Archivio per la categoria 'convegni'

Seconda Conferenza nazionale sugli Archivi

Bologna, 19-21 novembre 2009. Per me, pomeriggio di giovedì 19 e mattina di venerdì 20, quindi ho seguito quello che ho potuto, in un convegno affollatissimo, gente pigiata ovunque, che per scambiare due parole bisognava sostare nei bagni… per fortuna i lussuosi bagni del Carlton Hotel. Altri ben più “addentro” hanno fatto la cronaca e le riflessioni su questo importante incontro, da Archivistica e dintorni a Cultural heritage, da Archivi e storie al Sito ufficiale, dove ci sono sia i materiali preparatori che i documenti conclusivi, e inoltre le foto (e ci sono anche io, pensa un po’, in mezzo a settecento persone …). E poi, Shaitan ha fatto un ottimo resoconto del workshop a cui ho assistito, Standard e metadati: meglio di così!

Posso divagare. Archivagare

La Prima conferenza sugli archivi. Roma, 1998, primi di luglio. Archivio Centrale, l’aria condizionata si perdeva nel salone altissimo. Si friggeva dal caldo. Degli amici mi avevano lasciato la casa, un piccolo appartamento all’ultimo piano, con terrazza. Un forno. Ho tentato di dormire sul tavolo della terrazza, che era di marmo. Alle prime luci, gabbiani, rondini e piccioni in picchiata mi hanno fatto desistere. Ho ancora tutti i documenti della conferenza nella loro cartellina, da qualche parte, mi ricordo che li avevo studiati, nei mesi successivi, con l’entusiasmo dell’apprendista…
Gli anni precedenti erano stati molto proficui, con le donne della Rete nazionale Lilith, che riuniva decine di biblioteche, archivi e centri di documentazione femministi, avevamo dato vita a un gruppo di lavoro, avevamo pubblicato nel ‘96 il libro “Reti della memoria”, un primo censimento di archivi femminili, con saggi di storiche e archiviste (Roberta Fossati, Linda Giuva, tavola rotonda sulle fonti storiche delle donne a Roma e altri testi). Grande energia, pochi mezzi ma quelli “giusti”: software opensource, lavoro collaborativo in rete. Nel ‘98 avevamo già la base dati, alcune centinaia di record archivistici, ISAD (G), prima versione: descrizione a livelli, ma per noi i livelli arrivavano anche al documento. Per descrivere i documenti, avevamo usato gli standard bibliotecari, e in certi casi allegato scansioni degli stessi. In occasione della Conferenza Linda ci fece conoscere Leonardo Musci, che ci mostrò Gea, e discutemmo un pò dei rispettivi sistemi, e basidati, la nostra era in Winisis personalizzato. Nel 2001 la base dati Lilarca era online, e fu presentata con il sito di contesto alla Conferenza del Mibac sugli archivi delle donne a San Michele a Ripa.

Ora, la seconda Conferenza. E’ passata un’era geologica, questa è la mia sensazione. E’ finalmente arrivata ad assumere responsabilità organizzative e potere culturale-politico la generazione degli archivisti/e che è cresciuta e si è formata professionalmente nel confronto internazionale, nelle reti telematiche, nel lavoro cooperativo dei progetti europei e internazionali. Quella che si è confrontata sugli standard per comunicare gli archivi, non solo per difendere la “specificità italiana”.

Fare sistema: è possibile, anzi probabile, che ci vorrà tempo e fatica per riuscirci. Ma è stato messo al centro. Ho sentito queste parole chiave: interoperabilità, riusabilità, accessibilità, condivisione, trasparenza, ricchezza archivistica, attenzione all’utente e ai suoi diversi modi di fare ricerca, user contributes, dal basso all’alto, dlla periferia al centro…perfino web2.0.

Ho visto, troppo velocemente aimè, illustrato da Merlitti, un portale che conteneva tra l’altro video (testimonianze della Shoà) indicizzati brano per brano con parole chiave; c’era anche una sezione “donne e movimento” …ma forse l’ho sognata. Non sono stata più capace di ritrovarlo, anche se mi sono annotata l’URL (questo: Http://lartte.sns.it/didga/index.php? , che però non funziona).

Ho sentito illustrare il progetto “Una città per gli archivi” che due Fondazioni bancarie bolognesi finanzieranno con 6ML di Euro, formando e mettendo al lavoro 70 archivisti/e, con l’obbiettivo di recuperare “tutto” il patrimonio archivistico, dalle scuole alle parrocchie, dagli enti alle associazioni, della città di Bologna…

Certo, poi mi viene da pensare che la Regione Liguria non ha NESSUNO che si occupi di archivi, ne uffici, ne funzionari, neanche un lavascale. Ma che importa? lasciateci sognare, ancora un po‘.

Però, ho un po’ di nostalgia per quel periodo, gli anni ‘90, sperimentale, pioniere, audace. Si facevano progetti e si realizzavano – quasi solo con il lavoro e l’intelligenza. L’altro giorno, a Bologna, sempre in questa conversazione nel bagno delle signore, una interlocutrice ha detto: “archivi delle donne, oh, non sono più all’ordine del giorno…”

Infatti, basta guardarsi in giro. Si vede, si vede. Ma ci ritorneranno, SAN permettendo

Le ragioni degli anni ‘70. Un libro di Giovanni De Luna

“Le ragioni di un decennio. 1969-1979. Militanza, violenza, sconfitta, memoria.” Feltrinelli, 2009, Euro.17

Un nuovo libro di storia del decennio ‘70. Lo sto leggendo, mi interessa da diversi punti di vista. E’ un libro che usa le fonti disponibili, archivi, documenti, media (musica, film ecc.). Si allontana cioè dal genere “memorialistico”, pur utilizzando (ma in modo consapevole) anche la posizione e il punto di vista del testimone. Coniuga passione politica e lavoro storico, con la considerazione del “senno di poi”, il quale “senno” è un tenere conto criticamente degli studi ad ampio raggio che sono stati fatti non solo sul decennio ‘70, ma su tutta la storia della Repubblica dal dopoguerra a oggi. Insomma, un lavoro storico approfondito e serio, come del resto è noto essere l’autore. Ci sarà mercoledì 4 28 ottobre a Milano il Convegno di presentazione e discussione sul libro e sul periodo storico alla Fondazione Feltrinelli. Copio qui il programma:

In occasione dell’uscita del libro di Giovanni De Luna Le ragioni di un decennio, Giangiacomo Feltrinelli Editore

1969-1979. DIECI ANNI CHE NON CI HANNO DIMENTICATO

PROGRAMMA

Ore 10

STORIA, MEMORIA, FONTI

Introduce Carlo Feltrinelli

Miguel Gotor – “Tra speranze e tempeste: problemi e interpretazioni storiografiche”
David Bidussa – “La memoria degli anni settanta come memoria immediata”
Linda Giuva – “Arcipelago archivi: le fonti per gli anni settanta”
Coordina Antonio Carioti

ore 15.30
RACCONTARE GLI ANNI SETTANTA
Intervengono Silvia Ballestra, Massimo Cirri, Uliano Lucas, Alberto Rollo, Domenico Starnone, Riccardo Tozzi

Coordina Gianluca Foglia

ore 17.30

Oreste Pivetta intervista Giovanni De Luna

Un convegno per Franco Carlini

“Politica condivisa: altruismo e democrazia nella rete. Parole e idee dedicate a Franco Carlini” convegno organizzato da Totem per il 20 gennaio 2009 a Genova, a partire dalle ore 9.00, presso l’Aula Mazzini dell’Università degli Studi di Genova, Facoltà di Scienze Politiche (Via Balbi 5).

Questo è il programma

Ore 9.00: Saluti

Stefano Monti Bragadin
Corso di Laurea interfacoltà in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo,Università degli Studi di Genova

Milò Bertolotto
Assessora Organizzazione e Personale, Sistemi informativi, Carceri, Iniziative per la pace, Provincia di Genova

Giovanni Battista Pittaluga
Assessore Organizzazione, Risorse umane, finanziarie e strumentali, Informatica, Regione Liguria

Ore 9.30: Tavola rotonda – prima parte
Modera: Totem

“La città digitale”
Andrea Ranieri – Assessore Sviluppo dell’Innovazione e dei Saperi, Comune di Genova

“Scienza, saperi, cultura: Genova in rete. Altruismo, internet ed economia del dono”
Luca De Biase – Giornalista – Nova-Il Sole 24 Ore

“Quel che resta delle cyberutopie”
Carlo Formenti – Università di Lecce

“Da Mary Parker Follett a Obama”
Ferdinando Fasce – Università di Genova

“La conoscenza come bene comune”
Juan Carlos De Martin – Nexa Center for Internet & Society

Ore 11.45: Pausa caffé equosolidale

Ore 12.00: Tavola rotonda – seconda parte
Modera: Totem

“Il capitalismo e la knowledge economy”
Benedetto Vecchi – Giornalista – il manifesto

“Il giornalismo all’epoca della rete”
Anna Masera – Giornalista – La Stampa

“Terra Madre: la comunità del cibo come scambio di saperi”
Carlo Petrini, Silvio Barbero – Slow Food

13.30: Conclusioni
Stefano Rodotà
Università La Sapienza – Roma

14.00: Buffet

Scrivono gli organizzatori:

Franco Carlini, prematuramente scomparso alla fine di agosto 2007, è stato tra i primi in Italia a interessarsi a internet e alla rivoluzione digitale e alle sue conseguenze sulla cultura, la società e la politica.
Ha raccontato questi cambiamenti come giornalista, li ha analizzati come saggista, ha provato a indirizzarli come intellettuale militante, li ha esplorati come imprenditore.
Tra i motivi che spiegano il suo interesse per la rete c’ erano, non ultime, le opportunità che questa apre per la costruzione di relazioni sociali altruistiche e non esclusivamente utilitaristiche e commerciali.
Di certo, Franco era affascinato dalle tensioni prodotte nel confronto fra le pratiche altruistiche emergenti, potenziate dalle reti digitali, e il funzionamento delle istituzioni sociali presenti, a cominciare dal mercato. Di certo, si divertiva moltissimo a indagare i conflitti e le opportunità che questa tensione produceva.
Lo scopo di questo incontro è dunque quello di continuare a discutere di questi temi con quell’approccio libero e multidisciplinare che era di Franco.

IL convegno si prospetta come estremamente interessante.  Tutti gli interventi riguardano argomenti che  mi appassionano.  Un grazie anticipato alle amiche e amici di Totem.


Beni comuni, blog, rete, donne: l’intervento di Enza Panebianco…

…al convegno di Bologna sui Beni comuni delle donne organizzato dall’Associazione Orlando. Non l’ho sentito perchè era nella prima giornata di convegno, perciò sono molto grata a Enza che l’ha tempestivamente pubblicato sul blog “La rete non è neutra”. Eccovi il link: Virtualizzazione dello spazio pubblico e blog delle donne

Mi sembra molto interessante e potrebbe suscitare dibattito (non so se a Bologna c’è stato). Ma forse non è il momento, siamo tutte o troppo depresse e incazzate (come me – per i soliti motivi, che mi pare che ogni giorno si facciano più gravi)  o distratte dalle vacaze di fine anno…o da chissà cos’altro…

Comunque, se ne riparlerà, spero. Buona fine d’anno!

I “beni comuni delle donne”: un convegno a Bologna

Copio qui dal Serverdonne il programma di un interessante convegno a cui spero di poter partecipare, venerdì 19 e sabato 20 dicembre a Bologna.

I beni comuni delle donne

Da Venerdi 19 Dicembre 2008
A Sabato 20 Dicembre 2008

19 – 20 Dicembre 2008
Aula Magna S. Cristina
Centro Documentazione Donne Città di Bologna
Via del Piombo 5 – Bologna

Programma:

Venerdì 19 dicembre, ore 15,30 – 18,30

Saluti delle autorità
Milli Virgilio
Assessora Politiche delle Differenze Comune di Bologna

Fernanda Minuz
Relazione introduttiva

Spazi pubblici e spazi di accoglienza nelle reti
presiede Giovanna Casciola

Susanna Bianconi
Dire contro la violenza: un percorso dei centri antiviolenza

Fabiola Pala
Associate, non irretite

Vesna Scepanovic
Mondi di donne: le varie forme dell’accogliere

Marzia Vaccari
Gender digital commons: la quarta ghinea

Enza Panebianco
Virtualizzazione dello spazio pubblico e blog delle donne

Dal Focus Group “Giovani femministe a Bologna”
Luoghi comuni? Spazi d’incontro e creazione delle ultime generazioni di femministe

sabato 20 dicembre, ore 9,00 – 18,30

Saluti delle autorità
Mauro Felicori, Direttore Settore Cultura Comune di Bologna
Simona Lembi, Assessora Cultura Provincia di Bologna
Fabio Roversi Monaco, Presidente Fondazione Carisbo

Archivi, Centri e Biblioteche tra le carte e il web
Annamaria Tagliavini, Relazione introduttiva

Elda Guerra, Marzia Vaccari
Biblioteca e Archivio Digitale delle Donne di Bologna

Twie Tjoa (IIAV)
Cultural heritage of women in the multicultural Dutch society

Paola Capitani
La società della conoscenza attraverso il web semantico

Riflessioni conclusive
Rosaria Campioni
Istituto Beni Culturali Regione Emilia-Romagna

Angela Benintende
Biblioteca Digitale Italiana Ministero Beni e Attività Culturali

ore 13,30 Buffet

ore 14,30 – 15,30
Archivi italiani tra passato e futuro
Presiedono Elda Guerra, Annamaria Tagliavini

Stefania De Biase, Lilliwood: la rete Lilith si racconta
Ambretta Rosicarelli, Dove continua il femminismo
Caterina Liotti, Gli archivi del Centro documentazione donna di Modena nella rete locale e nazionale degli Archivi del ‘900
Maria Pia Brancadori, E gli archivi audiovisivi delle donne?

ore 15,30 – 18,30
I beni comuni delle donne tra natura e cultura
Federica Giardini, Per un pensiero della Cosmo-Politica
Gabriella Rossetti, Geografia della Partnership

conclude
Raffaella Lamberti, I beni comuni delle donne tra etica e politica

Conferma la tua partecipazione su Facebook

Segreteria organizzativa
Giovanna Gozzi
Via del Piombo 5, Bologna
Tel. 051 4299404

gozzi@women.it

Archivi, biblioteche, musei 2.0, secondo tempo

Seguito del post precedente.
Dopo una breve pausa, abbiamo ascoltato e guardato l’intervento di Simona Brighetti, della Biblioteca Sala Borsa di Bologna: “Dire, ascoltare, navigare, partecipare: l’esperienza di bibliotecasalaborsa.it” . Simona ha illustrato velocemente le pagine del ricchissimo sito della Biblioteca, che credo sia una delle più attive e aggiornate istituzioni bibliotecarie di nuovo tipo, che fa un grande uso delle risorse web, come si può vedere dal sito stesso. Oltre ai servizi offerti, moltissimi, differenziati anche per età, lingua, oltre che per interessi e oggetti di ricerca, ricordo due sezioni interattive: Biblioteca salaborsa di tutti, concorso interattivo per utenti, che ha già raccolto un notevole numero di contributi; e il fondamentale servizio di reference online Chiedilo al bibliotecario che vede coinvolti nel servizio una rete di istituti cittadini -molto interessante e da cui prendere esempio, anche perchè il reference online è impegnativo e la condivisione può facilitarlo. C’è poi anche un forum, dove gli utenti inseriscono i propri commenti, a volte anche critici – ma comunque utili per migliorare. Comunque, tutti i servizi offerti dalla Biblioteca prevedono una bella quantità di risorse umane, e non solo. Anche nella progettazione grafica il sito è ottimo: andate a vedere, e mi direte.

Luca Melchionna, del celebre Mart, Museo di arte moderna di Trento e Rovereto, ha difeso energicamente e con ottimi argomenti la presenza del Mart sui più diffusi social network. Tra essi Facebook, i cui utenti/amici del Mart hanno superato quota mille: festeggiamenti, regali, iniziative… (anzi sono 1400 e più: oggi anche io, che sono già su Facebook, ma non ci ho combinato finora un granchè, ho aggiunto il Mart ai miei “amici”)
Luca ci ha raccontato la presenza del Museo sulle reti, la sua attività e le positive ricadute che il Museo può testimoniare. La creazione di una community online quindi non solo non distoglie gli utenti ma anzi favorisce e attira gli stessi verso il museo. Inoltre, la presenza online dell’ente è in qualche modo più controllata. Altre iniziative sui social network sono allo studio… teniamo d’occhio il Mart, che mi pare la punta di diamante italiana in questo settore, dalla cui esperienza tutti i siti culturali possono trarre utili suggerimenti.

A seguire Marco Fiorilla, della biblioteca Lancisiana di Roma, specializzata in antichi testi sulla storia della medicina, ha illustrato il bel lavoro fatto di digitalizzazione dei manoscritti del catalogo. Le scansioni ad alta risoluzione sono arricchite di funzioni di ricerca di lemmi e altre utilità; inoltre, il catalogo è aperto agli utenti, previa iscrizione, e consente loro di contribuire con commenti e ricerche. Anche qui c’è lo sforzo di creare una comunità di utenti che possano collaborare sia con la biblioteca che tra di loro, scambiandosi utili informazioni.

Ha tirato le conclusioni dell’incontro Maria Teresa Natale, dell’OTEBAC, l’osservatorio Mibac sulle tecnologie digitali in campo culturale. E’ appena uscito il volume “Handbook on cultural web user interaction” del Gruppo di lavoro di Minerva EC, “Quality, Accessibiliy and Usability” coordinato da Rossella Caffo. C’è anche l’edizione digitale scaricabile. Maria Teresa ha prima descritto in sintesi il manuale e il lavoro svolto per arrivare all’edizione.  Non cerco di riassumere, bisogna che ognuno se lo studi da sé. Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo, ma dall’indice degli argomenti credo sia uno strumento utilissimo per orientarci. Maria Teresa ha poi presentato uno spaccato della situazione italiana, caratterizzata da un’infinità di siti culturali che fanno capo però a enti medi o piccoli. Quindi con parecchie difficoltà a realizzare e gestire siti un po’ complessi.  Poi ha descritto i più comuni servizi dei siti culturali, dalle visite virtuali dei musei alle biglietterie online, ai giochi interattivi per affiliare il pubblico, ai servizi podcasting per la didattica, agli Rss, ecc. Viene citato  TaggaTO, sito di servizi al pubblico del Comune di Torino che usa il social bookmarking (carino!). Maria Teresa si è stupita del fatto che nessuno avesse fino ad allora parlato di Second Life, dove cominciano a essere presenti alcune istituzioni culturali. Il lavoro fatto finora dal Mibac ha riguardato soprattutto l’accessibilità dei siti web, ma ancora il coinvolgimento dell’utente è carente, soprattutto si lamenta una mancanza di strategia….

Beh, se lo dice lei…

Dopo un breve dibattito, abbiamo concluso l’incontro. Nel frattempo si era scatenato un diluvio di pioggia e vento: per andare a cenare al Porto Antico con i nostri ospiti abbiamo rischiato di annegare! Comunque ci siamo divertit*, abbiamo “socializzato” e abbiamo continuato a scambiaci anche utili informazioni, tra un assaggio di trofie e uno di focaccia al formaggio. Bello, grazie a tutti e a tutte! e una grosso ringraziamento a Laura, Emanuela, Raffaella, Oriana e Paolo, che hanno organizzato la giornata insieme a me. Grazie per la sua presenza anche a Stefano Vitali, che ci ha fatto la bella sorpresa di assistere all’incontro. (Se lo avessimo saputo, gli avremmo subito appioppato qualcosa da fare…)

Da un festival all’altro

Settembre, stagione di festival: a Mantova della letteratura, a Modena della Filosofia… quelli che ho frequentato in questo mese, che una volta era dedicato alla vendemmia (e ancora lo è) e alle “Settembrate”, per i pochi che ancora se lo ricordano e che non sono emigrati su Second Life.

Mi ci volevano ben due festival per cominciare a connettere la mente e il resto. Addio, mare, addio, vacanze…il tempo vira sull’autunno, mia nipote sfoggia un grembiulone nero con fiocco da prima elementare (arieccoci i grembiuli!), le mamme e le maestre hanno un diavolo per capello e ogni giorno presidiano, si riuniscono e spennarellano cartelli a tutto spiano. Maestra unica! già, così se ti capita una pazza (come è toccato a me, tanti anni fa) sono tutti fatti tuoi, e del povero/a infante che rimarrà traumatizzato/a per la vita.

Tornando ai festival, e tentando uno stringato e personalissimo bilancio, direi che vale comunque la pena di frequentarli, nonostante qualche inconveniente: a Mantova il caldo, un giorno quasi da lasciarci le penne. A Modena le traduzioni simultanee che coprivano del tutto la viva voce e l’espressività dei relatori stranieri, tra i quali il grande Marcel Detienne, e Marc Augè, da soli un vero spettacolo. Ma le gratificazioni sono state tante:  città e paesi bellissimi (anche Sassuolo e Carpi), gastronomia eccellente in entrambe le città, (soprattutto a Mantova), e tanti, tanti, tanti discorsi, persone, libri molto interessanti, anche importanti, se vogliamo.

Faccio una graduatoria personale di quelli che ho sentito: a Modena e dintorni Marcel Detienne, Marc Augé, Isabelle Stengers, Franco Cassano, Bodei, Maria Bettetini. A Mantova ho frequentato poco gli incontri, tranne qualcuno non tra i più reclamizzati, e naturalmente Enzenberger, un grande ottuagenario che dà dei punti a chiunque di noi “pivelli”.

Che ci sono andata a fare? a vedere Mantova, che è stupenda, a        tenere compagnia a mio marito che era lì per lavoro… e a gustare il clima del festival, che comunque è brioso, divertente e informale, e poi a una ex libraia come me ricorda altri tempi, tempi di libri e di autori, di presentazioni, di case editrici, di best e long sellers e tutto il mondo un po’ schizzato che ci sta intorno. Mi sono divertita molto al Teatro sociale, bellissimo, a vedere la Compagnia dell’Archivolto che metteva in scena “Mal di scuola”, con la stupefacente Banda Osiris. Lo spettacolo era ispirato al libro di Daniel Pennac, Diario di scuola (Feltrinelli). Che era presente. Eccolo qui, sempre fascinoso…

Ho promesso a una amica che ammira molto Franco Cassano di “prendere molti appunti” della sua “lezione magistrale” come le chiamano al festival della filosofia di Modena (un po’ pomposamente?). Siccome ho registrato diligentemente tutto, posso anche provare a postare la trascrizione . Ma ci vuole un po’ di tempo, Eugenia, abbi pazienza…

Interventi online del Convegno “Comunicare gli archivi nell’era digitale”

Riprendo e rilancio dal blog Archivistica e dintorni la segnalazione del sito da cui si possono leggere gli interventi del convegno “Comunicare gli archivi nell’era digitale” tenutosi presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bari, il giorno 12 giugno 2008.

A un’occhiata veloce – oggi sono di fretta, tanto per cambiare – posso dire che è un peccato non aver potuto seguire l’evento. Mi pare che il Convegno abbia messo a fuoco i temi e i problemi che sono (dovrebbero essere) oggi al centro della riflessione degli archivisti. Comunque anche leggere online le presentazioni può essere stimolante, anche se non tutto, ovviamente, mi è chiaro: altra cosa è sentirlo dalla viva voce dei relatori e relatrici.

Accontentiamoci e ringraziamo!

Archivi dei movimenti, una banca dati

Per coincidenza e fortunata combinazione lunedì 26 dovrei essere a Roma, per seguire un incontro su “Archivi, biblioteche e web” che ho già segnalato in precedenza.

Nel pomeriggio si svolgerà anche questo appetitoso seminario, per iniziativa della Fondazione Basso:

Lunedì, 26 maggio 2008, ore 17.00
La Fondazione Lelio e Lisli Basso – Issoco presenta

ARCHIVI DEI MOVIMENTI
Una banca dati delle fonti per la storia dei movimenti in
Italia, 1966-1978

Marco Grispigni e Leonardo Musci
illustreranno la banca dati

Giovanni Contini, Marco Scavino, Francesca Socrate
parleranno delle fonti per la storia dei movimenti
SALA CONFERENZE FONDAZIONE BASSO
Via della Dogana Vecchia, 5 – Roma

Per informazioni:
Tel. 06.6879953 – Fax 06.68307516
basso@fondazionebasso.it
www.fondazionebasso.it

Conosco il libro di Marco Grispigni e Leonardo Musci, “Guida alle fonti per la storia dei movimenti in Italia 1966-1978” uscito nel 2003 per il MBAC – Direzione generale per gli Archivi, e l’ho trovato un aiuto prezioso per chi, come me, si occupa di archivi di questo tipo. Sono molto interessata anche a come l’argomento verrà approfondito da Contini, Scavino e Socrate.

Proprio in questo periodo, un po’ sulla scia di una serie di iniziative e presentazioni di libri legati al quarantennale del ‘68, con un gruppo di amici e amiche sessantottini stiamo cercando di recuperare materiali documentari, contattando ciascuno altre persone, magari perse di vista da tempo. Lo scopo sarebbe di riunire i fondi documentari ora dispersi, in un luogo dove possano essere riordinati e inventariati. Costruire quindi “ex post” un “Archivio del ‘68“, genovese, ligure, ma senza preclusioni geografiche e temporali…

Diceva un amico, ricordando uno dei periodi più intensi di lotta politica, proprio durante il ‘68, l’inizio del rapporto studenti-operai e l’intervento in fabbrica (Chicago Bridge, Italcantieri), che in quel momento si scriveva un volantino al giorno…c’è stato un tempo forsennato di produzione sia politica, che di inchiesta sulle condizioni di lavoro operaie, e sulla vita nei quartieri…
Ci piacerebbe recuperarne anche una piccola parte, che supporti la memoria dei testimoni, e le “fonti secondarie” di quotidiani, riviste, libri (poche a livello locale, a parte il recente libro di Luca Borzani di cui ho già parlato )


Genova, 1968, Fisica Occupata. Foto di Eleonora Passagrilli

Si canta e suona “We shall overcome”

Un discorso sulle fonti per la storia dei movimenti è quindi in questo momento quanto mai opportuno e importante; mi piacerebbe che nascesse un gruppo seppur virtuale di archivisti/e che mettano in comune le esperienze e abbiano voglia di confrontarsi. Anche sulle nuove tecnologie (Web2.0: social tagging, maps, wiki, siti e blog di “storia dal basso”, collezioni fotografiche o di manifesti su Flikr, e quant’altro…) utili per comunicare e valorizzare gli archivi, per raccogliere gli “users contributes”…
Che dire ancora? Se posso, racconterò in seguito le mie impressioni.

Archivi e biblioteche, il seminario

Seguito del post sulle iniziative “Archivi e biblioteche: potere, utenti, tecnologieSeminario Biblioteca Berio, 8/2/2008 svoltesi nei giorni 7 e 8 febbraio.
Nel frattempo ho cambiato computer, (ora è un decente HP Pavilion), però non mi ci ritrovo con il sistema operativo, con la visualizzazione ecc. Il vecchio monitor (quello è rimasto) sembra piuttosto sorpreso, e io non trovo la misura giusta dei caratteri…se li allargo si distorcono, oppure c’è da cavarsi gli occhi. Non ditemi di cacciarlo via, no se puede. Ci vorrà un poco di tempo per prenderci la mano.

Il resoconto del seminario lo trovate sul bellissimo post di Bonaria Biancu. Concordo pienamente con la sua descrizione. Perciò mi esimo dal fare un riassunto, e vi invito ad andare a leggerlo. Posso contribuire alla completezza e al networking pubblicando anch’io i link delle presentazioni.

Carola Frediani ha fatto una presentazione, e un intervento, veramente stupendo. Mi piacerebbe che venisse pubblicato, ma sapendo quanti impegni ha, non la voglio stressare. Anche per il suo contributo rimando a quanto scrive Bonaria, aggiungendo solo un elenco di parole chiave, come sintesi dei temi trattati: Turbo nel Web, Contenuti, Rss, Remix, Semplicità, Usabilità, Raccomandazione, Social tagging, Social Bookmarking, Digg, Wikipedia, Intelligenza collettiva, Saggezza delle folle, Congresspedia, Polizia neozelandese…

Bellissima la presentazione di Bonaria Biancu, che viene anche commentata nel post sopracitato. Da leggere! Ci ha trasmesso una vera valanga di conoscenze ed energia!

Carlo Penco ha visualizzato e discusso alcune risorse da lui utilizzate spesso, tipo Del.icio.us, e altre condivise con i suoi studenti. Alcune sono riservate agli studenti/docenti, e quindi accontentiamoci di quello che abbiamo visto al seminario. Ad esempio Aulaweb dell’Università di Genova è un ambiente dove attingere risorse per lo studio. Poi i Blog, quelli dei suoi corsi, che sono: Semiosette e Fattoria della comunicazione.
Il tutto interpolato da una certa quantità di link (gentilmente inviati) che trascrivo con i suoi commenti:

Carlo, Stefano e Carola guardano lo schermo

“piccole
pubblicità per biblioteche “umane”:

http://www.youtube.com/watch?v=bFnZLFz3DiY
http://www.youtube.com/watch?v=-fICrVTZmWo
Pubblicità per spingere a leggere in biblioteca
http://www.youtube.com/watch?v=NeUid2rv848

http://www.youtube.com/watch?v=APWVP459BK0
L’esempio della ragazza che chiede da mangiare è una pubblicità di automobili. L’ho stoppata prima, il messaggio pubblicitario è banale: donne come automobili; non basta la bellezza; ci vuole l’intelligenza. Ma chi ha fatto il video ha avuto una buona idea a prescindere dalla banalità di fondo del messaggio; infatti gioca sull’intreccio di presupposizioni non condivise; poi mostra come l’assenza di una cultura comune porta a effetti disastrosi”

L’intervento di Carlo è stato molto stimolante, e, facendo in modo di incuriosire e coinvolgere, e anche divertire, ha affrontato alcune questioni di fondo sulla filosofia del web2.0, e non solo del web.

Stefano Vitali Su questo intervento vorrei spendere due parole. Anzitutto, per il mio interesse per gli archivi. Il seminario è nato proprio dallo scambio di qualche mail tra Stefano e me, pochi mesi fa. Poi perchè ritengo che Stefano sia uno degli archivisti di riferimento, sui temi della innovazione, sia culturale che tecnologica. Inoltre perchè la situazione degli archivi è molto diversa da quella delle biblioteche. Ha delle specificità da capire, non per farsene schiacciare, ma per una azione efficace di difesa e rilancio. Le posizioni di Stefano mi sembrano esprimere un grande equilibrio, anche nel desiderio di lanciare segnali innovativi – ma cercando di non dimenticare la situazione reale in cui ci si muove, e da dove si viene. “I servizi agli utenti basati su web2.0 consentono agli utenti di condividere, di partecipare. La comunicazione non è più solo da uno a molti, ma diviene da molti a molti. Tra i molti si collocherebbero anche le istituzioni archivistiche -cosa che non è facilmente accettabile…” Che implicazioni per le comunità archivistiche, sia di operatori che di utenti, reali e virtuali? Dopo aver commentato gli esempi, che si possono vedere nella presentazione, Stefano Vitali sottolinea il ruolo di raccordo e di contributo alla costituzione di comunità fisiche (gli eredi dei veterani nel caso della Polar Bear, gli immigrati nel caso di Moving here, gli utenti di Footnote…) oltre che di comunità virtuali. Un obbiettivo, che è quello di costruire e stringere comunità intorno agli archivi, implica che si conosca più a fondo il pubblico degli utenti, e che si usino quindi strumenti differenziati. Questo modo nuovo di avere rapporti con il pubblico dovrebbe entrare nella cultura degli archivisti.

Qualche mia riflessione

Il seminario è stato bellissimo. Non lo dico tanto per dire. E’ stato veramente qualcosa di evenemenziale. Sapete quando confluiscono le energie delle persone – tipo i ghostbusters quando fanno convergere i fasci contro il demone-cane? e si crea un campo energetico che finisce per incuriosire, attirare, coinvolgere, e alla fine addirittura entusiasmare, non tutti ma molti/e…e poi le persone continuano a parlare, a fare capannelli, a darsi appuntamenti…

A un certo punto mi sono distratta, guardando il fascio di luce del proiettore che intercettava il pulviscolo atmosferico, e ho pensato: c’è polvere d’oro nell’aria oggi!

Insomma, bellissimo. Tutto merito delle qualità degli interventi, della capacità dei partecipanti di comunicare in modo diretto al pubblico non solo le loro conoscenze, in un ambito forse nuovo e certo non semplice da trattare, ma anche punti di vista personali, anche critici o riflessivi sul magmatico web2.0. E comunque, mettere in campo un’esperienza diretta, pratica e teorica; far vedere dettagliatamente il funzionamento delle reti sociali, dei servizi e tools offerti, esprimere anche riserve – ma utilizzando nella comunicazione la grande ricchezza del web (i siti, i blog, i video, i database…e così via). Tutti gli inteventi hanno parlato di tecnologie in uno scenario culturale, e non solo tecnologico. Le trasformazioni implicano i cambiamenti nei rapporti tra le persone, mediati dalle tecnologie. Sono da capire non solo gli interessi, i progetti di gruppi di utenti ( studi di questo genere non sono più rimandabili negli archivi ), ma anche e forse, per prima cosa, i rapporti e le strutture di potere e di trasmissione culturale nel sistema degli archivi.

E qui bisogna annotare che al seminario c’erano moltissime/i bibliotecarie/i – di molti tipi di biblioteche genovesi e non solo; (Laura Malfatto e Fernanda Canepa, della Biblioteca Berio, hanno fatto sia un intervento introduttivo che nel dibattito, da cui si capiva che erano molto coinvolte e interessate ai nuovi sviluppi della biblioteconomia web). Era presente poi un certo numero di studenti e pubblico generico. Pochissimi archivisti. Ne ho contati una decina in tutto, comprendendo anche noi che abbiamo organizzato l’incontro. Ma c’erano, per fortuna, Isabella Zanni Rosiello e Linda Giuva, oltre ovviamente Stefano Vitali. Cioè persone che negli archivi hanno una voce, una presenza importante. A parte Stefano, non so cosa ne hanno tratto e ne pensano Isabella e Linda. Lo sentiremo nei prossimi appuntamenti…Linda che pensa

Negli archivi italiani, sembrerebbe, le cose si muovono a partire dal vertice. Oppure non si muovono. C’è una cultura gerarchica, dovuta ovviamente alla storia specifica dei nostri archivi, legati alle vicende delle istituzioni statali, con tutte le virtù e le perversioni che questo comporta.

Si sono dette cose molto importanti nel dibattito.
Una mi ha colpito, e la voglio riportare qui.
Il discorso delle risorse, sia umane che finanziarie, o meglio della loro mancanza, non fa che sottolineare il peso delle scelte compiute dagli individui. Indirizzare risorse in un ambito piuttosto che in un altro, verso un ruolo sociale di archivi e biblioteche piuttosto che di conservazione pura dell’esistente – può diventare una scelta decisiva per l’esistenza nel futuro, magari anche per un’esistenza più evoluta.

Pagina Successiva »


 

Novembre: 2009
L M M G V S D
« Ott    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30