
Ma sì, perchè tenerle per me? tutte non le posso pubblicare, e ce ne sono anche da altre parti. Però per le persone che erano con me potrebbero essere un buon ricordo, e per chi non c’era uno stimolo non solo curioso.

La sindaca Marta Vincenzi ha proclamato Genova “città dei diritti”. Al di là della inevitabile retorica da comizio, e collegando questa espressione con alcune riflessioni di Rosi Braidotti (sentita in teleconferenza al Palazzo Ducale pochi giorni fa, intervistata da Nicla Vassallo), spero che si possa ulteriormente articolare il concetto. Cittadinanaza, diceva Rosi, anche locale, anche provvisoria, all’interno delle sfide della globalizzazione e del terzo millenio, la cui complessità non può essere in nessun modo ridotta. L’ipermobilità di alcuni (Bekam, le rockstar, i cittadini del mondo…) contrasta con l’impossibilità di muoversi di altri, i sans papier, i clandestini (da oggi, colpevoli del reato di 
clandestinità…). Gli oggetti della nuova schiavitù, la tratta degli esseri umani, l’affare più lucroso delle mafie di tutto il mondo. La diaspora globale del capitalismo avanzato fa evaporare la retorica della mobilità assoluta: in realtà ci sono diversissime modalità di accesso, di flessibilità dei diritti, fino alla negazione totale.
Altro tema, che al Pride era declinato in mille diversi modi, quello dell’identità. Rosi l’ha affrontato nella dimensione europea come possibile spazio multiculturale, in cui le appartenenze tradizionali, al luogo di origine, alla nazione come legami alla cittadinanza sono in realtà allentati, oggi si dà mescolanza tra origine, nazionalità, cittadinanza. Senza nessuna nostalgia, ma cercando di cogliere le opportunità che il “soggetto aperto, complesso, multiculturale, nomade ha di fronte…”
mi sono divertita gay pride genova , perche sono gay , mi piace essere dichiarata ; voglio dire che ha genova non portano rispetto hai diritti omosessuale , grazie gay pride 2009