Ottanta, chiusa e autoreferenziale. Bisogna trovare gli intrecci con sessualità, razza e razzismo, politica, donne non-femministe…esperienze corporali, visuali…ciò che subito appare chiaro e nitido, poi si offusca…ordine e disordine si scambiano le parti. Per rendere riconoscibili le esperienze, non dobbiamo lasciare le cose in stato di quiete…

Asincronia: “femminismo” non ha una continuità immediata con il presente. Dissidio, frizione, trasformazione. Asimmetria della memoria. Diversa disposizione nello spazio e nel tempo. (Fattori di cambiamento) come media, informatica, crisi economica… nomi come Freud, Benjamin, Nicole Loraux , Joan Scott; opere letterarie come Calvino in Palomar …

Archivi: costruzioni irregolari, fatte di testimonianze ingombranti e di silenzi. Archivi come luoghi di affettività  (cita: Arlette Farge , Nathalie Léger, Jean Luc Nancy). Conflitto tra memoria e archivio…”

Questo quello che ho capito, ma forse mi è sfuggito altro. Naturalmente, Anna Rossi Doria ha subito dichiarato di non essere daccordo sulla non-continuità del femminismo  con il grande movimento che inizia nel Settecento e continua con l’Otto e Novecento. Purtroppo poi si sono messe a parlare tra loro a bassa voce, evidentemente per chiarire meglio i punti di disaccordo o di accordo.

Quindi, siamo rimaste così. Ci tocca ragionarci su, cercando di usare i loro suggerimenti, i tanti autori e autrici citate, e poi perché no, la nostra testa…

Il convegno è continuato con altri interventi, bello e intenso come sempre quello di Emma Baeri, poi una giovane e bravissima Antonia Cosentino, autrice del libro Al posto della dote ( sulle Case delle donne in Italia) . Mi ha colpito, e me lo voglio leggere, anche perché mi ricordo bene le lunghe lotte per avere un Luogo, una Casa. In tante città, compresa Genova. Lotte che continuano anche adesso…

I miei appunti finiscono qui, ma il convegno è continuato. Bene, al prossimo!  abbiamo di che pensare.

 

 

 

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Archiviato in archivi, convegni, femminismo

L’incontro di Bologna organizzato dalla Associazione Orlando (Narrare e rappresentare una storia, femminismo e femministe in Italia negli anni Settanta…)

Molto, molto interessante. La mia non può essere una cronaca, e mi sono pentita di aver preso appunti così disordinati e sommari (cercavo di seguire il più possibile…). Possiamo solo affidarci alla registrazione puntualmente effettuata dal Serverdonne e sperare che prestissimo sia resa disponibile. Voglio solo ringraziare, di cuore, a chi ha pensato e organizzato il seminario (Annamaria Tagliavini, Elda Guerra) a chi è intervenuta… grazie, credo di non essere la sola a sentire l’esigenza di una puntualizzazione su ” a che punto è la storia delle donne”, di un confronto tra sguardi diversi (anche in contraddizione), ma di livello molto alto, il massimo forse oggi in Italia. Tuttavia, per Anna, amica e giovane storica ora a Londra, impaziente di “nutrirsi” con ciò che si è discusso ieri, tento di buttare giù qualche appunto, scusandomi per la sommarietà.

Anna Rossi Doria (indomita guerriera, nonostante la fatica,con il suo bastone e la bianca criniera, credo fosse palpabile l’alone di affetto e riconoscenza che la circondava ). Alcune frasi estratte da un intervento densissimo, pieno di citazioni e rimandi ad altri testi, ad altre narrazioni storiografiche.

“Vuoto storiografico e cambiamento di rapporti tra memoria e storia (riferimento: Simonetta Soldani, “Incerto profilo ecc.” in “A che punto è la storia delle donne in Italia”, Viella 2003).

Oggi: grande mole di memorie, ma scarse storie locali; c’è stata troppa concentrazione sulle “origini” , mentre il femminismo coinvolgeva intanto milioni di donne … (Testi di riferimento: Memoria – la rivista, sui Settanta; Genesis III 2004, Anna Bravo e Giovanna Fiume).

Ma come pensiamo al femminismo? Non nostalgia (che vuole rivivere il passato come riproducendolo) ma malinconia, per la perdita del momento utopico – utopia concreta (Luisa Passerini, Storie di donne e femministe), per la difficoltà a raccogliere la fine di quella esperienza (Joan Wallach Scott. The Fantasy of Feminist History. Duke University Press, 2011). Anche ad esempio Lo schermo del potere, l’introduzione di Emma Baeri al libro Una questione di libertà di Anita Ribeiro, e Femminismi a Torino di Piera Zumaglino …

Negli ’80 la teorizzazione della “genealogia” (Libreria delle donne di Milano) ha ostacolato una storia femminista, la pluralità dei femminismi e la comparazione di realtà locali (Nè partito nè marito… citato da A.R.D., che emozione….e che onore!) e Federica Paoli in Differenze nella collana Letture d’Archivio, nonchè il libro Il gesto femminista
Sulla storia ha prevalso la memoria, cosa che, oltre i meriti, apre anche problemi: c’è un’idea nostalgica del passato – un altro luogo, più che un altro tempo – c’è perdita della continuità e del nesso fra passato e presente, in ultima analisi c’è indebolimento del futuro e il rischio di fare una storia identitaria, di avere dei frammenti di passato distinti, specialmente come storie delle vittime (citato: L’età dell’oblio, di Tony Judt)

Se all’inizio la storia delle donne si poneva come storia particolare, ora il problema è opposto, c’è l’esigenza di una nuova universalità.
Bisogna ripensare la soggettività (su cui hanno lavorato tanto Di Cori e Passerini, soggettività versus identità) oggi però, nel clima mutato, non deve diventare arbitrarietà. La storia non è l’autobiografia (e qui non è questione di sguardo delle donne/sguardo generale, e nemmeno di “dibattito sul postmoderno”…).In difesa della storia, di Evans (Sellerio ed.)  Non dobbiamo tornare indietro, ma ripensare il rapporto tra particolare e universale (ad esempio nel dibattito sul multiculturalismo) cercare le potenzialità dell’universale nel particolare (rif: Alain Touraine, Pier Cesare Bori, e Natalie Zemon Davis, Che cosa c’è di universale nella storia.

Continua, se ci riesco, alla prossima puntata

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Archiviato in archivi, convegni, femminismo, libri, memoria

Femminismo anni Settanta, incontro a Bologna di storia delle donne

seminario 22 nov. (1)

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10 novembre 2014 · 6:19 pm

Senza titolo

Be nice

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29 gennaio 2013 · 12:22 am