Mio bisnonno emigrante

In omaggio al bisnonno Domenico, e per parafrasare il titolo del bel servizio che oggi, 8 giugno, viene pubblicato sulle pagine culturali di Repubblica, con un articolo di Adriano Sofri “Mio nonno emigrante. Si, gli zingari eravamo noi”. Sofri legge in parallelo la storia dell’emigrazione italiana e le attualissime e tragiche vicende dei migranti che cercano in Italia un sollievo alla loro sorte. “La domanda ora è: davvero la conoscenza e il ricordo sono una salvaguardia, un modo per sventare una replica dell’infamia, o bisognerà ammettere che nemmeno conoscenza e ricordo – e commemorazione, e monumenti – mettono al riparo dall’indifferenza, o addirittura dalla ripetizione del male, a parti scambiate?”

(Io mi ostino a pensare che si, conoscenza e ricordo, pervicacemente, ostinatamente calati nella vita quotidiana, possano fare non dico argine, ma almeno intralcio, inciampo alla barbarie che aumenta… )

Su Repubblica si legge anche un pezzo di Raffaele Niri che descrive la grande mostra “Da Genova a Ellis Island. Il viaggio per mare negli anni dell’emigrazione”, che aprirà il 20 giugno al Galata, Museo del mare di Genova (uno dei Musei più divertenti – lo dico senza campanilismo. I miei nipotini ne vanno pazzi, soprattutto della simulazione del Titanic che deve evitare l’iceberg…ovviamente cercano in tutti i modi l’affondamento…)
L’iniziativa è organizzata insieme al CISEI, Centro internazionale studi sull’emigrazione italiana, con sede a Genova. Il sito del CISEI offre diverse risorse, anche se nell’insieme forse avrebbe bisogno di essere rinfrescato; sotto la voce “Ricerche” si leggono interessanti progetti, in corso d’opera, di studi e creazioni di banche dati su varia documentazione delle navi partite da Genova per le rotte delle “Meriche”, che rivestono particolare interesse per l’emigrazione italiana dell”800 e ‘900. Una parte di questi documenti sono conservati nell’Archivio di Stato di Genova, che è partner nel programma di ricerca.

Un altro Archivio di Stato, quello di Udine, ha messo a punto e appena inaugurato un bellissimo sito che sarà credo molto utile ai discendenti di emigrati friulani che vogliano fare ricerche sui propri antenati: Friuli in prin (Friuli dapprima). Davvero notevole! provate a consultare la banca dati, ma leggete anche le varie pagine di informazioni, di spiegazioni chiare e ben strutturate su come fare le ricerche, le sezioni con le fotografie (poche per ora, speriamo in seguito vengano implementate), le storie di emigrati, e anche una bella rivista on line con saggi sulla ricerca genealogica, la storia familiare, l’uso delle fonti d’archivio…

Mi pare che questo sito sia uno dei primi esempi di uso di internet “dalla parte dell’utente”, almeno nel panorama dei nostri Archivi pubblici, molti dei quali, come risulta dalla documentatissima relazione di Federico Valacchi (un suo post sull’argomento qui) al recente convegno romano di OTEBAC, sono ancora in una fase primitiva di utilizzo del web, e alcuni addirittura sprovvisti di un sito. E quelli che ce l’hanno, spesso lo occupano con mostre virtuali di documenti “belli”: splendide pergamene, miniature, legature, curiosità erudite, di cui gli archivi italiani sono ricchi. Già, agli sponsor, quando ci sono, interessa quasi solo l’effetto estetico! Pochi sono disposti a mettere mano al portafoglio per la digitalizzazione di migliaia di certificati di nascita, matrimonio e morte, o per le liste di leva dell’oscura plebe che tra otto e novecento riempiva i piroscafi diretti al “Nuovo mondo”…

Insomma, nel cupo panorama cultural/politico di questa tarda primavera 2008 brilla qualche fiammella; speriamo che regga.

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4 commenti

Archiviato in archivi, beni culturali

4 risposte a “Mio bisnonno emigrante

  1. v.

    Ciao carissima, scusami per il commento off topic ma voglio segnalarti questa iniziativa:
    *************

    Il Resto del Carlino ha attivato un sondaggio che di fatto rappresenta un’odiosa istigazione all’odio razziale. E’ assolutamente pazzesco che nell’attuale situazione in cui versa la società italiana, condannata a causa del razzismo delle istituzioni e dei media con Risoluzioni del Parlamento europeo e ammonimenti ufficiali del Comitato delle Nazioni Unite contro le discriminazioni razziali, un quotidiano nazionale attivi un sondaggio mirato a definire il grado di “asocialità” di una minoranza. Lo fece la propaganda nazista, ma impediamo che lo facciano giornali immorali e irresponsabili nell’Europa dei Diritti Umani e del rispetto fra i popoli.

    Ecco il link a cui trovare l’incredibile sondaggio: http://sondaggi.quotidiano.net/?sondaggio=1119

    Chiediamo a tutti voi di inviare e-mail di protesta chiedendo al Direttore responsabile e al Vicedirettore di sospendere il sondaggio razzista, mirato a definire il grado di “asocialità” della minoranza Rom, sulle orme della propaganda nazifascista. Vi chiediamo anche di coinvolgere quante più persone possibile in questa protesta, perché le responsabilità dei media riguardo all’ondata razzista in Italia sono enormi. Inviate le email a:

    Direttore responsabile
    Xavier Jacobelli
    Redazione Nazionale
    online@quotidiano.net
    Vicedirettore
    Giuseppe Tassi
    Redazione locale “La Nazione”
    nazioneonline@quotidiano.net

    e-mail:
    info@everyonegroup.c

  2. Paolo

    Cara Paola,

    L’iniziativa dell’archivio di Stato di Udine è davvero una ventata d’aria fresca… che anche nel “bel” Paese qualcosa inizi finalmente a CAMBIARE?

    Bacioni
    paolo

  3. Cara V., no, purtroppo non è molto fuori tema il tuo commento: siamo testimoni di come si fa evolvere il pregiudizio e la diffidenza in vero e proprio razzismo, anche violento. La responsabilità è collettiva, ma anche individuale: in questo caso ha nomi e cognomi, è giustissimo stigmatizzare questa odiosa speculazione.
    Farò come dici, e spero che chi passa di qui faccia altrettanto. Un saluto, Paola

  4. Pingback: Genealogie « Archivagando

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