A Capodanno, violenta epidemia di…facebook!

Molta gente che conosco ha mollato o sta trascurando i propri blog per scatenarsi in una specie di gara a chi ammucchia più amici, si iscrive a più siti, diventa fan di più gruppi…l’ultima vittima è stata mio marito. Non potendosi iscrivere su FB dal mio account windows, mi ha convinto a fargliene un’altro per lui sul computer domestico (inutile spreco di spazio disco) e così anche lui è diventato mio “amico”…e ha scoperto che aveva già -giacenti- una serie di inviti …mi sembra un mezzo delirio. Oltre tutto per gente come lui che passa la giornata al telefono; forse che non “comunica” abbastanza? Boh! Intanto languono i post sugli archivi 2.0; i loro autori e autrici sono impegnati a scrivere musica digitale sui siti 2.0, nonché a partecipare ai più stravaganti quiz o statistiche che fluiscono sul web come i pappi dei pioppi a primavera…mi pare che tutto sia forse divertente, ma piuttosto evanescente…

Come diceva Calia, in un post recente,  il contenuto dei socialnetwork come Facebook è il fatto stesso di socializzare. Io sono piuttosto perplessa – senza avere nemmanco socializzato; mi piace l’idea di incontrare vecchi amici, ma non mi piace lo scambio di battute sotto gli occhi di una folla di “amici”; inevitabilmente si rimane nell’ultrasuperficiale; e fin li niente male…perchè intanto si sperimenta…senza fare troppi danni…almeno finchè ci si diverte. Ma bisognerebbe riuscire anche a pensare, mentre si cazzeggia con mezzo mondo, a cosa potrebbero servire le utilities che si vanno sperimentando. E anche a come reimpiegarle ad altri usi.

Insomma, mi sembra appropriato riportare una frase tratta da un documento degli skillatissimi neozelandesi di SERADIGM, a proposito di archivi 2.0:

In exploring the use of Web 2.0 approaches it is very difficult to predict what will work, and what won’t. The best method in this context is to try many things and keep those that are successful. This requires a culture that is tolerant of failure. It must be acceptable for initiatives not to work, as long as people learn from them and adapt as a result.

Amen

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1 Commento

Archiviato in tecnologie

Una risposta a “A Capodanno, violenta epidemia di…facebook!

  1. Paolo

    Cara Paola,

    Anch’io mi sono iscritto a Facebook, “invitato” da un amico REALE, e concordo perfettamente con te.
    Può darsi che usato cum grano salis possa anche essere utile (uma mia amica ad es. lo usa per pubblicizzare le iniziative della sua piccola agenzia viaggi) ma per me finora non ci sono stati vantaggi concreti…

    In compenso di trappole ne trovi a iosa. Ad es. tramite messenger sono venuto a conoscenza di questa accattivante e truffaldina iniziativa. E dire che all’inizio mi aveva persino interessato! Ma ci è voluta si e no una settimana per scoprire gli altarini.
    Guarda tu stessa:

    http://www.spiegazione.ws/

    E dire che sto cercando spasmodicamente un’alternativa all’Isral, per i motivi che ben conosci dal mio sfogo… Me ne vergogno proprio ora, ma in quel periodo ero davvero esasperato.
    Ho mandato poi il mio curriculum alla Coutot-Roehrig, ricordi? Ma per ora nessun risultato…
    Io purtroppo non ho il tuo spirito di iniziativa e la tua cocciutaggine… Aprire una libreria mi piacerebbe moltissimo, spesso ci penso, ma da dove comincio? Ne ho parlato a qualche amico ma ho avuto sempre risposte scoraggianti. Tu come hai fatto? Hai voglia di raccontarmi la tua storia? Magari mi servirebbe da esempio e sprone…

    Un abbraccio
    paolo

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