Seconda Conferenza nazionale sugli Archivi

Bologna, 19-21 novembre 2009. Per me, pomeriggio di giovedì 19 e mattina di venerdì 20, quindi ho seguito quello che ho potuto, in un convegno affollatissimo, gente pigiata ovunque, che per scambiare due parole bisognava sostare nei bagni… per fortuna i lussuosi bagni del Carlton Hotel. Altri ben più “addentro” hanno fatto la cronaca e le riflessioni su questo importante incontro, da Archivistica e dintorni a Cultural heritage, da Archivi e storie al Sito ufficiale, dove ci sono sia i materiali preparatori che i documenti conclusivi, e inoltre le foto (e ci sono anche io, pensa un po’, in mezzo a settecento persone …). E poi, Shaitan ha fatto un ottimo resoconto del workshop a cui ho assistito, Standard e metadati: meglio di così!

Posso divagare. Archivagare

La Prima conferenza sugli archivi. Roma, 1998, primi di luglio. Archivio Centrale, l’aria condizionata si perdeva nel salone altissimo. Si friggeva dal caldo. Degli amici mi avevano lasciato la casa, un piccolo appartamento all’ultimo piano, con terrazza. Un forno. Ho tentato di dormire sul tavolo della terrazza, che era di marmo. Alle prime luci, gabbiani, rondini e piccioni in picchiata mi hanno fatto desistere. Ho ancora tutti i documenti della conferenza nella loro cartellina, da qualche parte, mi ricordo che li avevo studiati, nei mesi successivi, con l’entusiasmo dell’apprendista…
Gli anni precedenti erano stati molto proficui, con le donne della Rete nazionale Lilith, che riuniva decine di biblioteche, archivi e centri di documentazione femministi, avevamo dato vita a un gruppo di lavoro, avevamo pubblicato nel ’96 il libro “Reti della memoria”, un primo censimento di archivi femminili, con saggi di storiche e archiviste (Roberta Fossati, Linda Giuva, tavola rotonda sulle fonti storiche delle donne a Roma e altri testi). Grande energia, pochi mezzi ma quelli “giusti”: software opensource, lavoro collaborativo in rete. Nel ’98 avevamo già la base dati, alcune centinaia di record archivistici, ISAD (G), prima versione: descrizione a livelli, ma per noi i livelli arrivavano anche al documento. Per descrivere i documenti, avevamo usato gli standard bibliotecari, e in certi casi allegato scansioni degli stessi. In occasione della Conferenza Linda ci fece conoscere Leonardo Musci, che ci mostrò Gea, e discutemmo un pò dei rispettivi sistemi, e basidati, la nostra era in Winisis personalizzato. Nel 2001 la base dati Lilarca era online, e fu presentata con il sito di contesto alla Conferenza del Mibac sugli archivi delle donne a San Michele a Ripa.

Ora, la seconda Conferenza. E’ passata un’era geologica, questa è la mia sensazione. E’ finalmente arrivata ad assumere responsabilità organizzative e potere culturale-politico la generazione degli archivisti/e che è cresciuta e si è formata professionalmente nel confronto internazionale, nelle reti telematiche, nel lavoro cooperativo dei progetti europei e internazionali. Quella che si è confrontata sugli standard per comunicare gli archivi, non solo per difendere la “specificità italiana”.

Fare sistema: è possibile, anzi probabile, che ci vorrà tempo e fatica per riuscirci. Ma è stato messo al centro. Ho sentito queste parole chiave: interoperabilità, riusabilità, accessibilità, condivisione, trasparenza, ricchezza archivistica, attenzione all’utente e ai suoi diversi modi di fare ricerca, user contributes, dal basso all’alto, dlla periferia al centro…perfino web2.0.

Ho visto, troppo velocemente aimè, illustrato da Merlitti, un portale che conteneva tra l’altro video (testimonianze della Shoà) indicizzati brano per brano con parole chiave; c’era anche una sezione “donne e movimento” …ma forse l’ho sognata. Non sono stata più capace di ritrovarlo, anche se mi sono annotata l’URL (questo: Http://lartte.sns.it/didga/index.php? , che però non funziona).

Ho sentito illustrare il progetto “Una città per gli archivi” che due Fondazioni bancarie bolognesi finanzieranno con 6ML di Euro, formando e mettendo al lavoro 70 archivisti/e, con l’obbiettivo di recuperare “tutto” il patrimonio archivistico, dalle scuole alle parrocchie, dagli enti alle associazioni, della città di Bologna…

Certo, poi mi viene da pensare che la Regione Liguria non ha NESSUNO che si occupi di archivi, ne uffici, ne funzionari, neanche un lavascale. Ma che importa? lasciateci sognare, ancora un po‘.

Però, ho un po’ di nostalgia per quel periodo, gli anni ’90, sperimentale, pioniere, audace. Si facevano progetti e si realizzavano – quasi solo con il lavoro e l’intelligenza. L’altro giorno, a Bologna, sempre in questa conversazione nel bagno delle signore, una interlocutrice ha detto: “archivi delle donne, oh, non sono più all’ordine del giorno…”

Infatti, basta guardarsi in giro. Si vede, si vede. Ma ci ritorneranno, SAN permettendo

Annunci

1 Commento

Archiviato in archivi, convegni

Una risposta a “Seconda Conferenza nazionale sugli Archivi

  1. Pingback: Ancora Conferenza Nazionale degli Archivi: Standard Descrittivi E Standard Di Metadati « Cultural Heritage E-Libraries and Archives

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...