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Utenti web, cultura “remota”: un convegno a Roma

Ecco, popolo incredulo, clikka e ammira:

Roma: Convegno “Cultura remota: alla ricerca degli utenti web”

Biblioteca nazionale centrale, Sala Conferenze – a cura del Ministero per i Beni e le attività Culturali, Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche, Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali

12 novembre, 2009 – Corsi, seminari e convegni OTEBAC

Per chi, come me, è curioso dell’intreccio tra beni culturali e Web 2.0, l’occasione è da non perdere. Spero che sia un momento di informazione e di prospettive, a prescindere da Second Life, a cui non sono mai riuscita ad appassionarmi (anzi, da parecchi mesi l’ho mollata). Allora, arrivederci a Roma!

Vacanze! e altro…

Finalmente, vacanze!

Aquiloni a Cogne

Aquiloni a Cogne

Non mi sembra vero. E siccome sono anche un poco scaramantica, non voglio fare troppe fantasie sulle prossime meritate vacanze in montagna…ma ci conto, per fare come sempre il ricarico energetico e di buonumore che sarà molto utile prossimamente.

Comunque, riprendendo il filone diaristico del blog che negli ultimi post è stato molto in sordina, nel prevalere di motivi e cronache pubbliche e politiche, negli ultimi mesi ho lavorato sodo. E posso dire con grande soddisfazione

L’Archivio dei movimenti, che raccoglierà i fondi documentari degli anni Sesssanta e Settanta a Genova e in Liguria, ha trovato una casa, sponsor, fondi documentari molto interessanti, e soprattutto un gruppo affiatato di persone che hanno impegnato entusiasmo, competenze e relazioni per realizzarlo. Non posso essere più precisa, perchè siamo ancora in mezzo al ballo, ma molte cose stanno andando a posto, l’Archivio avrà un suo sito ufficiale sul web che stiamo costruendo e…allora vi diremo tutto!

Mallo studia il Parco

Mallo studia il Parco

Credo che la prossima stagione sarà molto impegnativa: ma anche di occasioni di studio e approfondimento di argomenti che mi stanno a cuore (come il SIMposio  sui media e storia organizzato da Zapruder/Archivio Marco Pezzi al lago Trasimeno i primi di settembre, e poi ci sono i festival di Mantova sulla letteratura, di Modena sulla storia…)

E poi continua la ricerca sugli archivi, specie i nuovi sistemi informativi e relative piattaforme, ancora tutti da sperimentare: gli occhi di molti/e sono puntati su ICA-Atom: che sia la risposta che stiamo cercando da qualche anno? rimboccarsi le maniche…ma in buona compagni, direi.

Ruscello a Lillaz

Ruscello a Lillaz

I nipoti crescono, i figli e figlie hanno ormai la loro vita, con traiettorie che li portano a volte in paesi lontani… ma sono fortunata: sempre di Europa si tratta, e con i voli low cost (non mai abbastanza low per il mio portafoglio) e con facebook e skype non ci si perde di vista. Altri tempi rispetto all’emigrazione dei miei bisnonni. E’ un dislocamento – a volte invidio questa capacità delle nuove generazioni di fare esperienze diverse senza perdersi  – forse l’unica cosa buona che le vecchie generazioni hanno costruito, con molti difetti, è questo grande contenitore europeo dalla debole identità ma ancora aperto, spero, a migliorarsi e a crescere.

Per ora, buone ferie a chi legge, e a presto.

Convegno per Franco Carlini, come è andata

Raffaele Mastrolonardo

Raffaele Mastrolonardo

Molto bene, sia per la partecipazione del pubblico che per l’interesse degli interventi. per una volta, anche quelli “istituzionali” ovvero i cosidetti “saluti” di autorità varie che di solito affliggono i convegni sono stati insolitamente sobri e appropriati, anzi, qualcuno (Ranieri, Monti Bragadin) effettivamente hanno approfondito le questioni. Peccato per l’assenza di Nando fasce e Rodotà, colpiti dal virus influenzale. Di tutto quello che è successo potete leggere, guardare e ascoltare nelle molte e belle recensioni e grazie alla pubblicazione tempestiva di materiali, compresi i file audio degli interventi, a partire dal sito di Totem e di Vision post, a cui vi rimando. A questa pagina c’è anche la trascrizione degli interventi, utilissima per chi non c’era o per chi vuole meditarci sopra.

Paola, Carola...

Tra il pubblico: Paola, Carola...

Rimane, a mio parere, la dicotomia di “visioni”, di cui i protagonisti sono del tutto consapevoli e che hanno anche ironicamente sottolineato in un semiserio gioco delle parti, tra web critici-critici (Carlo Formenti), e web come opportunità tuttavia aperta…(Luca de Biase).

Carlo Formenti

Carlo Formenti

Luca De Biase

Luca De Biase

Rassegnamoci. La dialettica è morta. La sintesi non regna più tra noi. Il lavoro culturale va avanti a forza di zig zag;  e quindi umilmente mi dispongo a cercare di raccattare, da ogni intervento, quello che più mi corrisponde, che riesco meglio a “indossare”. Ci devo pensare sopra – mentre cerco di finire il pull che sto tricotando per la mia figliola Francesca. Stupendo! erano circa almeno 24 anni che non toccavo i ferri della maglia, e scopro la bellezza della conoscenza procedurale – sai tante cose anche se non sai più di saperle. E quindi a seguire gli schemi, a fare le trecce, le losanghe, i cali, gli intrecci, i punti fantasia…e non c’è che il lavoro a maglia che permette di far funzionare insieme le varie parti del cervello…cosa che non guasta mai…propedeutica a cercare di capire qualcosa nel variopinto suq della “democrazia e conoscenza digitali”?

pull

pull

Beni comuni, blog, rete, donne: l’intervento di Enza Panebianco…

…al convegno di Bologna sui Beni comuni delle donne organizzato dall’Associazione Orlando. Non l’ho sentito perchè era nella prima giornata di convegno, perciò sono molto grata a Enza che l’ha tempestivamente pubblicato sul blog “La rete non è neutra”. Eccovi il link: Virtualizzazione dello spazio pubblico e blog delle donne

Mi sembra molto interessante e potrebbe suscitare dibattito (non so se a Bologna c’è stato). Ma forse non è il momento, siamo tutte o troppo depresse e incazzate (come me – per i soliti motivi, che mi pare che ogni giorno si facciano più gravi)  o distratte dalle vacaze di fine anno…o da chissà cos’altro…

Comunque, se ne riparlerà, spero. Buona fine d’anno!

Archivi, biblioteche, musei 2.0, è andata così

UK Archives

UK National Archives

Resoconto di “Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0. Esperienze a confronto“. L’incontro, come da programma, si è svolto nella Sala Chierici della Biblioteca Berio di Genova il 28 ottobre dalle 14 alle 18, 30. Era inserito nella programmazione del Festival della Scienza, ancora in corso fino al 4 novembre. Al momento non dispongo di registrazioni audio, quindi devo andare a memoria, e mi limiterò a un breve commento dei vari interventi. E’ stato comunque un pomeriggio molto fitto e ogni presentazione  densissima di informazioni. Siccome avevo il ruolo della coordinatrice, e gli interventi previsti  erano molti, ho incalzato impietosamente i poveri ospiti, che hanno comunque impegnato le loro risorse dialettiche per stare nei tempi…. Alle 18,30 precise abbiamo concluso – abbastanza stremati, devo dire (almeno io, ma credo anche molti del pubblico e dei relatori e relatrici). Quindi non è facile riassumere, comunque ci provo, per dare a chi passa di qui una sommaria informazione. Punto primo, sono molto soddisfatta. I siti illustrati dimostrano che l’interazione con gli utenti anche in Italia si comincia ad affermare, in forme molto varie, almeno come prospettiva. Le realizzazioni sono assai diverse, e anche l’interazione stessa viene realizzata secondo una gamma di possibilità veramente insospettata. Anche l’assessore alla cultura e alla “città digitale” del Comune di Genova, Andrea Ranieri, che ha introdotto i lavori, ha sottolineato l’importanza della sperimentazione sul campo (domanda: ma non potrebbe dotare le biblioteche cittadine, tanto per cominciare, di un proprio sito web da gestire autonomamente, che consenta a chi vuole di realizzare dei contenuti culturali autonomi? ora sono mestamente raggruppate nel sito generale del Comune… con nessuna possibilità di intervento!) Quindi in ordine di apparizione, dopo Laura Malfatto della Berio e lo stesso Ranieri, la sottoscritta con un breve (abbreviato per necessità, io avrei parlato un’ora…) intervento a proposito della conoscenza e dei beni culturali come “beni comuni“, che l’azione collaborativa di istituzioni e cittadini deve mantenere nell’area dei beni pubblici. Chiaramente il tema dei beni comuni è quello che mi frulla in capo da un po’, da quando ho letto Cassano. Ma ho trovato molti riferimenti anche in Luciano Gallino, Stefano Rodotà, Giangiacomo Bravo e altri. E naturalmente nel mondo che gira intorno, specie in questi giorni di attacco spietato a tutto quello che ha mantenuto, forse suo malgrado, un barlume di consistenza di bene pubblico, nel campo della cultura, della conoscenza, della scuola… Trovate in questo link conoscenza_e_beni_culturali_le_reti_ lo schema di quello che ho detto.

Diletta Zannelli, del Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo, ha illustrato dapprima l’istituto stesso, il suo patrimonio, la sede, le attività. Il museo ha una interessante attività di collaborazione con il pubblico, non generico, ma sotto forma di progetti di parternariato. Recentemente ne è stato realizzato uno in collaborazione con il Liceo artistico milanese Boccioni; quattro studenti, tre ragazze e un ragazzo, hanno “animato” dal vivo la loro presentazione multimediale, che esponeva in modo vivace e creativo la realizzazione di una mostra fotografica, i vari procedimenti a cui vengono sottoposte le fotografie per essere esposte e archiviate.

Dalla lontana Udine, dall’Archivio di Stato, è arrivata da noi Carla Sava, che ci ha raccontato la realizzazione del sito “Friuli in prin“, un sito di anagrafe storica dei cognomi, soprannomi, mestieri e altro ancora delle famiglie friulane a partire dall’Ottocento. Il sito è ricchissimo, e oltre a consentire una varietà di ricerche, ha una sezione dedicata alle storie e alle fotografie che, grazie anche ai dati ricavati dal sito, sono state inviate all’archivio stesso dai discendenti di emigrati friulani sparsi per il mondo. Ho già parlato di Friuli inprin in questo blog, poco tempo fa. Oggi è stato presentato al pubblico con un grande convegno a Udine. Accludo il comunicato stampa, che illustra dettagliatamente  questa bella realizzazione.

Cesare Bignotti e Guido Smider sono due giovani artisti, che hanno dato vita a EVES, una “Creative Corporation”. Studiano l’interazione uomo-macchina, i “linguaggi enigmatici” che in questa interazione si realizzano, fatti di suoni e immagini che si generano “randomicamente”, prodotti da software … Devo dire che il loro intervento mi sembrava orientato a un certo “catastrofismo”: nella serie apocalittici o integrati, loro sicuramente si ritrovano più sul versante apocalittico. Comunque, gli artisti fanno bene a stimolare la riflessione – anche se poi è mancato un momento di dibattito che potesse approfondire meglio il loro contributo.

Carlo Pischedda, dell’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea di Torino ci ha descritto il sistema archivistico Archos, che è stato creato abbastanza recentemente e contiene diverse banche dati integrate, un ricco patrimonio di documenti, immagini, oggetti della storia del Novecento Il sistema è dotato di alcune funzionalità 2.0, come l’uso di Google maps, e viene implementato online da un gruppo di collaboratori dell’Istituto. Ma recentemente è stata aggiunta una scheda interattiva, che consente all’utente di aggiungere commenti alle schede d’archivio consultate  (es.:  Scheda biografica Augusto Adam  http://metarchivi.istoreto.it/biografie/p_bio_vis.asp?id=447 ); decidendo anche se lasciare riservato il commento o visibile a tutti. Carlo Pischedda ha detto che erano già arrivati alcuni contributi, tutti pertinenti, ed era molto entusiasta di questa iniziativa, che pur essendo ai primi passi sembrava promettere interessanti sviluppi. Evviva! Finalmente qualcosa si muove. Mi pare il primo caso di sperimentazione 2.0 direttamente collegata a un database archivistico, in Italia. Aspetto con interesse l’evoluzione della faccenda! (sono anche orgogliosa di avere, indirettamente, contribuito al suo debutto!)

Dopo questo intervento abbiamo fatto una brevissima pausa. Gli altri quattro interventi a seguire. Pubblico curioso e partecipe, che ha risucchiato alcuni relatori e relatrici nelle postazioni web che avevamo predisposto in fondo alla sala, per chiedere maggiori dettagli o spiegazioni.

Aggiungo qualche particolare sull’iniziativa: i posti erano tutti occupati, quindi penso ci fossero almeno 50 o 60 persone, il che non è male tenendo conto che durante il Festival ci sono in contemporanea decine di eventi, anche molto più “popolari”; i “corner” web hanno funzionato, come avevamo previsto. Non c’è stato però dibattito, se non alla fine  – ammazzato forse dal fatto che si andava di corsa e si affollavano molte informazioni, o forse che io controllavo i tempi degli interventi come un caposquadra Fiat negli anni ‘50: probabile che abbia esagerato Amen, è andata così.

E’ mezzanotte, me ne vo a dormire. Il seguito al prossimo post.

Segnalazione di incontri sugli archivi

L’IBC, Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, organizza l’8 e 9 maggio a Bologna un grosso Convegno dal titolo “Standard e formati di scambio per l’interoperabilità dei sistemi archivistici

Riporto l’inizio della presentazione:

Standard, condivisione, interoperabilità sono parole d’ordine sempre più diffuse anche nel mondo degli archivi, caratterizzato da una complessità che fino ad un decennio fa sembrava impossibile da governare con strumenti partecipati a livello nazionale e internazionale. Ma nell’epoca delle risorse digitali gli archivi, come le biblioteche e i musei, necessitano di soluzioni interoperabili per la condivisione delle risorse informative, senza con ciò penalizzare la qualità, la specialità e la ricchezza dell’analisi e del lavoro descrittivo dei diversi settori.
Agli standard di comunicazione delle descrizioni archivistiche, aspetti teorici e loro applicazione all’estero e in Italia è dedicato il Convegno internazionale Standard e formati di scambio per l’interoperabilità dei sistemi archivistici organizzato, presso l’Oratorio di San Filippo Neri l’8 e 9 maggio dall’Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna, con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Bologna e il contributo delle Fondazioni del Monte di Bologna e Ravenna e Cassa di Risparmio in Bologna.

Il seguito lo trovate sul web

Segnalo inoltre l’incontro organizzato a Firenze dalla Fondazione Rinascimento digitale, sul tema della conservazione degli archivi sonori.

C’è anche a Roma il 26 maggio un convegno che mi interessa molto: cercherò di andarci.

Intanto vi riporto qui le indicazioni:

Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali

Archivi, biblioteche e Web

Roma, 26 maggio 2008
Biblioteca nazionale centrale, Sala Conferenze
Viale Castro Pretorio 105
00185 Roma

Seminario a cura di
Ministero per i beni e le attività culturali
Direzione generale per gli archivi
Direzione generale per i beni librari
Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche
Osservatorio tecnologico per i beni e le attività culturali
Progetto MINERVA EC

con il patrocinio dell’Associazione italiana biblioteche

ingresso gratuito, iscrizione obbligatoria, cedola da inviare entro il 20 maggio 2008

Info: sara.moretto@beniculturali.it
Tel. 06 49210425

versione stampabile
Programma (PROVVISORIO)

9,00 Registrazione

9,30 Inizio dei lavori

9,30-10
Antonia Pasqua Recchia (Direttore generale per gli archivi)
Maurizio Fallace (Direttore generale per i beni librari)

10-10,30
Rossella Caffo
CulturaItalia: un accesso integrato al patrimonio culturale italiano
Campagna “Aderisci al portale”

10,30-10,50
Antonio De Vanna (CNIPA)
Accessibilità dei siti web pubblici: stato dell’arte a tre anni dalla legge 4/2004

10,50-11,10
Consuelo Battistelli (Consulente per l’accessibilità)
Il web culturale “visto” da un utente particolare

11,10-11,30
Maria Teresa Natale (OTEBAC)
Minerva EC: dal Manuale della qualità dei siti web culturali al Manuale sui bisogni degli utenti del web

11,30-12,00
Giovanni Solimine (Università di Roma La Sapienza)
Susanna Giaccai (Regione Toscana)
Biblioteca & Web

12,00-12,30
Pierluigi Feliciati (Università di Macerata)
Daniela Grana (Istituto Centrale per gli Archivi)
Archivio & Web

12,30-12,50
Vanni Bertini (Associazione italiana biblioteche)
AIB-WEB: l’esperienza dell’AIB dalla fase eroica alla difficile maturità

13,00-14,00
Pausa pranzo

14,00-17,00
Siti web di archivi e biblioteche: presentazione di buone pratiche

Biblioteca nazionale Marciana, Venezia (Maurizio Vittoria)
Archivio di Stato di Siena (Carla Zarrilli, Federico Valacchi)
Biblioteca civica di Cologno Monzese (Annalisa Cichella)
Archivio del MART
Biblioteca Sala Borsa, Bologna (Simona Brighetti)
Archivio di Stato di Udine (Roberta Corbellini)
Sistema bibliotecario di ateneo, Università di Trento (Monica Agostini)
Archivio di Stato di Prato (Diana Toccafondi)
Biblioteca di storia moderna e contemporanea, Roma (Gisella Bochicchio)

Dibattito

Archivi e biblioteche, il seminario

Seguito del post sulle iniziative “Archivi e biblioteche: potere, utenti, tecnologieSeminario Biblioteca Berio, 8/2/2008 svoltesi nei giorni 7 e 8 febbraio.
Nel frattempo ho cambiato computer, (ora è un decente HP Pavilion), però non mi ci ritrovo con il sistema operativo, con la visualizzazione ecc. Il vecchio monitor (quello è rimasto) sembra piuttosto sorpreso, e io non trovo la misura giusta dei caratteri…se li allargo si distorcono, oppure c’è da cavarsi gli occhi. Non ditemi di cacciarlo via, no se puede. Ci vorrà un poco di tempo per prenderci la mano.

Il resoconto del seminario lo trovate sul bellissimo post di Bonaria Biancu. Concordo pienamente con la sua descrizione. Perciò mi esimo dal fare un riassunto, e vi invito ad andare a leggerlo. Posso contribuire alla completezza e al networking pubblicando anch’io i link delle presentazioni.

Carola Frediani ha fatto una presentazione, e un intervento, veramente stupendo. Mi piacerebbe che venisse pubblicato, ma sapendo quanti impegni ha, non la voglio stressare. Anche per il suo contributo rimando a quanto scrive Bonaria, aggiungendo solo un elenco di parole chiave, come sintesi dei temi trattati: Turbo nel Web, Contenuti, Rss, Remix, Semplicità, Usabilità, Raccomandazione, Social tagging, Social Bookmarking, Digg, Wikipedia, Intelligenza collettiva, Saggezza delle folle, Congresspedia, Polizia neozelandese…

Bellissima la presentazione di Bonaria Biancu, che viene anche commentata nel post sopracitato. Da leggere! Ci ha trasmesso una vera valanga di conoscenze ed energia!

Carlo Penco ha visualizzato e discusso alcune risorse da lui utilizzate spesso, tipo Del.icio.us, e altre condivise con i suoi studenti. Alcune sono riservate agli studenti/docenti, e quindi accontentiamoci di quello che abbiamo visto al seminario. Ad esempio Aulaweb dell’Università di Genova è un ambiente dove attingere risorse per lo studio. Poi i Blog, quelli dei suoi corsi, che sono: Semiosette e Fattoria della comunicazione.
Il tutto interpolato da una certa quantità di link (gentilmente inviati) che trascrivo con i suoi commenti:

Carlo, Stefano e Carola guardano lo schermo

“piccole
pubblicità per biblioteche “umane”:

http://www.youtube.com/watch?v=bFnZLFz3DiY
http://www.youtube.com/watch?v=-fICrVTZmWo
Pubblicità per spingere a leggere in biblioteca
http://www.youtube.com/watch?v=NeUid2rv848

http://www.youtube.com/watch?v=APWVP459BK0
L’esempio della ragazza che chiede da mangiare è una pubblicità di automobili. L’ho stoppata prima, il messaggio pubblicitario è banale: donne come automobili; non basta la bellezza; ci vuole l’intelligenza. Ma chi ha fatto il video ha avuto una buona idea a prescindere dalla banalità di fondo del messaggio; infatti gioca sull’intreccio di presupposizioni non condivise; poi mostra come l’assenza di una cultura comune porta a effetti disastrosi”

L’intervento di Carlo è stato molto stimolante, e, facendo in modo di incuriosire e coinvolgere, e anche divertire, ha affrontato alcune questioni di fondo sulla filosofia del web2.0, e non solo del web.

Stefano Vitali Su questo intervento vorrei spendere due parole. Anzitutto, per il mio interesse per gli archivi. Il seminario è nato proprio dallo scambio di qualche mail tra Stefano e me, pochi mesi fa. Poi perchè ritengo che Stefano sia uno degli archivisti di riferimento, sui temi della innovazione, sia culturale che tecnologica. Inoltre perchè la situazione degli archivi è molto diversa da quella delle biblioteche. Ha delle specificità da capire, non per farsene schiacciare, ma per una azione efficace di difesa e rilancio. Le posizioni di Stefano mi sembrano esprimere un grande equilibrio, anche nel desiderio di lanciare segnali innovativi – ma cercando di non dimenticare la situazione reale in cui ci si muove, e da dove si viene. “I servizi agli utenti basati su web2.0 consentono agli utenti di condividere, di partecipare. La comunicazione non è più solo da uno a molti, ma diviene da molti a molti. Tra i molti si collocherebbero anche le istituzioni archivistiche -cosa che non è facilmente accettabile…” Che implicazioni per le comunità archivistiche, sia di operatori che di utenti, reali e virtuali? Dopo aver commentato gli esempi, che si possono vedere nella presentazione, Stefano Vitali sottolinea il ruolo di raccordo e di contributo alla costituzione di comunità fisiche (gli eredi dei veterani nel caso della Polar Bear, gli immigrati nel caso di Moving here, gli utenti di Footnote…) oltre che di comunità virtuali. Un obbiettivo, che è quello di costruire e stringere comunità intorno agli archivi, implica che si conosca più a fondo il pubblico degli utenti, e che si usino quindi strumenti differenziati. Questo modo nuovo di avere rapporti con il pubblico dovrebbe entrare nella cultura degli archivisti.

Qualche mia riflessione

Il seminario è stato bellissimo. Non lo dico tanto per dire. E’ stato veramente qualcosa di evenemenziale. Sapete quando confluiscono le energie delle persone – tipo i ghostbusters quando fanno convergere i fasci contro il demone-cane? e si crea un campo energetico che finisce per incuriosire, attirare, coinvolgere, e alla fine addirittura entusiasmare, non tutti ma molti/e…e poi le persone continuano a parlare, a fare capannelli, a darsi appuntamenti…

A un certo punto mi sono distratta, guardando il fascio di luce del proiettore che intercettava il pulviscolo atmosferico, e ho pensato: c’è polvere d’oro nell’aria oggi!

Insomma, bellissimo. Tutto merito delle qualità degli interventi, della capacità dei partecipanti di comunicare in modo diretto al pubblico non solo le loro conoscenze, in un ambito forse nuovo e certo non semplice da trattare, ma anche punti di vista personali, anche critici o riflessivi sul magmatico web2.0. E comunque, mettere in campo un’esperienza diretta, pratica e teorica; far vedere dettagliatamente il funzionamento delle reti sociali, dei servizi e tools offerti, esprimere anche riserve – ma utilizzando nella comunicazione la grande ricchezza del web (i siti, i blog, i video, i database…e così via). Tutti gli inteventi hanno parlato di tecnologie in uno scenario culturale, e non solo tecnologico. Le trasformazioni implicano i cambiamenti nei rapporti tra le persone, mediati dalle tecnologie. Sono da capire non solo gli interessi, i progetti di gruppi di utenti ( studi di questo genere non sono più rimandabili negli archivi ), ma anche e forse, per prima cosa, i rapporti e le strutture di potere e di trasmissione culturale nel sistema degli archivi.

E qui bisogna annotare che al seminario c’erano moltissime/i bibliotecarie/i – di molti tipi di biblioteche genovesi e non solo; (Laura Malfatto e Fernanda Canepa, della Biblioteca Berio, hanno fatto sia un intervento introduttivo che nel dibattito, da cui si capiva che erano molto coinvolte e interessate ai nuovi sviluppi della biblioteconomia web). Era presente poi un certo numero di studenti e pubblico generico. Pochissimi archivisti. Ne ho contati una decina in tutto, comprendendo anche noi che abbiamo organizzato l’incontro. Ma c’erano, per fortuna, Isabella Zanni Rosiello e Linda Giuva, oltre ovviamente Stefano Vitali. Cioè persone che negli archivi hanno una voce, una presenza importante. A parte Stefano, non so cosa ne hanno tratto e ne pensano Isabella e Linda. Lo sentiremo nei prossimi appuntamenti…Linda che pensa

Negli archivi italiani, sembrerebbe, le cose si muovono a partire dal vertice. Oppure non si muovono. C’è una cultura gerarchica, dovuta ovviamente alla storia specifica dei nostri archivi, legati alle vicende delle istituzioni statali, con tutte le virtù e le perversioni che questo comporta.

Si sono dette cose molto importanti nel dibattito.
Una mi ha colpito, e la voglio riportare qui.
Il discorso delle risorse, sia umane che finanziarie, o meglio della loro mancanza, non fa che sottolineare il peso delle scelte compiute dagli individui. Indirizzare risorse in un ambito piuttosto che in un altro, verso un ruolo sociale di archivi e biblioteche piuttosto che di conservazione pura dell’esistente – può diventare una scelta decisiva per l’esistenza nel futuro, magari anche per un’esistenza più evoluta.

Leggere gli archivi: il blog di Richard J. Cox

Continuo ad addolorarvi con le citazioni e segnalazioni di risorse che vado trovando sul Web (e che ciascuno può trovare da solo, è vero – ma visto che l’argomento non è dei più diffusi, magari qualche indirizzo può servire) Reading Archives è il Blog di Richard J. Cox, che è uno dei più conosciuti docenti e archivisti americani. Attualmente insegna Biblioteconomia e Scienze dell’informazione all’Università di Pittsburgh, come si evince dal suo curriculum, da paura, ma da quello che scrive veramente tutto quanto meritato, anzi, di più. Mi piace molto il taglio dei suoi post, cioè di osservare insieme le problematiche degli archivi e gli effetti sul versante sociale, l’impatto delle trasformazioni, delle leggi, del ruolo e dei comportamenti degli archivisti sulla cultura e la vita degli americani di oggi (ma anche del passato). E non solo degli americani: è notevole la recensione a un libro che descrive le politiche razziali del Nazionalsocialismo tedesco attraverso l’uso delle genealogie e dei documenti d’archivio, e il ruolo  degli archivisti nella attuazione di quella politica.

Altro post recente riguarda il “segreto d’archivio” e come viene utilizzato, in passato e soprattutto oggi, dalla presidenza degli U.S., con le ricadute sulla vita di ogni giorno dei cittadini; e poi articoli sullo stile della scrittura delle lettere personali nell’Ottocento, il futuro degli archivi e i problemi della digitalizazione, “le macchine e gli archivi”. Questo, che è l’ultimo post, rimanda a un testo, frutto di un lavoro didattico. Non l’ho ancora letto, ma lo segnalo qui perchè dall’abstract mi pare interessante.“Machines in the Archives: Technology and the Coming Transformation of Archival Reference

Buona lettura.


 

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