L’eterna lotta tra tenere e buttare

trasloco.gifContinua il tormento(ne). Ora siamo proprio alle strette: tra pochi giorni tutto deve essere pronto per il trasporto nella nuova casa, e ancora si ergono davanti a noi ripiani di libri, faldoni di carte…ho contato dieci volte i metri di scaffali che avremo a disposizione, ma ancora non ci siamo. Smaltire, smaltire! Vengo presa da una frenesia isterica. Cartelle di documenti di convegni a cui ho partecipato, blocchi di appunti manoscritti…quando mai potrò conservare veramente tutto quello che documenta ciò che ho fatto nella vita? Mi coglie il pensiero che mi trovo nel cuore, nel punto topico della nascita di un archivio: qui si confrontano e lottano tra loro cose che conserveranno la memoria, e di cui si terrà memoria, e cose che andranno distrutte, che porteranno nell’oblio gli eventi di cui sono traccia. Non completamente, ovvio: altri conserveranno quello che io distruggo, e viceversa. Ma qui si tratta di me, singola individua. Mi vengono in mente anche i discorsi fatti tante volte: come mai, fino a poco tempo fa, si trovavano quasi solo archivi di uomini; La bisnonna Vittoriacome mai le donne hanno sempre avuto difficoltà a lasciare memoria di sé; come mai i documenti che parlano di loro sono spesso nascosti, incistati, negli archivi di altri, famiglie, mariti, padri ecc. Ecco un motivo sempre valido e attuale: manca lo spazio! Riemerge il fantasma della stanza tutta per se. Veramente lo spazio lo sto contrattando al centimetro con il marito, anche lui con gli stessi problemi. Però lui come artista si è concesso uno studio (che è già strapieno). Il mio curricolo lavorativo molto altalenante e a zig zag non me lo consente di certo. Però ho una casa in campagna! Aimè, è quasi satura dei libri di mio figlio “emigrato” in Spagna (decine di cartoni ancora da sistemare – libri e fumetti, ora concupiti avidamente dai nipoti e che non avrò mai il cuore di “scartare”). Inoltre ci sono i residui di altri precedenti traslochi, vecchi libri anni Settanta, ormai sanno di muffa e di tarli, ma tantè. Bene, manderò questi nuovi a raggiungere i loro fratellini. Mi sforzerò di conservare, almeno certe cose: le bozze e i materiali preparatori del libro ora uscito, l’inventario dell’Archivio Mecozzi (lottando contro il pensiero: ma chi se ne frega, tanto c’è il libro…). Vero, ma in questo caso posso davvero tenere traccia di tutto il percorso che ha portato dalla schedatura manuale alle bozze alle varie stesure…anzi, molto si è già perso, come naturalmente le correzioni della versione informatizzata (per fortuna). E allora, dai! farò un piccola, piccolissima scrematura…Nonostante che sia un fatto ovvio, è sempre stupendo come le carte più insignificanti diventino pregevoli solo perchè c’è passato sopra il tempo. Ho cinque faldoni di documenti di famiglia, dal ‘500 al ‘900. Ci sono i conti della spesa, i biglietti di auguri e di condoglianze, le cartelle delle tasse, i testamenti e le liti, le poesie e le lettere alle madri. Mi sento un verme. Vado a recuperare i numeri di “Diario” e “Manifesto” che riguardano il G8 – erano già finiti nella scatola per una Fondazione. “Non lavate questo sangue!”. Ebbene, farò posto anche a loro.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in archivi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...