Qui sotto c’è il programma e qui c’è il pieghevole-web-201 in formato .pdf
Archivi, biblioteche, musei ai tempi del web 2.0: esperienze a confronto
A cura del Comune di Genova – Direzione Cultura (Biblioteca Berio – Sezione di Conservazione, Archivio Storico del Comune, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce) e della Biblioteca Universitaria di Genova, con il coordinamento di Paola De Ferrari.
Con la collaborazione dell’Ufficio Informatizzazione e Catalogo unificato e dell’Ufficio Comunicazione e Promozione Eventi Culturali della Biblioteca Berio.
Biblioteca Berio, Sala dei Chierici, 28 ottobre ore 14.00-18.00
Informazioni: tel. 010 5576050
Incontro a più voci con rappresentanti di archivi, musei, biblioteche italiani, che attraverso il loro siti web hanno sviluppato nuove forme di interazione con gli utenti, chiamati a diventare non solo fruitori ma anche collaboratori e creatori di contenuti culturali
Programma
Diletta Zannelli – Fondazione Museo di Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo.
Il sito web “giovani” del Museo di Fotografia Contemporanea: un progetto in partenariato con il Liceo Artistico Statale U. Boccioni di Milano
Carla Sava – Archivio di Stato di Udine
Memorie in rete, reti di memoria: Friulinprin per la ricerca di fonti e biografie di persone vissute tra ’800 e ’900 in Friuli
Cesare Bignotti e Guido Smider – Creative Corporation EVES
Dibattito sulla Web Art con la Creative Corporation EVES Extraordinary Visions and Esthetic Sounds
Carlo Pischedda – Istituto Piemontese per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea “G. Agosti”, Torino
Archos, un sistema integrato dei cataloghi d’archivio. Un approccio possibile ai social archives
Simona Brighetti – Biblioteca Sala Borsa, Bologna
Dire, ascoltare, navigare, partecipare: l’esperienza di bibliotecasalaborsa.it
Luca Melchionna – MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto
Il Mart 2.0: nuovi utenti online e offline
Marco Fiorilla – Biblioteca Lancisiana, Roma
Il progetto “Catalogo Aperto” dei manoscritti lancisiani
Maria Teresa Natale – Ministero per i Beni e le Attività Culturali – OTEBAC
Interazione con gli utenti nei siti web e portali culturali: stato dell’arte e potenzialità
Coordina Paola De Ferrari
I relatori e relatrici saranno a disposizione del pubblico presso le postazioni multimediali.
Bellissimo! Magari però se mentre ci avventuriamo nell’esplorazione delle risorse del 2.0 trovassimo anche il tempo di mettere ordine nell’ordinaria amministrazione telematica e di tenere aggiornati con un minimo di attività redazionale le risorse esistenti potremmo trarre anche maggiori vantaggi. La ricerca non si deve feramare ma è auspicabile che si lasci dietro sedimentazioni concrete, altrimenti finiamo travolti dalla progettualità ma gli utenti hanno pochi benefici.
Un solo esempio: tra portali generalisti dei beni culturali e portali (o siti) archivistici istituzionali sono disponibili almeno sei sette punti di accesso (più ovviamente i tre sistemi informativi centrali, quelli locali e un pò di siti web) al patrimonio archivistico. Ognuno di essi restituisce all’utente (che di ciò non è necessariamente informato) un quadro diverso…
Un saluto
Federico
Caro Federico, grazie del commento puntuale. Verissimo quello che dici. Ma le due cose, esplorazione e sperimentazione, e “tenere in ordine” i propri siti, non sono in contraddizione. Considerare con attenzione il punto di vista dell’utente, del proprio bacino di utenza e di quello potenziale perchè il web è globale, anzi metterlo al primo posto nella progettazione e manutenzione, cosa che oggi è possibile fare con metodi non più solo empirici, e c’è chi lo sa fare e lo fa, può far risaltare meglio tutte le incongruenze e le sciatterie. Proprio come dici tu: di fronte a sette diversi punti di accesso, a tre sistemi informativi e così via, come fa l’utente a districarsi? Una amministrazione onesta si comincerà a porre qualche interrogativo. Il nodo è il passaggio dal web- vetrina al web integrato nel bene culturale come bene sociale: servizio pubblico, proprietà dei cittadini.
Le tecnologie 2.0 aiutano o distraggono. Tutto sta nelle scelte di politica culturale che si devono fare. Cioè a dire, il contrario di quello che sta succedendo adesso. Credo che stia suonando la seconda campanella: la ricreazione è finita, bisogna tornare a fare politica attiva, anche nel campo dei beni culturali. Ciao, Paola
bella questa iniziativa. finalmente anche l’arte si avvicina al web…complimenti
Cara Paola,
Allora si fa eh? Bene bene… Ti confermo la mia partecipazione martedì, sarà interessante…
Però il Pischedda prima mi fa modificare il mio articolo (a proposito, pubblicazione confermata!) e poi mi viene al tuo convegno parlando proprio di Archos!!!
Non si fa, non si fa… ;>
Un abbraccio e a martedì!!!
(scusa la brevità ma domani ho IO un convegno e sono in fibrillazione)
Caro Paolo, ebbene si fa! e sentiremo la descrizione di Archos proprio dalla viva voce del dott. Pischedda. Sono io che ho insistito perchè ci raccontasse il sistema – nonostante che l’Istoreto avesse in un primo tempo obbiettato che Archos NON è un archivio 2.0, aperto a qualunque utente, ma che l’accesso online e l’aggiunta di contributi è limitato a collaboratori che inseriscono dati, quindi a un circuito diverso rispetto alla “filosofia” del 2.0. Ciononostante sono molto contenta che nell’incontro ci sia la possibilità di discutere non solo le buone cose che si possono fare aprendo i siti web agli utenti, ma anche i limiti, le “criticità”, le cose che si sono provate e che si è visto che per vari motivi non funzionano…esperienze preziose quanto quelle positive, credo, in una situazione di grandi cambiamenti ma anche di difficoltà di scelta per gli amministatori dei siti, di discernere quello che sarà valido anche un domani, sempre prestando la massima attenzione alle esigenze sia degli archivi che degli utenti…
A presto allora! un caro saluto, Paola