Oggi siamo andati a Bellinzona, al Castello di Sasso Corbaro,
dove si inaugurava la mostra “Terribly emotional“, curata da Viana Conti, proveniente da Biella, dalla Galleria di Silvy Bassanese e organizzata con il patrocinio del Consolato della Svizzera di Genova. La mostra espone opere di 13 artisti europei.![]()
Dati questi essenziali elementi di contesto, siccome non voglio e non so fare un resoconto critico, scrivo qualche breve impressione, sia del sito che di alcune opere.
Il castello è bello, pietre rinascimentali di una architettura militare severa ed essenziale, ben restaurata. La mostra si inseriva benissimo nel paesaggio circostante, aperto sulla valle e sulle montagne, ancora brulle
in questa giornata di primavera incipiente.
Devo dire che nell’insieme la mostra mi è piaciuta, mi ha convinto, delle opere, quasi tutte interessanti e alcune veramente eccellenti, mi ha molto colpito la serie fotografica di Stefania Beretta, (che però non ho potuto fotografare, perchè c’era sempre un mucchio di gente). C’erano tre ritratti di una donna molto intensa e drammatica – e una serie di foto su una strage, anzi un genocidio, effettuato negli anni Quaranta in Lituania dai Russi. Montate in una maniera perturbante, come fossero fotografie di viaggio, turistiche o di ritratti di famiglia.
Ottimo Roberto De Luca,
due grandi fotografie di una tavola da the allestita perfettamente in un interno borghese, abbastanza ricercato. Sulle tazze, teiera e altri oggetti, “decorazioni” con immagini di Abu Graib. Giuliano Galletta ha esposto due opere provenienti dalla mostra “La camera melodrammatica”, ambedue abbastanza inquietanti, specie le barbi affogate nelle conchette da bucato. 
Jean-Pierre Giovannelli ha esposto un biberon “caricato” con un proiettile full metal jacket. Cesare Viel uno dei suoi grandi striscioni di tela da strada. Chantal Michel un video, proiettato su un muro di pietra nella “segreta” della torre, veramente efficace-espressioni di spavento e angoscia e sonoro a base di squittii e versi di animali terrorizzati…
E poi alcune grandi foto (bellissime!) di una stanza in cui si ammucchiavano in disordine mobili e supellettili, e una donna (lei) in un’equilibrio da artista circense su un vaso in cima a un tavolino…
Quest’opera mi pare descriva perfettamente la vita quotidiana di una donna qualunque, ai nostri giorni.
Meno male che c’è l’arte e ci sono gli artisti.
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