Parole del Novecento. Seconda parte.

Riprendo, dopo una pausa al freddo e al gelo della manifestazione, la cronaca dell’incontro di ieri 16 novembre a Archiexpò, a Milano, Palazzo delle Stelline. Dopo Linda Giuva, ha parlato
Luciana Franci, della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, che ha relazionato sulla costruzione del Nuovo Soggettario. Il progetto del Nuovo Soggettario, per sostituire quello del 1956, ormai sorpassato e da adeguare sia come termini che come aderenza agli standard, ha prodotto un prototipo di Thesaurus, contenente circa 16.000 termini. E’ uno strumento per elaborare un linguaggio di indicizzazione che sia caratterizzato da: adeguamento agli standard, rigoroso come struttura, condivisibile, insegnabile. E’ destinato al mondo delle biblioteche, ma anche degli archivi e dei centri di documentazione, e sarà continuamente implementato, vista anche la sua flessibilità e modularità. C’è su web un prototipo che ci è stato illustrato. Questo Soggettario, cioè vocabolario strutturato come un Thesaurus, potrà servire per un’indicizzazione sia pre-coordinata (stringhe di soggetto) che post-coordinata (descrittori). La previsione è di pubblicarlo nel gennaio 2008, con 18.000 termini. I riferimenti agli standard sono: ISO 2788, BS 8723 e il GRIS nazionale

L’ultimo intervento ha visto l’illustrazione del sito del CSI Piemonte, ovvero Centro di storia dell’Industria, che ha un patrimonio documentario disponibile sul portale, riferito alla storia delle industrie e del lavoro piemontesi del Nordovest d’Italia. Il portale, che nasce per ispirazione di docenti universitari torinesi e genovesi, metterà a disposizione (qualcosa si può vedere già adesso) documenti indicizzati con il Thesaurus Parole del ‘900. L’area concettuale sarà quella del sito, cioè la storia industiale e del lavoro e potrà implementare lo stesso Thesaurus. La base dati nasce sull’applicativo Guarini, e quindi dovrà integrare il Thes, che nasce su un altro applicativo…

Conclude l’incontro brevemente Leonardo Musci, ringraziando tutti. Baci, abbracci e poi ognuno/a se ne parte per il suo paesello, o rimane a seguire gli altri appuntamenti di Archiexpò. Io sono di quei che se ne parte. Commenti al prossimo post (i fatti separati dalle opinioni!)

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