Archivi e biblioteche: potere, utenti, tecnologie

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Sono molto felice di poter pubblicare  il programma definitivo di questa iniziativa, a cui sto dedicando da un po’ di tempo una discreta quantità di energie.

Archivi e biblioteche: potere, utenti, tecnologie

Giovedì 7 febbraio alle ore 17,30 nell’Archivio Storico del Comune di Genova, Palazzo Ducale, piazza Matteotti 10, Genova

Presentazione del libro

Il potere degli archivi: usi del passato e difesa dei diritti nella società contemporanea di Linda Giuva, Stefano Vitali, Isabella Zanni Rosiello,
Bruno Mondadori Editore, 2007

Introduce Antonio Gibelli, ordinario di Storia Contemporanea alla Facoltà di Lettere dell’Università di Genova

Partecipano le autrici e l’autore

Linda Giuva (docente di Archivistica generale all’Università degli Studi di Siena – Polo universitario aretino)

Stefano Vitali (Archivio di Stato di Firenze)

Isabella Zanni Rosiello (già direttrice dell’Archivio di Stato di Bologna).

Intervengono Luca Borzani (storico, già assessore alla Cultura del Comune di Genova) e Raffaella Ponte, (direttrice dell’Archivio storico del Comune di Genova)

Scrive Giovanni De Luna nell’introduzione: “L’immaginario sugli archivi e sugli archivisti si è nutrito di tutti i possibili stereotipi letterari e cinematografici, ma la realtà è molto diversa e questo libro restituisce agli archivi il loro valore culturale e civile e agli archivisti lo spessore di un insostituibile e faticoso ruolo professionale. (…) I problemi che pongono e le soluzioni che vi si trovano appartengono totalmente al contesto della nostra contemporaneità. E’ così per quanto riguarda il loro ruolo nella ricerca storica (Isabella Zanni Rosiello), la loro capacità di perimetrare e definire appartenenze (Stefano Vitali), il loro rapporto con le questioni decisive della democrazia e dei diritti (Linda Giuva). L’estenuata stanchezza della politica, il ridimensionamento della statualità, l’affiorare di una nuova generazione di “diritti umani” ha ridisegnato il tradizionale confine tra gli aspetti visibili e invisibili del potere, restituendoci una nuova concezione della democrazia. In quest’ottica gli archivi smettono i panni tradizionali degli arcana imperii per diventare un indispensabile strumento per la tutela etica e giuridica della nostra convivenza civile.”

Venerdì 8 febbraio alle ore 9,30 nella sala dei Chierici della Biblioteca Berio, via del Seminario 16, Genova

seminario di studio

“Archivi e biblioteche ai tempi del web2.0”

partecipano

Bonaria Biancu (Biblioteca centrale dell’Università degli Studi Milano-Bicocca)

Carola Frediani (giornalista web, Totem)

Carlo Penco (ordinario di Filosofia del Linguaggio, Facoltà di Lettere e Filosofia; Semiotica dei media, Scienze della Formazione dell’Università di Genova)

Stefano Vitali (già visiting professor al master in Archival Studies all’UBC. University of British Columbia, Canada)

Coordina Paola De Ferrari (archivista)

Intervengono, per la Biblioteca Berio, Laura Malfatto, dirigente responsabile della Sezione di Conservazione e Fernanda Canepa, responsabile dell’Ufficio informatizzazione del Catalogo unificato.

Utenti di internet in tutto il mondo utilizzano i software sviluppati negli ultimi anni e identificati come web 2.0, e usufruiscono spesso senza porsi domande di questi servizi web innovativi.
È avvenuto un salto qualitativo nelle internet technologies: c’è chi parla di rivoluzione, chi del pieno dispiegamento delle potenzialità insite nell’internet fin dalla sua origine.
Comunque sia, questo insieme di servizi, utilità, procedure di ricerca, di pubblicazione, di relazione con gli utenti e tra utenti (e molto altro ancora) chiamato web 2.0 può avere un impatto estremamente importante sul modo in cui vengono disegnati e gestiti i siti dei beni culturali e i loro servizi al pubblico. Il punto è il protagonismo dell’utente, il suo ruolo potenzialmente sempre più attivo e centrale nella ricerca, nella produzione e nella condivisione di risorse e contenuti.
La valutazione dei bisogni dell’utente diventa la parola chiave per la creazione dei nuovi strumenti internet.
Ma cosa implica l’assunzione reale e non retorica di questo punto di vista e l’utilizzo di tecnologie web 2.0 negli archivi e nelle biblioteche? Quale l’impatto sulle procedure consolidate, sulle pratiche professionali, e sulle teorie? possiamo valutare e ragionare su casi di studio e realizzazioni effettuate? Guardando al mondo dei media e dell’università, possiamo trovare analogie che ci aiutino a riflettere criticamente?

 

Le iniziative sono organizzate dall’Archivio storico del Comune di Genova e dalla Biblioteca Berio di Genova
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Per ciò che riguarda il libro, avrete capito dal post pubblicato a suo tempo e dalle citazioni in questo blog che ritengo fornisca importanti strumenti di conoscenza e riflessione non solo al mondo degli archivi, ma a tutti/e coloro che hanno a cuore le tematiche della memoria, della storia, dei diritti, della democrazia in questo paese e ovunque…vi pare poco? Sono contenta che le autrici e l’autore e Antonio Gibelli, Luca Borzani e Raffaella Ponte abbiano accettato di dedicare un po’ tempo e energie per presentarlo al pubblico.

Per ciò che riguarda il seminario, pur essendo io il prototipo dell’utente che non sa assolutamente quello che avviene nei circuiti e microchips del suo computer (se è per quello, nemmeno sotto il cofano della mia macchina), ciononostante sono stata presa, come molti, da entusiasmo per il web2.0 e per le sue realizzazioni, e dalle possibilità che offre (che promette?) nei beni culturali. Perciò, mi è parso che, oltre esplorare il web e condividere con amici e colleghi virtuali riflessioni e interrogativi, una buona iniziativa fosse quella di confrontarci in presenza, mettendo insieme esperienze diverse (media, università, biblioteche, archivi). Shakerare tutto…e tirare qualche provvisoria conclusione (o anche solo riuscire a formulare meglio gli interrogativi…)

Devo dire che Raffaella Ponte dell’Archivio storico del Comune e Laura Malfatto della Biblioteca Berio hanno dimostrato immediatamente un interesse veramente sincero. Grazie a loro, è bellissimo vedere l’entusiasmo che si diffonde, come l’incendio in una prateria (scusate, mi viene questa metafora, capisco che è un poco…devastante, in tempi di cambiamenti climatici fuori controllo) . Allora passatemi questa, di metafora: è come stare a guardare una pentola di acqua sul punto di bollire: si vedono bollicine in fila che si addensano sulle pareti e sul fondo, qualcuna comincia già a ingrandirsi, a venire su…ci si può immaginare che tra poco, tutta l’acqua comincerà a bollire furiosamente…potrebbe essere il nuovo web nei servizi agli utenti dei beni culturali e dei siti storici? Chissà.
Intanto, proviamo a vederci a Genova (che rimane comunque, anche per una gita, una bellissima città)

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