1989 – Finite Infinity: Paola Campanella e Emily Dickinson, quadri e poesia in una vecchia libreria ormai scomparsa

Un evento dei lontani anni Ottanta…

Paola Campanella è una pittrice genovese, che in un periodo della sua vita artistica era affascinata dalla linea retta, esplorata in tutte le sue varianti e possibilità. Emily invece utilizza più volte la circonferenza (“sposa del terrore”), una delle immagini simboliche più dense, e oscure, della sua produzione poetica. Nel 1989 con diapositive di quadri di Paola Campanella (realizzate da Angelo Gualco), lettura di poesie di Emily Dickinson e musica di Sciarrino avevo realizzato un incontro pubblico, quando avevo una libreria, nel Centro storico a Genova. L’evento era intitolato “Finite Infinity. Arte, libertà e soggettività femminile“. Me lo ricordo con grande nostalgia (un coraggio – o un’incoscienza- smisurata!). Inserisco il collegamento al testo realizzato per l’occasione. Forse qualche concetto è datato, sono passati tanti anni…ma, stranamente, non mi da quel senso di estraneità che si prova spesso rileggendo propri vecchi scritti. Merito della grande Emily, sicuramente (che periodicamente vado a rivisitare) e anche dei quadri di Paola Capanella, due dei quali mi fanno compagnia da allora.

Finite Infinity

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1 Commento

Archiviato in archivi, beni culturali, femminismo, libri, memoria

Una risposta a “1989 – Finite Infinity: Paola Campanella e Emily Dickinson, quadri e poesia in una vecchia libreria ormai scomparsa

  1. chiaraadezati

    io c’ero, e me lo ricordo e l’ho spesso ripensato!

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