Addio, Caterina

No, Torino per me non sarà più la stessa, ora che so che non potrò più vederti, telefonarti, chiacchierare, scambiare idee, frammenti di progetti, discorsi su cose nuove o vecchie che riguardano la nostra comune passione per gli archivi, per la memoria delle donne…
Abbiamo condiviso un bel pezzo di strada, dagli anni 90 a oggi: con la rete Lilith e i centri delle donne, i primi abbozzi di un progetto per convogliare quella grande e sommersa ricchezza in un unico luogo (virtuale, un grande database al femminile), da cui poi tornare nei nostri specifici archivi con in più il sapere condiviso con le altre… abbiamo realizzato, combattuto, guadagnato tanto e anche perso parecchio, non ci siamo mai però perse di vista e ancora negli anni recenti, al Salone del libro, c’era un appuntamento irrinunciabile, con te e le  altre compagne e amiche torinesi di tante associazioni. Hai avuto un grandissimo amore per il tuo lavoro, negli anni in cui sembrava che dall’ “ente pubblico” potesse venire innovazione e inclusione per le realtà disperse, archivi e biblioteche piccole e magari prive di risorse, ma così importanti per costruire una mappa della storia delle donne, e in generale del territorio, del paese. Senza mai dimenticare di intrecciare i saperi ufficiali con le scoperte e innovazioni che maturavano nella sperimentazione di confine, nell’uso creativo degli strumenti tecnologici , possibile talvolta solo se non vincolati da protocolli standardizzati…abbiamo provato e qualcosa, forse, rimarrà. Intanto, gli archivi femminili, le “piccole navi fiammeggianti”, così mi ricordo che li abbiamo chiamati, sono ormai una realtà diffusa e sempre meno sommersa,  grazie al lavoro tuo e di altre donne… E facevi tante cose, in tanti campi diversi…  Eri curiosa e amica di persone di vari paesi, anche quelli più incasinati e poveri. Hai dato una mano, nessuno se lo scorderà mai, dal Libano alla Palestina, e poi l’Africa, e le donne migranti a Torino…

Mi manchi già tanto, Caterina, con la tua bella persona, gentile, forte e fragile, le tue belle collane, i tuoi scialli provenienti dai  mercatini di qualche paese lontano, o da sottocasa…addosso a te qualunque cosa ti faceva sembrare una principessa un po’ da fiaba…forse perché  amavi così tanto la bellezza e l’armonia. Eri tu la bellezza, la gentilezza e anche un po’ la fiaba…

Caterina Ronco

Caterina Ronco

Non sarà più la stessa ,Torino, anche se io non posso non amare questa città, come fosse la mia, perchè, anche, l’ho conosciuta un po’ attraverso di te.

Con le amiche, vicine e lontane, ti ricordiamo e ti teniamo con noi, stretta e vicina.

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2 commenti

Archiviato in archivi

2 risposte a “Addio, Caterina

  1. paolo sburlati

    Ciao.
    non ti ho mai conosciuta, ma quasi.
    Ho accompagnato Caterina alla stazione che veniva da te a Genova o che veniva alla stazione ad aspettarti.
    Poi, la sera, era contenta di averti vista.
    Una sera cercavo su Internet i fili che Caterina aveva tessuto, e ho trovato questa pagina.
    Per un attimo me l’hai restituita
    Grazie
    Paolo

    (ps: non sono tanto da blog, questa è una mail personale per te, vedi tu, ma non riuscivo a contattarti in altro modo)

  2. deffe

    Caro Paolo, grazie di avermi scritto, e grazie per le cose che mi dici. Anche tu me la restituisci – la certezza che l’intesa, il condividere qualcosa di importante – era vero per lei così come per me. Ne sono fiera e felice, grazie di nuovo. Un abbraccio, Paola

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