Siti archivistici e interfaccia utente, o “pesci in faccia” all’utente?

Riprendo brevemente il discorso sulle ricerche genealogiche, perchè mi è capitato sott’occhio il sito dell’Archivio di Stato di Napoli. Ho cominciato a sfogliarlo, con l’obbiettivo di capire come sono organizzati i siti dei nostri maggiori archivi, dal punto di vista di un utente che vuole fare una semplice ricerca genealogica (visto che sono quelle più richieste).

Il sito informa minuziosamente l’utente della storia dell’Ente, del suo patrimonio documentario e delle vicende storiche che lo hanno costruito ( e distrutto), della Scuola d’archivio, delle attività ecc. ecc. Il tutto con un linguaggio diciamo per “addetti ai lavori” (infatti chi legge viene ripetutamente appellato come “studioso” – presumendo che solo agli studiosi possa venire in mente di andare a navigare in un sito d’archivio). E si susseguono le paginate di spiegazioni, una specie di corso di archivistica in miniatura (ma neanche tanto miniato), e le istruzioni per accedere alle banche dati e agli inventari e ai repertori digitalizzati. Qui faccio una prima ricerca: inventari digitalizzati… si apre una finestra con i titoli degli strumenti disponibili, ma poi li è difficile capire cosa si può fare. Cliccando, qualcuno si apre in una finestra laterale che contiene le stesse informazioni più altri geroglifici del sistema…altri no ma non si sa perchè…nell’insieme mi pare circoli una notevole prolissità archivistica e una astrusità e difficoltà di consultazione. Ecco la spiegazione (!) degli inventari digitalizzati della sala studio.

Sala degli inventari
All´interno di questo modulo, gli strumenti di ricerca gestiti dalla Sala di studio (inventari, indici, repertori, elenchi prodotti dall´Amministrazione archivistica), sono identificati non soltanto da un numero progressivo, ma dal riferimento al complesso documentario a cui si riferiscono. Le diverse specie di chiavi di ricerca elaborate dagli archivisti sono riconducibili a due modelli generali:
  1. 1) strumenti inventariali che descrivono le unità documentarie secondo la sequenza stabilita dall´ordinamento;
  2. 2) “pandette”, indici, repertori che organizzano le informazioni sulle unità documentarie secondo modalità ritenute funzionali alla ricerca (per esempio l´ordine alfabetico dei nomi di persona o di località, l´ordine cronologico degli atti o quello per categorie di soggetti o di funzioni). Prima suddivisi in cinque serie numeriche, gli strumenti sono oggi tutti integrati in un unico modulo, interrogabile cercando un elemento all´interno del riferimento all´archivio.”

Io volevo solo fare una ricerca genealogica…cercare il certificato di nascita di un tale, così, per fare una prova. Ma come faccio? Torno indietro alle spiegazioni, sperando in qualche improvvisa botta…di fortuna. E infatti trovo qualcosa dopo aver girovagato ancora nel sito, incistata sotto Istituto>servizi>richiesta documenti>richiesta informazioni su persone…alleluhia!, ci siamo, mi dico. Ma:

L’Archivio di Stato di Napoli conserva, in serie completa, i registri di nascita, matrimonio e morte dei Comuni di Napoli e provincia per gli anni 1809-1865. Per una ricerca nominativa occorre indicare il luogo e l’anno di nascita del soggetto dell’indagine e, se il soggetto è nato nella città di Napoli, anche la circoscrizione (quartiere) di appartenenza. In assenza dei dati suindicati non è possibile effettuare alcuna indagine.

Ma come cavolo si può pretendere che un discendente di immigrati di terza generazione possa sapere il quartiere di nascita dei suoi parenti? va già bene che si ricordino della città, dell’anno più o meno, della nazione… ma non è finita: consapevoli che magari il povero nipote o pronipote a questo punto comincia a innervosirsi, sapete cosa fanno gli archivisti dell’ASNA? sbolognano gli importuni al Comune di Napoli:

Limitatamente alla città di Napoli è comunque opportuno rivolgersi direttamente al Comune che possiede gli stessi dati dal 1809 ad oggi in formato digitale, di accesso immediato. L’indirizzo è il seguente: Comune di Napoli “Servizio Stato civile – Ufficio Corrispondenza Valori” II traversa Via Epomeo, Parco Quadrifoglio, 80126 Soccavo, Napoli. Si fa presente inoltre che l’unico ufficio competente al rilascio di certificati e di estratti di Stato civile è l’Ufficio di Stato civile del Comune di nascita.

Di accesso immediato? e cosa ci vanno, a piedi dall’Argentina o dalla California alla Seconda traversa di via Epomeo? ma non potete segnalare un indirizzo internet, un’URL, che dio vi benedica?

Il confronto con uno dei molti siti in lingua inglese è senza dubbio istruttivo. Ad esempio questo: Ancestry.com. Il sito è pieno di servizi:

L’utente viene agganciato, incuriosito, attirato con le miniature dei documenti, con la promessa dei risultati…e alla fine, sottoscrive l’abbonamento e consulta, e probabilmente trova quello che cerca, tra milioni di dati…io, per esempio, ho trovato.
E’ un sito commerciale, d’accordo. Ma non è questo l’aspetto che volevo sottolineare. Qui l’ambiente web è costruito intorno all’utente e alla sua esigenza di cercare e trovare. Non viene respinto o umiliato con una esibizione di terminologia esoterica. Non viene annoiato costringendolo a sciropparsi la storia del regno di Napoli, se vuole trovare un certificato di nascita di suo nonno. C’è veramente un diverso di punto di vista, centrato sull’utente, o meglio, su quel particolare bisogno di ricerca dell’utente, che viene esaltato e valorizzato.

Ci sono un milione di obbiezioni possibili a questo discorso, ne sono consapevole: da quella che coi soldi tutto è più facile (ma questa è quella più banale e miope) al fatto che un Archivio di Stato non può soddisfare solo un particolare tipo di bisogno di ricerca, trascurando gli altri… Ma a me, in questo momento, interessa puntare l’attenzione su come è costruita l’interfaccia utente dei siti archivistici, queal ‘è la “filosofia” che la informa, e se e come le tecnologie 2.0 possano aiutare a costruire un approcio diverso. Ho l’impressione che un sito come quello dell’ASNA, una “vetrina dell’Archivio”, centrata sull’archivio, scoraggi qualsiasi utente, qualunque documento voglia cercare. Un diverso punto di vista è possibile. Ma, bisogna volerlo. La domanda è: lo vogliamo? e se si, chi lo vuole?

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4 commenti

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4 risposte a “Siti archivistici e interfaccia utente, o “pesci in faccia” all’utente?

  1. Ciao,
    ho avuto modo di rivolgermi per corrispondenza all’ufficio di via Epomeo. Devo dire che non mi aspettavo da loro alcuna risposta positiva visto che ho fornito delle informazioni molto vaghe e sommarie su chi stavo cercando ed invece mi sono visto recapitare a casa una fotocopia di un certificato di nascita del 1840. Secondo me l’ufficio ha fatto un ottimo lavoro e mi ha reso un servizio che nella mia personale esperienza non trova pari riscontro negli analoghi uffici di altre parti d’Italia.
    Saluti
    Adriano

  2. Sono contenta del buon servizio reso dal Comune di Napoli. A maggior ragione, meriterebbe che dalle pagine web dell’Archivio di Stato venisse segnlalato quantomeno il loro indirizzo di mail, perchè ormai gli utenti remoti si servono tutti della mail…
    Ad esempio, è notevole la pagina della Regione Toscana, che mette in rete un virtual reference desk in cui ci sono vari aiuti a chi vuole fare ricerche genealogiche..
    http://www.cultura.toscana.it/biblioteche/servizi_web/vrd/cdd/920.shtml
    E’ vero però che l’Archivio di Stato di Firenze non fa consulenza via mail o almeno così ho capito).
    Insomma, ognuno fa come vuole – e districarsi non è facile, se l’utente è inesperto, non conosce la lingua ecc…
    Ciao e grazie della segnalazione. Deffe#top

  3. Ligia

    Ciao Paola,

    Eccelente post! Complimenti ed io che pensavo di essere l’unica ad aver avuto simili problemi.

    Cerco dal 2004 il certificato di nascita del mio nonno paterno Enrico Bianchi che nel 1900 partì da Napoli con la famiglia per Sao Paolo Brasile, dove sono nata. Ho la data esata della nascita, ma nei documenti che possiedo il nonno risulta essere nato in provincia di Napoli. E l’archivio di Stato di Napoli mi ha chiesto di cercare in ogni comune (sono 94 o 96). Dai tempi fino ancora ho spedito più di 600 lettere cortese, educate, suplicante. Ho mandato mail, fax, rimandato le lettere, telefonato a ogni comune raccontando la mia storia. Non ho ottenuto nemmeno 1 terzo delle risposte. Mi sono adirittura trasferita in Italia credendo che il fatto di essere residente quì aiuterebbe nella buona volontà dei personali per rispondermi. Amara ilusione. Ho speso tantissimo con lettere raccomandate con avviso di risposta, casella postale nella Posta Italiana (nel caso dovessi cambiare indirizzo). Oggi mi sento demoralizata. Non capisco come in tutti questi anni i comuni ancora non mi hanno risposto.

    Mi dispiace tantissimo ricordare, ma il mio paese ha accolto gli italiani affamati e miserabili nel passato con dignità e senza burocrazie, non ho vergogna in dirlo perchè riguarda la mia famiglia e le storie che ci ha raccontato il nonno del viaggio in nave fino ad arrivare in Brasile erano terrificanti. Hanno trovato in Brasile il paradiso.

    Scusatemi lo sfoggo.

    Comunque se sapete come faccio ad fare questa richerca di un’altra maniera, aiutatemi vi prego.

    Un saluto,

    Ligia

  4. deffe

    Cara Ligia, ciao. Purtroppo abito molto lontana da Napoli e dalla sua provincia. Non ho nessun amico o amica archivista di Napoli che possa darmi informazioni. Le tue difficoltà sono generalizzate in molte regioni, non solo in Campania. Non voglio consigliarti di rivolgerti a Istituti privati di ricerca genealogica, perchè non conosco nè i prezzi nè l’affidabilità di questi soggetti. Non rimane che continuare a fare quello che già stai facendo, sperando in un colpo di fortuna…se qualcuno che legge questo post volesse collaborare, farò da intermediaria e farò avere la tua mail (attenta però, accetta solo un aiuto sincero e gratuito!)
    Tantissimi auguri, Paola

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