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Leggere gli archivi: il blog di Richard J. Cox

Continuo ad addolorarvi con le citazioni e segnalazioni di risorse che vado trovando sul Web (e che ciascuno può trovare da solo, è vero – ma visto che l’argomento non è dei più diffusi, magari qualche indirizzo può servire) Reading Archives è il Blog di Richard J. Cox, che è uno dei più conosciuti docenti e archivisti americani. Attualmente insegna Biblioteconomia e Scienze dell’informazione all’Università di Pittsburgh, come si evince dal suo curriculum, da paura, ma da quello che scrive veramente tutto quanto meritato, anzi, di più. Mi piace molto il taglio dei suoi post, cioè di osservare insieme le problematiche degli archivi e gli effetti sul versante sociale, l’impatto delle trasformazioni, delle leggi, del ruolo e dei comportamenti degli archivisti sulla cultura e la vita degli americani di oggi (ma anche del passato). E non solo degli americani: è notevole la recensione a un libro che descrive le politiche razziali del Nazionalsocialismo tedesco attraverso l’uso delle genealogie e dei documenti d’archivio, e il ruolo  degli archivisti nella attuazione di quella politica.

Altro post recente riguarda il “segreto d’archivio” e come viene utilizzato, in passato e soprattutto oggi, dalla presidenza degli U.S., con le ricadute sulla vita di ogni giorno dei cittadini; e poi articoli sullo stile della scrittura delle lettere personali nell’Ottocento, il futuro degli archivi e i problemi della digitalizazione, “le macchine e gli archivi”. Questo, che è l’ultimo post, rimanda a un testo, frutto di un lavoro didattico. Non l’ho ancora letto, ma lo segnalo qui perchè dall’abstract mi pare interessante.“Machines in the Archives: Technology and the Coming Transformation of Archival Reference

Buona lettura.

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Salva con nome

26 di ottobre. Naturalmente, il giorno della presentazione del libro, dopo tre mesi di siccità tipo deserto del Nevada, pioveva a dirotto. Il traffico dei genovesi e dei visitatori del Festival della Scienza è naturalmente subito impazzito. Venti minuti per fare venti metri. La nutrita pattuglia di partecipanti all’incontro per la presentazione di “Salva con nome” meriterebbe la medaglia al valor femminista solo per questo. E si sono anche divertite! Infatti, erano le sette e passa, e nel salone dell’Associazione Zenzero c’erano ancora interventi, e donne che avevano ancora voglia di ricordare, di proporre, di confrontare esperienze…
E’ stato un bel pomeriggio. Alessandra ha raccontato diversi momenti della sua biografia, anche attraverso le slides di immagini e i documenti che avevo preparato. Le Archinaute hanno “interpretato” con passione dei brani di documenti, soprattutto delle centocinquanta ore delle donne, tenute a Genova negli anni ’70, compresi slogan dei cortei; avevamo piazzato sui muri e sulle colonne della sala un mucchio di fotografie e manifesti d’epoca. Anche la fotografa femministaYelise Manganaro ci aveva portato, molto gentilmente, alcune sue bellisime foto. Abbiamo visto il sintetico ed efficace video sul Forum di Pechino 1995 (anzi quello delle Ong di Huairou), di Tilde Capomazza.

E poi ho rivisto vecchie amiche, Anna, anche lei fotografa, Eleonora, Francesca di ritorno dall’Africa…è stato un incontro molto bello, ma che ha toccato anche temi complessi, e riflessioni e ragionamenti su periodi estremamenti importanti della nostra vita (e della storia di tutti/e). Ora non ho voglia di dire altro, magari tra un po’, quando le cose si sono sedimentate.

Però ho promesso (e mantengo), di mettere il testo del mio intervento. Quello che ho detto non si è allontanato da questo che è lo scritto preparatorio. Perciò, beccatevi la mappazza Salva con nome.

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Lavori in corso, seconda

Fervono i lavori per organizzare la presentazione di “Salva con nome“, a Genova, il 26 ottobre prossimo. Le amiche Archinaute stanno preparando slide di documenti e fotografie, oltre che fotografie “vere” e documenti “cartacei”, con i quali allestire una mostra estemporanea sui temi che fanno da sfondo alla biografia di Alessandra Mecozzi: il sindacato, il femminismo, le manifestazioni e le lotte, le centocinquantaore delle donne, le guerre e la pace, le donne nei conflitti, le reti di donne nel femministe 1977mondo…
Nell’invito si chiede anzi alle persone che parteciperanno all’incontro di portare, se gli piace, una qualche memoria di quel periodo: dalle fotografie ai documenti agli oggetti, che saranno esposti durante l’incontro nella Sala del Circolo Zenzero (ex Bagdad Cafè). Sarà proiettatato anche un breve video di Tilde Capomazza, sul Forum mondiale di Pechino 1995. Vorremmo usare, se ci riusciamo, più di un linguaggio per comunicare qualcosa di quella stagione delle nostre vite, a partire da quella di Alessandra, intensissima e appassionante, attraverso il racconto orale, le parole scritte, le immagini. E usare linguaggi diversi anche per incontrare altre, anche giovani donne che oggi si organizzano diversamente – hanno altre priorità, parole chiave- ma che ci piacerebbe conoscere meglio e da cui farci conoscere meglio, aldilà degli stereotipi reciproci.

Insomma, l’inventario di un archivio come ponte tra passato e presente, ma con lo sguardo di tutte al futuro, cercando di re-inventarlo in una misura più giusta per noi.

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Nuovo Blog della Rete Lilith

Nasce questo nuovo Blog che si chiama Lilithblog.

Dovrebbe servire a comunicare e scambiare informazioni, ma anche a discutere, aggiornare velocemente, dare notizie di eventi e tutto ciò che autrici e utenti o navigatrici vogliano scrivere e inserire.

Come primo post si può leggere la sintesi del Convegno Lib_rary di Torino del 3 di ottobre.

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