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Utenti web, cultura “remota”: un convegno a Roma

Ecco, popolo incredulo, clikka e ammira:

Roma: Convegno “Cultura remota: alla ricerca degli utenti web”

Biblioteca nazionale centrale, Sala Conferenze – a cura del Ministero per i Beni e le attività Culturali, Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche, Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali

12 novembre, 2009 – Corsi, seminari e convegni OTEBAC

Per chi, come me, è curioso dell’intreccio tra beni culturali e Web 2.0, l’occasione è da non perdere. Spero che sia un momento di informazione e di prospettive, a prescindere da Second Life, a cui non sono mai riuscita ad appassionarmi (anzi, da parecchi mesi l’ho mollata). Allora, arrivederci a Roma!

Convegno per Franco Carlini, come è andata

Raffaele Mastrolonardo

Raffaele Mastrolonardo

Molto bene, sia per la partecipazione del pubblico che per l’interesse degli interventi. per una volta, anche quelli “istituzionali” ovvero i cosidetti “saluti” di autorità varie che di solito affliggono i convegni sono stati insolitamente sobri e appropriati, anzi, qualcuno (Ranieri, Monti Bragadin) effettivamente hanno approfondito le questioni. Peccato per l’assenza di Nando fasce e Rodotà, colpiti dal virus influenzale. Di tutto quello che è successo potete leggere, guardare e ascoltare nelle molte e belle recensioni e grazie alla pubblicazione tempestiva di materiali, compresi i file audio degli interventi, a partire dal sito di Totem e di Vision post, a cui vi rimando. A questa pagina c’è anche la trascrizione degli interventi, utilissima per chi non c’era o per chi vuole meditarci sopra.

Paola, Carola...

Tra il pubblico: Paola, Carola...

Rimane, a mio parere, la dicotomia di “visioni”, di cui i protagonisti sono del tutto consapevoli e che hanno anche ironicamente sottolineato in un semiserio gioco delle parti, tra web critici-critici (Carlo Formenti), e web come opportunità tuttavia aperta…(Luca de Biase).

Carlo Formenti

Carlo Formenti

Luca De Biase

Luca De Biase

Rassegnamoci. La dialettica è morta. La sintesi non regna più tra noi. Il lavoro culturale va avanti a forza di zig zag;  e quindi umilmente mi dispongo a cercare di raccattare, da ogni intervento, quello che più mi corrisponde, che riesco meglio a “indossare”. Ci devo pensare sopra – mentre cerco di finire il pull che sto tricotando per la mia figliola Francesca. Stupendo! erano circa almeno 24 anni che non toccavo i ferri della maglia, e scopro la bellezza della conoscenza procedurale – sai tante cose anche se non sai più di saperle. E quindi a seguire gli schemi, a fare le trecce, le losanghe, i cali, gli intrecci, i punti fantasia…e non c’è che il lavoro a maglia che permette di far funzionare insieme le varie parti del cervello…cosa che non guasta mai…propedeutica a cercare di capire qualcosa nel variopinto suq della “democrazia e conoscenza digitali”?

pull

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Beni comuni, blog, rete, donne: l’intervento di Enza Panebianco…

…al convegno di Bologna sui Beni comuni delle donne organizzato dall’Associazione Orlando. Non l’ho sentito perchè era nella prima giornata di convegno, perciò sono molto grata a Enza che l’ha tempestivamente pubblicato sul blog “La rete non è neutra”. Eccovi il link: Virtualizzazione dello spazio pubblico e blog delle donne

Mi sembra molto interessante e potrebbe suscitare dibattito (non so se a Bologna c’è stato). Ma forse non è il momento, siamo tutte o troppo depresse e incazzate (come me – per i soliti motivi, che mi pare che ogni giorno si facciano più gravi)  o distratte dalle vacaze di fine anno…o da chissà cos’altro…

Comunque, se ne riparlerà, spero. Buona fine d’anno!

Archivi, biblioteche, musei 2.0, secondo tempo

Seguito del post precedente.
Dopo una breve pausa, abbiamo ascoltato e guardato l’intervento di Simona Brighetti, della Biblioteca Sala Borsa di Bologna: “Dire, ascoltare, navigare, partecipare: l’esperienza di bibliotecasalaborsa.it” . Simona ha illustrato velocemente le pagine del ricchissimo sito della Biblioteca, che credo sia una delle più attive e aggiornate istituzioni bibliotecarie di nuovo tipo, che fa un grande uso delle risorse web, come si può vedere dal sito stesso. Oltre ai servizi offerti, moltissimi, differenziati anche per età, lingua, oltre che per interessi e oggetti di ricerca, ricordo due sezioni interattive: Biblioteca salaborsa di tutti, concorso interattivo per utenti, che ha già raccolto un notevole numero di contributi; e il fondamentale servizio di reference online Chiedilo al bibliotecario che vede coinvolti nel servizio una rete di istituti cittadini -molto interessante e da cui prendere esempio, anche perchè il reference online è impegnativo e la condivisione può facilitarlo. C’è poi anche un forum, dove gli utenti inseriscono i propri commenti, a volte anche critici – ma comunque utili per migliorare. Comunque, tutti i servizi offerti dalla Biblioteca prevedono una bella quantità di risorse umane, e non solo. Anche nella progettazione grafica il sito è ottimo: andate a vedere, e mi direte.

Luca Melchionna, del celebre Mart, Museo di arte moderna di Trento e Rovereto, ha difeso energicamente e con ottimi argomenti la presenza del Mart sui più diffusi social network. Tra essi Facebook, i cui utenti/amici del Mart hanno superato quota mille: festeggiamenti, regali, iniziative… (anzi sono 1400 e più: oggi anche io, che sono già su Facebook, ma non ci ho combinato finora un granchè, ho aggiunto il Mart ai miei “amici”)
Luca ci ha raccontato la presenza del Museo sulle reti, la sua attività e le positive ricadute che il Museo può testimoniare. La creazione di una community online quindi non solo non distoglie gli utenti ma anzi favorisce e attira gli stessi verso il museo. Inoltre, la presenza online dell’ente è in qualche modo più controllata. Altre iniziative sui social network sono allo studio… teniamo d’occhio il Mart, che mi pare la punta di diamante italiana in questo settore, dalla cui esperienza tutti i siti culturali possono trarre utili suggerimenti.

A seguire Marco Fiorilla, della biblioteca Lancisiana di Roma, specializzata in antichi testi sulla storia della medicina, ha illustrato il bel lavoro fatto di digitalizzazione dei manoscritti del catalogo. Le scansioni ad alta risoluzione sono arricchite di funzioni di ricerca di lemmi e altre utilità; inoltre, il catalogo è aperto agli utenti, previa iscrizione, e consente loro di contribuire con commenti e ricerche. Anche qui c’è lo sforzo di creare una comunità di utenti che possano collaborare sia con la biblioteca che tra di loro, scambiandosi utili informazioni.

Ha tirato le conclusioni dell’incontro Maria Teresa Natale, dell’OTEBAC, l’osservatorio Mibac sulle tecnologie digitali in campo culturale. E’ appena uscito il volume “Handbook on cultural web user interaction” del Gruppo di lavoro di Minerva EC, “Quality, Accessibiliy and Usability” coordinato da Rossella Caffo. C’è anche l’edizione digitale scaricabile. Maria Teresa ha prima descritto in sintesi il manuale e il lavoro svolto per arrivare all’edizione.  Non cerco di riassumere, bisogna che ognuno se lo studi da sé. Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo, ma dall’indice degli argomenti credo sia uno strumento utilissimo per orientarci. Maria Teresa ha poi presentato uno spaccato della situazione italiana, caratterizzata da un’infinità di siti culturali che fanno capo però a enti medi o piccoli. Quindi con parecchie difficoltà a realizzare e gestire siti un po’ complessi.  Poi ha descritto i più comuni servizi dei siti culturali, dalle visite virtuali dei musei alle biglietterie online, ai giochi interattivi per affiliare il pubblico, ai servizi podcasting per la didattica, agli Rss, ecc. Viene citato  TaggaTO, sito di servizi al pubblico del Comune di Torino che usa il social bookmarking (carino!). Maria Teresa si è stupita del fatto che nessuno avesse fino ad allora parlato di Second Life, dove cominciano a essere presenti alcune istituzioni culturali. Il lavoro fatto finora dal Mibac ha riguardato soprattutto l’accessibilità dei siti web, ma ancora il coinvolgimento dell’utente è carente, soprattutto si lamenta una mancanza di strategia….

Beh, se lo dice lei…

Dopo un breve dibattito, abbiamo concluso l’incontro. Nel frattempo si era scatenato un diluvio di pioggia e vento: per andare a cenare al Porto Antico con i nostri ospiti abbiamo rischiato di annegare! Comunque ci siamo divertit*, abbiamo “socializzato” e abbiamo continuato a scambiaci anche utili informazioni, tra un assaggio di trofie e uno di focaccia al formaggio. Bello, grazie a tutti e a tutte! e una grosso ringraziamento a Laura, Emanuela, Raffaella, Oriana e Paolo, che hanno organizzato la giornata insieme a me. Grazie per la sua presenza anche a Stefano Vitali, che ci ha fatto la bella sorpresa di assistere all’incontro. (Se lo avessimo saputo, gli avremmo subito appioppato qualcosa da fare…)

Beni culturali e web 2.0: esperienze a confronto

A Genova sta per aprirsi il Festival della Scienza: mega evento, che dura due settimane, coinvolge migliaia di persone e centinaia di incontri e manifestazioni in tutta la città, molti anche di alto livello. Ce n’è per tutti, grandi e piccoli, tante infatti anche le iniziative per i bambini, e importanti le conferenze e i laboratori divulgativi, con scienziati di fama mondiale. Il tema di quest’anno è “Diversità“. Interpretato nelle maniere più varie.  In questo ambito, trova uno spazio direi naturale anche l’iniziativa alla quale partecipo, che vuole riprendere e approfondire le tematiche dell’incontro di febbraio, di cui ho abbondantemente parlato. Il nuovo “web day” si intitola “Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0: esperienze a confronto“, è un incontro a più voci con siti web culturali di enti pubblici e privati italiani che, in modi diversi, stanno creando una interazione con i loro utenti. Se a febbraio avevamo “fatto teoria” o meglio avevamo parlato delle possibilità offerte dalle tecnologie 2.0, ora vogliamo conoscere le esperienze concrete attraverso il racconto di chi le ha realizzate, compresi i passaggi, le difficoltà e le criticità. Anche in questo incontro si avrà una certa interazione con il pubblico, con brevi dibattiti dopo ciascuna presentazione e con la possibilità di continuare il dialogo con i relatori e relatrici in sala, attraverso diverse postazioni web. L’ultimo intervento, che ci aiuterà a fare il punto della situazione, è quello di Maria Teresa Natale, dell’OTEBAC, che presenterà tra pochi giorni il “Manuale sull’interazione con gli utenti del web culturale /Progetto MINERVA” per ora disponibilein inglese qui.

Qui sotto c’è il programma e qui c’è il pieghevole-web-201 in formato .pdf

Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0: esperienze a confronto

A cura del Comune di Genova – Direzione Cultura (Biblioteca Berio – Sezione di Conservazione, Archivio Storico del Comune, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce) e della Biblioteca Universitaria di Genova, con il coordinamento di Paola De Ferrari.

Con la collaborazione dell’Ufficio Informatizzazione e Catalogo unificato e dell’Ufficio Comunicazione e Promozione Eventi Culturali della Biblioteca Berio.

Biblioteca Berio, Sala dei Chierici, 28 ottobre ore 14.00-18.00

Informazioni: tel. 010 5576050

Incontro a più voci con rappresentanti di archivi, musei, biblioteche italiani, che attraverso il loro siti web hanno sviluppato nuove forme di interazione con gli utenti, chiamati a diventare non solo fruitori ma anche collaboratori e creatori di contenuti culturali

Programma

Diletta Zannelli Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo.

Il sito web “giovani” del Museo di Fotografia Contemporanea: un progetto in partenariato con il Liceo Artistico Statale U. Boccioni di Milano

Carla Sava Archivio di Stato di Udine

Memorie in rete, reti di memoria: Friulinprin per la ricerca di fonti e biografie di persone vissute tra ‘800 e ‘900 in Friuli

Cesare Bignotti e Guido Smider Creative Corporation EVES

Dibattito sulla Web Art con la Creative Corporation EVES Extraordinary Visions and Esthetic Sounds

Carlo Pischedda Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “G. Agosti”, Torino

Archos, un sistema integrato dei cataloghi d’archivio. Un approccio possibile ai social archives

Simona Brighetti – Biblioteca Sala Borsa, Bologna

Dire, ascoltare, navigare, partecipare: l’esperienza di bibliotecasalaborsa.it

Luca Melchionna MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto

Il Mart 2.0: nuovi utenti online e offline

Marco Fiorilla Biblioteca Lancisiana, Roma

Il progetto “Catalogo Aperto” dei manoscritti lancisiani

Maria Teresa Natale Ministero per i Beni e le Attività Culturali – OTEBAC

Interazione con gli utenti nei siti web e portali culturali: stato dell’arte e potenzialità

Coordina Paola De Ferrari

I relatori e relatrici saranno a disposizione del pubblico presso le postazioni multimediali.

Meno male che c’è Carola

Oltre a essere brava intelligente e bella, riesce sempre a scrivere qualcosa che mi tira su di morale. E’ il caso del suo post sul web 2.0, pubblicato su Vision Post di ieri 8 luglio.

Il gotha del web vuole salvare il mondo

Il prossimo Web 2.0 Summit di San Francisco avrà per protagonisti, oltre ai soliti leader hi-tech, anche le energie rinnovabili, i progetti di microfinanza, le tecnologie e le reti per migliorare l’ambiente o la società. Un segno dei tempi?…

L’articolo citato continua con una valutazione dei motivi, tra il sociologico e il politico, che quest’anno daranno forse un’impronta diversa al Web 2.0 Summit; non lo riassumo perchè è breve, piacevole e informato, nello stile di Carola, lievemente ironico ma serio e infine ottimista. Mi fa piacere poter pensare che in fondo non tutto va così male, non tutto è buio, marcio, senza speranza…

Certo che dipende molto dagli utenti (noi) di non farci imbambolare dalle sirene internettiane. Non tralasciare la vigilanza rivoluzionaria! (come si usava dire qualche era geologica fa…)
Ma, vigilanza o no, è importante che la enorme forza culturale e finanziaria del mondo web si rivolga verso i temi sociali, dell’energia, dell’ambiente…come dice Carola, può darsi che ne esca qualcosa di buono…

Interventi online del Convegno “Comunicare gli archivi nell’era digitale”

Riprendo e rilancio dal blog Archivistica e dintorni la segnalazione del sito da cui si possono leggere gli interventi del convegno “Comunicare gli archivi nell’era digitale” tenutosi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bari, il giorno 12 giugno 2008.

A un’occhiata veloce – oggi sono di fretta, tanto per cambiare – posso dire che è un peccato non aver potuto seguire l’evento. Mi pare che il Convegno abbia messo a fuoco i temi e i problemi che sono (dovrebbero essere) oggi al centro della riflessione degli archivisti. Comunque anche leggere online le presentazioni può essere stimolante, anche se non tutto, ovviamente, mi è chiaro: altra cosa è sentirlo dalla viva voce dei relatori e relatrici.

Accontentiamoci e ringraziamo!

Le mondine 2.0, di madre in figlia

Nel girovagare per il web, mi sono imbattuta nel blog delle Mondine 2.0, e non ho potuto lasciarlo finchè non ho visto i video e ascoltato le canzoni, e il loro bellissimo ” Manifesto“. La musica giovane dei Fiamma Fumana, il coro delle mondine, (che mi ha fatto venire i brividi. Ricordate la scena del coro dell’Armata Rossa in “La tregua”?), beh, la musica e il canto fanno questo. Abbattono ogni barriera, tirano fuori i ricordi e le emozioni più lontane.
Quante volte, da giovane ma anche da meno giovane, avrò cantato ” Son la mondina, son la sfruttata…”? e talvolta anche in modo ironico, o caricaturale. Quando i miei figli rompevano. Quando non avevo voglia di fare qualcosa di noioso o pesante. Ma certe volte me la cantavo per me, perchè magari mi ricordava lunghi viaggi in treno per manifestazioni, e cori per far passare il tempo e per non bisticciare troppo sulla politica…

E’ passato molto tempo. Ma sentite la bellissima voce solista della giovane cantante dei Fiamma come duetta con il coro, come il coro delle mondine la solleva e rilancia…non c’è da stupirsi se stanno girando il mondo in concerto!

E tutto questo è possibile perchè c’è il web, e soprattutto perchè persone di diverse generazioni (come raccontano i protagonisti/e di questa straordinaria esperienza), si sono incontrati e hanno prodotto la scintilla creativa, dando ognuna/o con il suo contributo. Il web, sopratutto il nuovo web, mette in relazione le persone, offre strumenti – ma sono le persone che creano, che ricordano, che fanno società.

Il romanzo della memoria

E’ in linea un sito, Supermemorabilia, collegato con il quotidiano “Il Secolo XIX”, curato dal giornalista Giuliano Galletta, che chiede al pubblico, in primo luogo ai giornalisti e collaboratori del giornale, ma anche ai lettori e lettrici, di inviare racconti su fatti a loro giudizio “supermemorabili”. Mi pare che lo scopo sia di comporre un almanacco di racconti – senza pretesa di storicizzare alcunchè- ma di fatto costruendo una specie di patchwork dell’immaginario collettivo. Dove ci si possa rispecchiare nei ricordi-racconti degli altri, oltre che rendere pubblici i propri. Il coinvolgimento degli utenti, secondo la filosofia web2.0, sta diffondendosi velocemente …

Giuliano, che è un performer/artista oltre che giornalista (e anche marito di chi scrive, questo lo dico per doverosa precisione), aveva fatto un esperimento sulla memoria collettiva con l’iniziativa “Archivio del Caos”, un incontro performance tenutosi al Teatro della Tosse e poi al Museo genovese di arte contemporanea di Villa Croce. Si erano raccolte testimonianze in forma di documenti e immagini, fotografie e oggetti, sul 1977. Tutto quanto è confluito in grandi collages, che ora sono conservati dal museo stesso. Il punto di partenza dell’Archivio del Caos è una citazione di Jaques Derrida, tratta dal libro “Mal d’archivio”, che riproduco, perché piace molto anche a me: “E’ una questione di avvenire, la domanda dell’avvenire stesso, la domanda di una risposta, di una promessa e di una responsabilità per il domani. L’archivio, se vogliamo sapere quello che avrà voluto dire, lo sapremo soltanto nel tempo avvenire. Forse. Non domani, ma nel tempo avvenire, tra poco o forse mai.”

Su tutta l’operazione ci sarebbe da parlare per pagine intere – ma non qui e non ora. E poi ci sono i critici di mestiere, lasciamolo fare a loro!

Sull’attuale Supermemorabilia, che usa un medium del tutto diverso, sarà poi interessante vedere cosa ne verrà fuori, se si potranno individuare degli aspetti comuni, se rimarrà una giustapposizione di racconti, se ci sarà una buona risposta del pubblico o solo di quelli che già scrivono per mestiere… Ci sono altri siti di raccolte di immagini a tema, su altri quotidiani (immagini del ‘77 di Repubblica, ad esempio). Qui però non viene delimitato affatto l’ambito del proprio ricordo supermemorabile. Si è liberi di parlare di qualunque cosa, evento, oggetto…vedremo chi ricorda cosa, e come!

La faccenda mi incuriosisce, perchè come credo di aver già detto ho un forte interesse per la memoria in tutte le sue complesse declinazioni. Ho anche un progettino, che in parte assomiglia a questo, ma di contenuto più circoscritto, che sto cercando di precisare e di cui scriverò appena sarà possibile.

Archivi e biblioteche, il seminario

Seguito del post sulle iniziative “Archivi e biblioteche: potere, utenti, tecnologieSeminario Biblioteca Berio, 8/2/2008 svoltesi nei giorni 7 e 8 febbraio.
Nel frattempo ho cambiato computer, (ora è un decente HP Pavilion), però non mi ci ritrovo con il sistema operativo, con la visualizzazione ecc. Il vecchio monitor (quello è rimasto) sembra piuttosto sorpreso, e io non trovo la misura giusta dei caratteri…se li allargo si distorcono, oppure c’è da cavarsi gli occhi. Non ditemi di cacciarlo via, no se puede. Ci vorrà un poco di tempo per prenderci la mano.

Il resoconto del seminario lo trovate sul bellissimo post di Bonaria Biancu. Concordo pienamente con la sua descrizione. Perciò mi esimo dal fare un riassunto, e vi invito ad andare a leggerlo. Posso contribuire alla completezza e al networking pubblicando anch’io i link delle presentazioni.

Carola Frediani ha fatto una presentazione, e un intervento, veramente stupendo. Mi piacerebbe che venisse pubblicato, ma sapendo quanti impegni ha, non la voglio stressare. Anche per il suo contributo rimando a quanto scrive Bonaria, aggiungendo solo un elenco di parole chiave, come sintesi dei temi trattati: Turbo nel Web, Contenuti, Rss, Remix, Semplicità, Usabilità, Raccomandazione, Social tagging, Social Bookmarking, Digg, Wikipedia, Intelligenza collettiva, Saggezza delle folle, Congresspedia, Polizia neozelandese…

Bellissima la presentazione di Bonaria Biancu, che viene anche commentata nel post sopracitato. Da leggere! Ci ha trasmesso una vera valanga di conoscenze ed energia!

Carlo Penco ha visualizzato e discusso alcune risorse da lui utilizzate spesso, tipo Del.icio.us, e altre condivise con i suoi studenti. Alcune sono riservate agli studenti/docenti, e quindi accontentiamoci di quello che abbiamo visto al seminario. Ad esempio Aulaweb dell’Università di Genova è un ambiente dove attingere risorse per lo studio. Poi i Blog, quelli dei suoi corsi, che sono: Semiosette e Fattoria della comunicazione.
Il tutto interpolato da una certa quantità di link (gentilmente inviati) che trascrivo con i suoi commenti:

Carlo, Stefano e Carola guardano lo schermo

“piccole
pubblicità per biblioteche “umane”:

http://www.youtube.com/watch?v=bFnZLFz3DiY
http://www.youtube.com/watch?v=-fICrVTZmWo
Pubblicità per spingere a leggere in biblioteca
http://www.youtube.com/watch?v=NeUid2rv848

http://www.youtube.com/watch?v=APWVP459BK0
L’esempio della ragazza che chiede da mangiare è una pubblicità di automobili. L’ho stoppata prima, il messaggio pubblicitario è banale: donne come automobili; non basta la bellezza; ci vuole l’intelligenza. Ma chi ha fatto il video ha avuto una buona idea a prescindere dalla banalità di fondo del messaggio; infatti gioca sull’intreccio di presupposizioni non condivise; poi mostra come l’assenza di una cultura comune porta a effetti disastrosi”

L’intervento di Carlo è stato molto stimolante, e, facendo in modo di incuriosire e coinvolgere, e anche divertire, ha affrontato alcune questioni di fondo sulla filosofia del web2.0, e non solo del web.

Stefano Vitali Su questo intervento vorrei spendere due parole. Anzitutto, per il mio interesse per gli archivi. Il seminario è nato proprio dallo scambio di qualche mail tra Stefano e me, pochi mesi fa. Poi perchè ritengo che Stefano sia uno degli archivisti di riferimento, sui temi della innovazione, sia culturale che tecnologica. Inoltre perchè la situazione degli archivi è molto diversa da quella delle biblioteche. Ha delle specificità da capire, non per farsene schiacciare, ma per una azione efficace di difesa e rilancio. Le posizioni di Stefano mi sembrano esprimere un grande equilibrio, anche nel desiderio di lanciare segnali innovativi – ma cercando di non dimenticare la situazione reale in cui ci si muove, e da dove si viene. “I servizi agli utenti basati su web2.0 consentono agli utenti di condividere, di partecipare. La comunicazione non è più solo da uno a molti, ma diviene da molti a molti. Tra i molti si collocherebbero anche le istituzioni archivistiche -cosa che non è facilmente accettabile…” Che implicazioni per le comunità archivistiche, sia di operatori che di utenti, reali e virtuali? Dopo aver commentato gli esempi, che si possono vedere nella presentazione, Stefano Vitali sottolinea il ruolo di raccordo e di contributo alla costituzione di comunità fisiche (gli eredi dei veterani nel caso della Polar Bear, gli immigrati nel caso di Moving here, gli utenti di Footnote…) oltre che di comunità virtuali. Un obbiettivo, che è quello di costruire e stringere comunità intorno agli archivi, implica che si conosca più a fondo il pubblico degli utenti, e che si usino quindi strumenti differenziati. Questo modo nuovo di avere rapporti con il pubblico dovrebbe entrare nella cultura degli archivisti.

Qualche mia riflessione

Il seminario è stato bellissimo. Non lo dico tanto per dire. E’ stato veramente qualcosa di evenemenziale. Sapete quando confluiscono le energie delle persone – tipo i ghostbusters quando fanno convergere i fasci contro il demone-cane? e si crea un campo energetico che finisce per incuriosire, attirare, coinvolgere, e alla fine addirittura entusiasmare, non tutti ma molti/e…e poi le persone continuano a parlare, a fare capannelli, a darsi appuntamenti…

A un certo punto mi sono distratta, guardando il fascio di luce del proiettore che intercettava il pulviscolo atmosferico, e ho pensato: c’è polvere d’oro nell’aria oggi!

Insomma, bellissimo. Tutto merito delle qualità degli interventi, della capacità dei partecipanti di comunicare in modo diretto al pubblico non solo le loro conoscenze, in un ambito forse nuovo e certo non semplice da trattare, ma anche punti di vista personali, anche critici o riflessivi sul magmatico web2.0. E comunque, mettere in campo un’esperienza diretta, pratica e teorica; far vedere dettagliatamente il funzionamento delle reti sociali, dei servizi e tools offerti, esprimere anche riserve – ma utilizzando nella comunicazione la grande ricchezza del web (i siti, i blog, i video, i database…e così via). Tutti gli inteventi hanno parlato di tecnologie in uno scenario culturale, e non solo tecnologico. Le trasformazioni implicano i cambiamenti nei rapporti tra le persone, mediati dalle tecnologie. Sono da capire non solo gli interessi, i progetti di gruppi di utenti ( studi di questo genere non sono più rimandabili negli archivi ), ma anche e forse, per prima cosa, i rapporti e le strutture di potere e di trasmissione culturale nel sistema degli archivi.

E qui bisogna annotare che al seminario c’erano moltissime/i bibliotecarie/i – di molti tipi di biblioteche genovesi e non solo; (Laura Malfatto e Fernanda Canepa, della Biblioteca Berio, hanno fatto sia un intervento introduttivo che nel dibattito, da cui si capiva che erano molto coinvolte e interessate ai nuovi sviluppi della biblioteconomia web). Era presente poi un certo numero di studenti e pubblico generico. Pochissimi archivisti. Ne ho contati una decina in tutto, comprendendo anche noi che abbiamo organizzato l’incontro. Ma c’erano, per fortuna, Isabella Zanni Rosiello e Linda Giuva, oltre ovviamente Stefano Vitali. Cioè persone che negli archivi hanno una voce, una presenza importante. A parte Stefano, non so cosa ne hanno tratto e ne pensano Isabella e Linda. Lo sentiremo nei prossimi appuntamenti…Linda che pensa

Negli archivi italiani, sembrerebbe, le cose si muovono a partire dal vertice. Oppure non si muovono. C’è una cultura gerarchica, dovuta ovviamente alla storia specifica dei nostri archivi, legati alle vicende delle istituzioni statali, con tutte le virtù e le perversioni che questo comporta.

Si sono dette cose molto importanti nel dibattito.
Una mi ha colpito, e la voglio riportare qui.
Il discorso delle risorse, sia umane che finanziarie, o meglio della loro mancanza, non fa che sottolineare il peso delle scelte compiute dagli individui. Indirizzare risorse in un ambito piuttosto che in un altro, verso un ruolo sociale di archivi e biblioteche piuttosto che di conservazione pura dell’esistente – può diventare una scelta decisiva per l’esistenza nel futuro, magari anche per un’esistenza più evoluta.

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