Carfagnate

Sono d’accordo con Sorelle d’Italia nell’inaugurare un tag specifico per identificare i contenuti del carfagna-pensiero, cioè, per i tre lettori non italiani del blog, le idiozie reazionarie della neo-ministra per le Pari Opportunità del governo Italiano di centrodestra. Non dobbiamo lasciargliene passare. Perciò segnalo la bellissima lettera di risposta e puntuale contestazione, opera di Fika Sicula, che spero venga rilanciata su quanti più blog è possibile, e liste di discussione (è stata preceduta da un serio dibattito sulla lista “Sommosse”). E spero anche che arrivi sui principali media cartacei. Ne ricopio l’inizio.

Dal Blog Femminismo a Sud

29.05.08

Lettera alla Ministra Carfagna

Post in Corpi & Omicidi sociali & Fem/Activism at 17:31 :: 點閱次數 ( 168 )

Giorni fa è stato pubblicato un articolo di Natalia Aspesi sulla violenza contro le donne dal titolo: “Quando il nemico è in casa”. La Ministra delle pari opportunità Mara Carfagna ha deciso così di scrivere una lettera al direttore del quotidiano nella quale esprime disaccordo sulle conclusioni della Aspesi, vanta i meriti della famiglia, quasi da’ la colpa alle donne perchè subiscono violenze e perchè non reagiscono ad esse ed elenca, senza tenere conto del disegno di legge contro la violenza di genere licenziato dal consiglio dei ministri del precedente governo, gli impegni che il ministero vorrebbe assumersi. Leggete pure se volete farvi un’idea del “Carfagna pensiero” in materia di violenza alle donne.

La lettera al Direttore della Carfagna mi ha sollecitato a scriverle una risposta che condivido con voi. Buona lettura.

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Egregia Ministra Carfagna,
ho letto con attenzione la Sua “lettera al direttore” di Repubblica nella quale descriveva le Sue considerazioni sulla questione della violenza alle donne.

Di queste considerazioni non condivido quasi nulla. Il contenuto della lettera mi ha invece indotto a scriverLe per introdurLa ad una differente lettura dei dati statistici sulle violenze contro le donne che certamente Le sono noti.

Una lettura che di sicuro trova d’accordo le 150 mila donne, femministe e lesbiche che hanno partecipato al corteo contro la violenza maschile dello scorso 24 novembre e che comprende una visione di quell’impegno culturale che lei stessa auspica – “per ridare serenità alle donne italiane” – non tendente verso una direzione familista.

La causa delle violenze degli uomini non risiede nella presunta fragilità delle donne e di sicuro non va ricercata nel minore interesse a realizzare “la famiglia, quale cellula primaria della società italiana. (continua)

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