Mare, spiagge e memorie patrie

levante

E’ già nostalgia. Eppure sono tornata solo oggi da una piccola vacanza. Ieri l’ultimo saluto, alle otto di mattina, vento di ponente fresco, ma questa è una spiaggia di levante, riparata, in vista della Maddalena. Io e Giuliano siamo dei fabbricatori di riti: l’ultimo giorno si va prestissimo in questa spiaggia; si riesce a stare almeno due ore completamente soli, vento, uccellini, silenzio. Poi qualcuno sopraggiunge, ma l’esperienza del momento perfetto si è compiuta. Deve bastare per un anno intero, e ci fa dimenticare i momenti di delusione e incazzatura che ogni vacanza in uno dei posti più belli del Mediterraneo si porta dietro, nella stagione di punta. Non la faccio lunga, ma: sulla spiaggia di CapoTesta a levante, alla mattina verso le nove, mentre la spiaggia si sta riempiendo di mamme-e-bambini con enormi carichi di ombrelloni ecc., un tizio tutti i giorni piazza cinque o sei sdraio e ombrelloni, ben distanziati tra loro, prelevandoli da un rudere di barca capovolta. Alla domanda: ma lei ha una concessione per fare questo? come può pensare di tenere vuote queste sedie (che verranno occupate da quattro o cinque madame amiche del tizio, verso mezzogiorno passato) mentre chi si fa la carovana con un carico da mulo sotto il sole deve accontentarsi di un angolino? Risposta: io abito qui vicino (cenno vago alle ville lì intorno). Risposta: e allora cosa mi rappresenta?rabbia2.gif Segue litigata.

E’ un classico estivo. Consolazione: leggo su un quotidiano che a Valencia (ES) è stato vietato di cercare di tenersi un posto in spiaggia con sdraio, ombrelloni ecc. Viva la Spagna! faro di civiltà anche in questo caso.

Ma l’incazzatura più grossa avviene a Caprera. Visita al bellissimo Compendio Garibaldino (cioè alla casa museo di Garibaldi). A questo link si trovano molte informazioni, anche se nell’insieme è un po’… Tutti la conoscono, almeno a parole. E’ un posto che deve essere apprezzato con una visita che permetta pause di osservazione dei documenti e degli oggetti conservati, che sono di tipo diversissimo, dai documenti ufficiali al girarrosto a molla (che viene caricato, come un segnatempo, per non dover stare a girarlo manualmente. Piccola invenzione per alleviare il lavoro delle donne? mi piacerebbe crederlo…). Bisognerebbe meditare, guardare anche il paesaggio straordinario. Dicono che molto sia stato rubato da collezionisti di cimeli (i beneinformati dicono anche da Craxi). Ma ci sono videocamere ovunque. Niente giustifica una visita a rotta di collo, guidati, anzi, incalzati da un giovincello in occhiali scuri e codino, arrabbiato per fatti suoi, che ha blaterato alcune scemenze e via, fuori dagli zebedei. In mancanza di altro personale a cui rivolgerci, siamo andati dalla addetta alla biglietteria a protestare. Sorrisino di compatimento. adieuQuesto sarebbe il bicentenario del Padre della patria? quando si tratta di inventare qualche occasione per spillare quattrini al pubblico, le amministrazioni di qualsivoglia ente non si fanno pregare (guardare su internet il profluvio di siti garibaldini dell’ultima ora). Sono molto affezionata a Garibaldi, l’unico vero eroe-pop italiano. Vorrei che, almeno, si tenesse bene la sua casa, meravigliosa. Se la gente la visitasse come si deve, potrebbe meditare su di lui e sui suoi tempi, meglio che in tanti sciocchi convegni.

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1 Commento

Archiviato in archivi, memoria, ribellarsi è giusto

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