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Un film sul femminismo a Genova negli anni Settanta

Donne in movimento. Prima del film a Genova il 26 gennaio 2012

"Donne in movimento. Il femmnismo a Genova negli anni Settanta". Prima del film a Genova il 26 gennaio 2012

Nuova produzione dell’Associazione per un Archivio dei movimenti di Genova

Giovedì 26 gennaio, alle ore 18, nella Sala Sivori in Salita santa Caterina 12 a Genova ci sarà la presentazione del film “Donne in movimento. Il femminismo a Genova negli anni Settanta”

Si conclude così il lavoro di un anno.

Una dozzina di interviste individuali  e tre a gruppi di sette persone ciascuna,  a donne protagoniste del movimento, decine di ore di registrazione che poi rimarranno, integrali, all’ARCHIMOVI. E anche decine di immagini, e molti documenti consultati, recuperato un video del 1977, e fatto nuove conoscenze e lavorato tanto e anche tante discussioni (il gruppo di redazione essendo costituito da tre donne e un uomo, il regista Gian Pangrazio). Discussioni belle e comunque interessanti, qualunque sia l’esito del film, anche se ci seppelliranno sotto un camion di ortaggi… su problemi di contenuto e di forma, sul lessico e sulle canzoni, sui massimi sistemi e i minimi dettagli.  Insomma su tutto… però senza mai litigare, miracolo della saggezza della mezzetà…e fatto anche tante risate e bevuto tanti bicchieri dei buoni vini italiani…

Altra cosa bella: una collaborazione tra generi e generazioni, uomini, donne, giovani e meno giovani. Anna Frisone, autrice con noi della sceneggiatura, è una giovane storica -dottoranda – che si è laureata nel triennio proprio con una tesi sul movimento femminista genovese e specialmente sulle donne nella FLM, poi pubblicato col titolo “Non è un gioco da ragazze” Ed. Ediesse.

Per sapere qualcosa di meno impressionistico, i dati del video per esempio, pubblico qui la copertina del dvd (che sarà disponibile a 10 euro a partire dalla presentazione, poi nella sede di Archimovi e in alcune librerie. Per chi è fuori Genova, scrivere un messaggio qui! o alla mail archiviomovimenti@archiviomovimenti.org )

Bene, incrociamo le dita!

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Archiviato in femminismo, memoria

Memorie disperse, memorie salvate (ad Alessandria)

Convegno ad Alessandria
Seguendo il link del titolo si può leggere il programma del convegno “Memorie disperse Memorie salvate”, organizzato dall’Archivio delle Donne in Piemonte-ArDP  in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza di Alessandria-Isral, che si svolgerà il 15 ottobre ad Alessandria.
Si tratta del quinto di un ciclo di convegni decentrati nelle diverse realtà locali del Piemonte che sotto il titolo unificante “Memorie disperse memorie salvate” intendono raccogliere e registrare i contributi emergenti da materiali documentari o da testimonianze di donne protagoniste della vita politica, sindacale, sociale, culturale nei diversi territori. Dalle edizioni già realizzate a Torino (2007), Torre Pellice e Perosa Argentina (2008), Novara (gennaio 2010) sono emerse nuove conoscenze su un ampio spettro di figure, territori, periodi.

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Archiviato in archivi, convegni, femminismo

Un blog trascurato

Questo. Ma è in buona, anzi cattiva, compagnia. Noto che molti dei blog che sono linkati nel blogroll vengono aggiornati sempre più radamente…

Non accamperò scuse, anche se in effetti è un periodo di intenso impegno archivistico. Come ho raccontato qui, e meglio detto nel sito omonimo, sta nascendo concretamente l’Archivio dei movimenti a Genova e in Liguria. Nel senso che, dopo un anno e mezzo di lavoro organizzativo, ora stiamo portando fisicamente i fondi di documenti nella loro nuova sede.

Quindi qui si tratta di scaricare, spolverare, ripulire, ancora spolverare, ancora ripulire…il tutto nelle giornate più calde dell’anno, ovvio. Ma che soddisfazione, veder nascere un nuovo, anche se piccolo, archivio! tirare fuori dalle scatole, alcune perfette, altre scalcagnate, ammassi di carta della più variopinta tipologia, corredata da tutta la gamma degli odori/profumi cartacei provenienti dai molteplici luoghi, ovviamente del tutto impropri, della conservazione! Cantine e soppalchi, ripostigli e box, ma anche polverosi stanzoni di centri sociali: questi documenti hanno attraversato la storia tumultuosa di almeno cinque decenni dei movimenti della sinistra (di ogni possibile e, agli occhi di oggi – stravagantissima, originalissima provenienza: quanta fantasia politica nell’inventare il proprio nome, che proprio potesse distinguere e differenziare dagli affini e distanti compagni/concorrenti!) Ma mi sto lasciando trasportare, e invece in questo post volevo solo giustificarmi nei confronti di quei o quelle tre che ogni tanto leggono il blog (vero: lo vedo dalle statistiche). E’ una casa dalla porta aperta, anche se non ci sono, la gente entra. Mi ricorda un anno lontano (il 1969), abitavo in Sardegna, e durante l’estate – tornati in continente – avevamo lasciato la porta di casa aperta, perchè gli amici e compagni che venivano a trovarci potessero avere ospitalità anche in nostra assenza. Me lo ha raccontato in questi giorni una amica-ritrovata, una compagna di quei tempi e di questa attuale impresa di memoria. Francesca in effetti ha passato qualche tempo in quella casa, in cui però avevano tagliato la luce- nessuno si era ovviamente proccupato di pagarla – e quindi l’ospitalità si svolgeva a lume di candela. Non mi ricordavo più questo minimo episodio, molto legato all’epoca. Me lo ricordano le carte che sto estraendo dai loro polverosi giacigli: anche se non posso leggerle, adesso, solo una scorsa veloce, ma, santo dio, molte sono ancora vive, sono ancora lì, strepitanti, tumultuanti… alcune ironiche, creative, stizzose, altre sono così pallose che credo che nessuno avrà mai più il coraggio di leggerle, altre funeree…ma sarà giusto chiuderle in un archivio? non so, mi sembra così strano…

Insoma, non riesco a fare altro che fantasticare. Perdono.

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1° marzo, sciopero degli stranieri: “Il cambiamento comincia da noi!”

Striscione Archinaute

Sciopero stranieri, Archinaute

Un bellissimo primo marzo in giallo, una grande manifestazione di almeno diecimila persone nelle stade di Genova. Come nel resto d’Italia. L’idea viene dall’Europa, quella dei popoli – che ci fa capire che ne esiste un’altra che ci sta a cuore, alla quale è bello appartenere, come diceva Rosi Braidotti, oltre quella dei banchieri o degli OGM. Chi la anima sono uomini e donne di ogni colore e di ogni età.  Italiani che hanno organizzato per mesi la manifestazione insieme alle comunità degli immigrati. Stranieri che hanno attraversato molte frontiere, e che spesso vivono qui da molti anni. Come le donne e ragazze marocchine che ci hanno raccontato momenti della loro vita, mentre insieme portavamo lo striscione

1 marzo stranieri, striscione Archinaute

dell’Associazione “Archinaute”.  Con le quali e i quali abbiamo parlato di politica e di vita quotidiana,  mentre ci si allargava il cuore nel vedere quante persone partecipavano e quanti si univano man mano al corteo. Come ha gridato un ragazzo “Il cambiamento comincia da noi!”.

Credo di si, ho la percezione di un evento di quelli che poi si ricorderanno nei libri di storia. Piccolo all’inizio, ma che mette in moto, libera una enorme quantità di energie, di desideri, di creatività, di sentimenti. Da tutto questo, dai giovani e meno giovani italiani e stranieri che hanno iniziato questo percorso, forse può venire quel cambiamento della politica che è necessario oggi in maniera così urgente, così drammatica, come testimonia la cronaca quotidiana di questi mesi e giorni.

Aggiungo link a altre belle immagini della manifestazione genovese: fotografie del Popolo Viola, video di Sergio Gibellini

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Archiviato in politica, ribellarsi è giusto

Nuovo Archivio dei Movimenti

Si chiamerà “Archivio dei movimenti a Genova e in Liguria“. Ne ho fatto cenno in un post di qualche mese fa, ora mi pare giunto il momento di fare un breve resoconto sullo stato delle cose.

Il progetto è partito un anno fa: creare anche a Genova, come ne esistono in molte città grandi e piccole, un Archivio dei movimenti sociali e politici della seconda metà del ‘900. Raccogliere i propri e altrui fondi documentari, prima che il tempo, i casi della vita e della morte li disperdano in maniera irrecuperabile. Trovare per questo archivio una sede presso un Ente pubblico che assicuri la conservazione e la messa in consultazione “per sempre” e a chiunque, ma non solo, che consenta alle donatrici e donatori dei documenti una partecipazione attiva, che dia senso e contesto al lavoro sulla memoria. Lavorare in modo collettivo, ricercando il contributo sia dei protagonisti/e e dei testimoni dei movimenti come degli studiosi/e  e specialisti/e che ne hanno fatto oggetto di studio da molti anni. Naturalmente chiedere collaborazione e tutela alla Soprintendenza per gli archivi. Sollecitare e creare le condizioni per una collaborazione trasversale a Enti pubblici e soggetti privati, non perdere di vista l’obbiettivo di entrare in rete, reale/virtuale, con i sistemi informativi che rendono accessibili le risorse archivistiche fino al massimo livello…potrei continuare per molto, perchè il progetto ha molte sfaccettature, ma mi impongo la sintesi.

Dopo la creazione dell’Associazione (di cui sono presidente), un anno di lavoro, la raccolta dei primi fondi documentari e molti incontri e discussioni appassionate, innumerevoli contatti e messaggistica su tutti i tipi di personal network  (ho contato qualcosa come 800 email spedite e ricevute solo da me in un anno…) alla fine quasi ci siamo: il Comune di Genova ha accettato la nostra proposta con delibera della Giunta, la sede dell’Archivio sarà la civica Biblioteca Berio, in una sua dependance allo scopo attrezzata con il contributo della Fondazione per la Cultura e della Compagnia Portuale Pietro Chiesa, i fondi documentari raccolti saranno donati alla Berio, cioè al Comune di Genova, saranno pubblici e consultabili… L’associazione continuerà ad avere avrà un ruolo importantissimo, oltre che di recuperare i documenti e di contribuire al loro trattamento archivistico, anche di promozione, valorizzazione, lavoro culturale… Per saperne di più, visitate il sito (in costruzione) dell’Associazione per un archivio dei movimenti,  e se volete lasciate un messaggio sul Forum…

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Archiviato in archivi, beni culturali, biblioteche, memoria

Il Popolo Viola di Genova per la difesa della democrazia e della Costituzione

Come previsto, stanno arrivando i volantini e i comunicati per le iniziative locali, in contemporanea in tutta Italia, di manifestazioni in difesa della Costituzione, come carta fondamentale della democrazia italiana.

Non pensavo che nella mia vita sarei dovuta scendere in piazza per difendere la Costituzione. Ma, vista la situazione presente, lo faccio.

Mia madre aveva due fratelli e molti cugini primi. I suoi due fratelli sono morti entrambi in guerra, uno soldato (e ha avuto una medaglia d’argento alla memoria) e il più giovane, partigiano, nelle formazioni Giustizia e libertà. A lui è intitolata una strada di Genova (via Emilio Da Pozzo). Dei cugini, un altro è morto in Russia,  e  di quelli sopravvissuti uno è stato prigioniero in Africa, un altro ferito ha passato dieci anni in sanatorio, un altro prigioniero dei tedeschi è scappato attraversando a nuoto il Golfo della Spezia…

I miei nonni materni, a cui ero affezionatissima, hanno portato per sempre il lutto e il segno della perdita dei due figli. Mia madre anche, naturalmente, e ora che ha 92 anni, guarda spesso le fotografie della loro allegra e coesa famiglia, negli anni della gioventù. Anche io a volte ho fantasticato che se avessi avuto ancora due zii, e altri cugini e cugine e  una così grande tribù, chissà che vita sarebbe stata la mia, certo diversa, chissà più felice, nessuno può dirlo.

Però, che tanti sacrifici e sofferenze, e poi tutto quello che è costato all’insieme della popolazione la guerra, il dopoguerra, e gli anni  successivi (e di tutti questi non parlo – sappiamo che anche i ’50, ’60, i ’70 non sono stati certo  anni facili), tutto questo per arrivare a questo punto?

Non si può, proprio non si può permetterlo.

Diamoci da fare.

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Archiviato in politica, ribellarsi è giusto

No B Day, i mille colori del viola

Pubblico solo poche foto di quelle che ho fatto, ce ne sono di molto belle su molti luoghi del web, ad esempio su Repubblica e su altri siti di informazione, blog ecc.. Un fra tanti, l’album di facebook con le foto di Marco E. Pellizza .
E’ stata una manifestazione bellissima. Grazie a tutt* quell* che erano lì. A quell* che erano a manifestare nelle città italiane e nel resto del mondo…grazie per i cartelli e striscioni, significativi e anche divertenti, per gli slogan un po’ gridati, un po’ cantati e un po’ sghignazzati…anche quelli da stadio. Per gli interventi dal palco molto appassionati  (le ho sentite veramente solo il giorno dopo sul web, lì in piazza dov’ero c’era troppo casino)- e per le discussioni con gli sconosciuti nei bar e nel metrò, dove ci si capiva anche con poche parole. E…grazie Roma, per il sole a dicembre, le finestre con sciarpe e magliette viola appese…Grazie a chi ha organizzato tutto questo, migliaia di persone sconosciute,  forse questo paese ha ancora qualche speranza di cambiare.

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Archiviato in politica, ribellarsi è giusto